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Punto Nascite, Termoli ripiomba nell’incubo: “In 2 anni situazione peggiorata”. E Roberti annuncia ricorso

Lo stop ai parti dopo il decesso di un neonato al San Timoteo preoccupa e per qualcuno c'è il rischio che divenga definitivo. Il presidente della Provincia critica Asrem e commissario e si dice pronto a rivolgersi al Tar. Ma sorprende la mancata presa di posizione dei sindaci del Basso Molise

Sconcerto, rabbia, delusione. Paura che un provvedimento d’urgenza si trasformi in una scelta definitiva. Ma anche silenzio, troppo silenzio per una notizia che rischia di essere una catastrofe sanitaria e di conseguenza sociale per un intero territorio.

Due anni dopo Termoli è punto e daccapo con la questione del Punto Nascite del San Timoteo. ‘Vietato nascere a Termoli’ era lo slogan allora. Oggi torna d’attualità dopo la decisione dell’Asrem di bloccare i parti a Termoli, in seguito alla morte improvvisa di un neonato lunedì scorso.

Parole dure sono state espresse dal sindaco di Termoli Francesco Roberti che, intervistato dall’emittente Telemolise, ha dichiarato: “Siamo amareggiati per questo provvedimento, il copione è sempre lo stesso”. E ha preannunciato una nuova battaglia.

È una decisione che – a detta del primo cittadino – va peraltro contro il principio che il giudice aveva ribadito nel primo ricorso fatto al Tar, quello contro la decisione di chiudere il Punto Nascite del San Timoteo. Roberti, rivolto ad Asrem e Struttura Commissariale, ha parlato di dimostrazione di improvvisazione: “Ad oggi non si intravede alcuna riorganizzazione del servizio sanitario. Quest’atto è a mio giudizio intempestivo e indelicato perché colpisce un intero reparto e i professionisti che vi lavorano senza sapere come sono andate le cose”. E ancora: “Se vale questo principio che l’inefficienza viene punita con la chiusura, dovremmo applicare lo stesso principio alla Struttura Commissariale”.

Tranchant infatti il giudizio sull’operato strutture commissariali che si sono succedute in questi anni che, per il sindaco di Termoli e Presidente della Provincia di Campobasso, “sono del tutto inadeguate e inappropriate per garantire una sanità di qualità e di sicurezza per i tanti cittadini del Molise”.

Ricomincia la battaglia sul Punto Nascite? “Sicuro, ho già sentito i legali e ci attiveremo per impugnare questo atto”. Il sindaco ai microfoni si è detto dispiaciuto anche per il fatto che la decisione sia stata presa in maniera autonoma. “Non c’è stata alcuna consultazione, nemmeno con l’attuale Conferenza dei Sindaci che è insediata”.

Roberti sindaco mascherina

Severo il giudizio di Vittorino Facciolla, segretario regionale del Partito Democratico. Secondo lui si tratta di una chiusura annunciata da tempo. “Arriva in una mattina di luglio nel silenzio totale delle istituzioni di Termoli, delle massime cariche politiche e amministrative regionali, la notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto ricevere e cioè che a Termoli, all’ospedale San Timoteo, non si potrà più partorire.

È la cancellazione di uno dei servizi primari che un ospedale come quello di Termoli dovrebbe continuare a garantire non solo alla popolazione di tutto il Basso Molise e l’alta Puglia ma anche alle migliaia di turisti che si stanno riversando per le vacanze estive nella nostra regione.

La chiusura del centro nascita era nell’aria ormai da due anni, ma ci chiediamo se i vertici regionali ed il management della Asrem abbiano fatto davvero tutto il possibile per evitarla. Davvero si può pensare che una donna con un parto d’urgenza si recherà a Campobasso? E perché non dovrebbe scegliere Vasto che logisticamente è più facile e veloce da raggiungere?

Davvero non si arriva a capire che perdere il punto nascita al San Timoteo servirà a impoverire e svuotare ulteriormente il presidio ospedaliero? E che fine ha fatto chi della salvezza del famigerato L113 ne ha fatto uno dei punti di forza della campagna elettorale pur sapendo di non poter fare nulla per incidere sulle decisioni politiche regionali?

Chi guida la nostra regione ha il dovere di garantire i servizi, migliorarli lì dove sono carenti e non sottrarli ai cittadini. Queste dovrebbero essere le priorità di chi è stato scelto a rappresentarci, questo e non altro. La salute è e deve restare bene primario”.

 

Sconcerto viene espresso dalle Donne Democratiche del Molise. Veniamo a conoscenza attraverso una nota dell’Asrem che all’Ospedale “San Timoteo” di Termoli sono sospesi i parti naturali e cesarei ma assicurati solo presso l’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso. Non è dato sapere quanto questo divieto durerà, lasciando tutte le donne nel buio più assoluto.

“Nel pieno del rispetto delle garanzie sanitarie per la donna e per il neonato nell’intento di migliorare le stesse” queste le parole riportate nella nota.

Dov’è il rispetto e la garanzia, se si nega a una donna di partorire presso la struttura che aveva scelto con il suo ginecologo di fiducia? E qual è la sicurezza che si vuole garantire alle donne e al nascituro percorrendo la Bifernina con un mezzo privato impiegando più di un’ora di strada?

Se si vuol migliorare le condizioni delle partorienti e dei neonati si dovrebbe prendere in considerazione seriamente la creazione di un reparto di neonatologia: vietare i parti non è la soluzione.

L’Asrem nella persona di Florenzano e la struttura commissariale negano il diritto alla salute alle donne del basso Molise, lasciandole sole da un giorno all’altro, in balia dei loro scellerati piani.

Le donne devono essere accompagnate al parto, non solo garantendo le attività ambulatoriali ma deve essere garantita la serenità e con questa decisione presa, viene meno.

Le partorienti non sono merce che va smistata nei magazzini, sono persone che hanno una dignità e come esseri umani hanno il diritto di poter scegliere dove partorire, nella piena serenità”.

 

Pone domande invece Giancarlo Totaro, medico in servizio al San Timoteo. “Cosa devono fare le donne che devono partorire oggi, domani o dopodomani o addirittura le donne già ricoverate? – domanda il dottor Giancarlo Totaro – Devono recarsi al Pronto Soccorso di Termoli e poi saranno trasportate a Campobasso a partorire, incrociando le dita? O preferiranno raggiungere Vasto in pochi minuti?

Le donne di Termoli e Basso Molise molto probabilmente si recheranno a partorire a Vasto, specie in caso di sintomatologia da ‘parto imminente’. Cosa è cambiato di strutturale e normativo rispetto ai giorni scorsi che renderebbe insicuro partorire a Termoli e le donne dovrebbero recarsi a partorire a Campobasso con un percorso stradale da paura?

Quanto tempo si impiega con una ambulanza Sten a venire da Campobasso e poi trasportare a Campobasso? Quanto tempo si impiega per trasportare Vasto?

Pur acclarata la dolorosa sacrosanta ed irrinunciabile esigenza di dare risposte al caso di specie dell’evento avverso fatale occorso al neonato nei giorni scorsi”.

 

Amara riflessione quella di Nicola Felice del Comitato San Timoteo. “A due anni esatti dalla prima disposizione di interruzione del ricovero in ostetricia al San Timoteo, ci ritroviamo oggi a rivivere la stessa triste esperienza. Ciò dimostra che poco o nulla è stato fatto in questi due anni per risolvere le criticità già presenti, ma che stando ai fatti recenti si sono ulteriormente aggravati. Nella prima esperienza di cessazione del servizio nascite al San Timoteo, solo facendo ricorso alla giustizia impugnando il provvedimento è stato possibile conservare il servizio importantissimo per le partorienti del Basso Molise.

Come prima risposta al ripetersi oggi dell’evento, non si può che ripercorrere lo stesso procedimento appellandoci alla magistratura. Questo però è soluzione emergenziale e provvisoria. Per risolvere definitivamente il problema occorre pretendere che nel nuovo Piano ospedaliero 2019/21 venga previsto il Punto Nascite al San Timoteo, tenuto conto che ancora oggi non è stato modificato il numero di 500 nascite annuali per consentire la presenza di un Punto Nascite in un ospedale”.

Il Comitato fa richiesta di “un incontro con il Direttivo della Conferenza dei Sindaci, oltre che con il Commissario ad Acta, dottoressa Degrassi, alla sanità e al Presidente nonché Assessore regionale Toma per affrontare tutte le problematiche da tempo denunciate e mai risolte dagli organi competenti e preposte, in primis la Dirigenza Asrem. Si confida in un immediato e indispensabile intervento dei Sindaci del Basso Molise”.