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Oggi i funerali dell’infermiere di Agnone, la famiglia chiede chiarezza sull’incidente: indagini in corso

Dubbi su orari e posizione di quiete della moto del giovane infermiere: il Pm ha accolto un’integrazione ad hoc dei quesiti al medico legale

Oggi alle 16, Agnone saluterà per l’ultima volte il 27enne Mario Scampamorte. Morto in un incidente stradale lunedì 12 luglio a Casoli mentre a bordo della sua moto stava andando al lavoro. La svolta a sinistra di una Fiat Punto che lo precedeva, lo schianto e i traumi che non gli hanno lasciato scampo.

Una lunga scia di dolore e sconforto ha attraversato la comunità di Agnone. Dove Mario aveva la sua famiglia e dove fino a domenica sera era stato con gli amici per assistere alla finale degli Europei.

Ma la famiglia di Mario adesso vuole chiarezza. Si è affidata allo studio legale 3A ponendo una serie di interrogativi su una morte, quella del loro ragazzo, che è impossibile da accettare. Innaturale.

Gli avvocati Sabino De Benedictis e Lorenzo Marcovecchio, del Foro di Isernia sono già al lavoro. Sulla dinamica – secondo i legali – sono emerse alcune incongruenze, sia per gli orari – vi sarebbe un buco di mezzora tra il momento dell’incidente e l’allarme ai soccorsi -, sia per la “strana” posizione di quiete in cui è stata rinvenuta la motocicletta, finita sulla sinistra e non in avanti “come ci si sarebbe aspettati per un mezzo che percorre una traiettoria rettilinea e trova un improvviso ostacolo”. E per di più “dopo l’urto – si legga nella nota degli avvocati – avvenuto “a monte”, con la parte posteriore “a valle” e le ruote rivolte verso l’erba, pur non essendo in grado di marciare per la rottura della forcella.

L’avvocato Marcovecchio ha chiesto e ottenuto dal Pubblico Ministero della Procura di Lanciano,  Francesco Carusi, titolare del procedimento penale per omicidio stradale aperto, come atto dovuto, a carico del diciannovenne automobilista, di integrare i quesiti da porre al medico legale, il dottor Christian D’Ovidio, incaricato dell’esame autoptico, verificando anche l’eventuale presenza di determinate lesività da trascinamento.

L’autopsia è stata eseguita giovedì 15 luglio, e alle operazioni peritali ha partecipato, come medico legale di parte per la famiglia della vittima anche la dottoressa Piera Amelia Iezzi. Per avere risposte complete bisognerà attendere il deposito della perizia da parte del Ctu, ma l’esame, per quanto riguarda le cause della morte, non ha fatto che confermare che il decesso è stato dovuto ai gravissimi politraumi dovuti all’impatto con la vettura e poi al rovinoso volo sull’asfalto.

La famiglia di Mario sa bene che nulla e nessuno potrà restituire loro quel figlio amato da tutti e non nutrono neppure sentimenti di risentimento nei confronti del giovane automobilista, ma – questo sì – ci tengono a fare piena luce sui fatti. Anche per questo gli avvocati hanno chiesto di acquisire le immagini delle telecamere di un’attività video sorvegliata della zona (del sinistro non vi sono testimoni, a parte l’indagato) e solleciteranno l’opportunità di disporre anche una perizia cinematica per ricostruire nel dettaglio la dinamica, le cause e tutte le responsabilità del tragico sinistro.