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“No green-pass”, di nuovo in piazza: “Provvedimento che limita le libertà fondamentali”

Pasquale Morrone, esponente del collettivo che ha curato l’evento (di scena alle 17.30, in piazza Vittorio Emanuele a Campobasso) spiega le ragioni della protesta: “Si può essere favorevoli al vaccino e contrari a questa misura, che rischia di ripercuotersi anche sul tessuto produttivo locale. Ci sono stati i lockdown, ci sono state le chiusure, poi sono arrivati i vaccini e il green-pass. E intanto diverse regioni continuano a cambiare colore e incontrare comunque lo spettro delle restrizioni”.

Green-pass: non si placa il dissenso. Il dibattito pubblico inerente al provvedimento in vigore dal prossimo 6 agosto continua a comporsi di nuovi capitoli. Uno, in particolare, si scriverà domani proprio in Molise, a Campobasso. Piazza Vittorio Emanuele sarà infatti teatro della manifestazione che – a partire dalle 17.30 di oggi, sabato 31 luglio – raccoglierà la voce dei contrari al provvedimento della “carta verde”.

protesta manifestazione anti green pass cb

A spiegare le motivazioni dell’evento è Pasquale Morrone, esponente 23enne del collettivo che ha curato la manifestazione: “Si tratta a nostro avviso di un provvedimento che limita le libertà fondamentali del cittadino; una pratica istituzionalmente scorretta attraverso cui il governo italiano cerca di indurre la popolazione a vaccinarsi senza tuttavia offrire le dovute tutele giuridiche. Nel dibattito attuale – continua Pasquale – stiamo assistendo a una polarizzazione delle posizioni tra no-vax e favorevoli al vaccino, ma è fondamentale precisare che si può essere in disaccordo con l’istituzione del green-pass senza essere necessariamente dei negazionisti o contrari alla vaccinazione”.

Sul rischio di possibili ripercussioni sull’economia locale: “Pensiamo alla piccola e media impresa, ai ristoratori, ai gestori di palestre o di cinema: queste categorie – aggiunge Morrone – sono già state vessate dalle restrizioni. A queste categorie è stato già chiesto di chiudere, prima, e poi di uniformarsi ai protocolli antiCovid; salvo poi richiudere di nuovo. Poi è stato certo loro che bisognava attendere il vaccino: ora il vaccino c’è, ma viene chiesto anche il green-pass. E, in tutto questo, alcune regioni sono nuovamente passate in ‘giallo’. Questo provvedimento rischia perciò di rappresentare il colpo di grazia finale per tante attività”. (L.A.)