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Sanità ai privati e lavoro precario, il Soa annuncia scioperi e dice basta ai Commissariamenti

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Il coordinamento sindacale del Soa ‘affila le armi’ e prospetta un ‘autunno caldo’ di lotte e scioperi, a partire da quello fiscale.

“Il governo centrale è ben consapevole della situazione del disastro sanitario del Molise, lo spopolamento è devastante perché qui si muore senza i diritti basilari mentre il governo ancora pretende piani di rientro fasulli con burocrazie commissariali inutili per la popolazione, mentre la gestione della Regione Molise è penosa e dannosa”, scrivono dal Soa.

Dunque la questione della vendita del Gemelli: “Intanto il popolo molisano sta assistendo al mercato della sanità privata con la vendita del Gemelli di Campobasso, spettacolo milionario indecoroso in una regione dove la sanità pubblica è praticamente ridotta all’osso”.

Il sindacato operati auto-organizzati, coordinato da Andrea Di Paolo, passa dunque alle richieste: “Chiediamo l’annullamento del piano di rientro, commissariamento e azzeramento sulla sanità pubblica in Molise.
Contro le convenzioni milionarie con la sanità privata e gli extra budget sborsati dalla Regione Molise, chiediamo la ridistribuzione equa sui territori per i servizi sanitari, riapertura e potenziamento degli ospedali e assunzioni libere di personale, contro le precarizzazioni dei lavoratori e lo sfruttamento degli stessi.
Contro tutti i danni prodotti da questo sistema di smantellamento dei diritti, in primis chiediamo e pretendiamo verità e giustizia sulle morti da covid 19 in Molise.
Oggi apriamo la strada verso lo sciopero fiscale e generale del Molise continuando il percorso già intrapreso con le realtà di lotta dalla base da tenersi in autunno, presumibilmente a fine settembre, con corteo di protesta nel capoluogo regionale. Le parti cosiddette sociali presenti in regione, come i partiti, in questi anni hanno continuato a fare gruppetti di interessi e di bottega, facciate per fare, senza andare al dunque. Il Molise è la gente, l’unica che può ribaltare una squallida e desolante realtà.

Lo sciopero generale e fiscale della regione – concludono – va costruito da subito, con dignità e volontà reali, le parate elettorali e le trovate pubblicitarie di soggetti non identificati dal movimento reale per i diritti in Molise può continuare comodamente la sua strada in dibattiti, riunioni fumose e iniziative inconcludenti. Siamo pronti.
L’estate é rovente, in Molise sarà un autunno caldo. Diritto alla salute, basta piani di rientro statali da macelleria sociale senza i diritti alla popolazione. Ci vuole lo sciopero fiscale e generale”.

 

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