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Niente guardia turistica sulla costa: l’Asrem prova coi medici Usca, ma c’è dubbio se accetteranno

11 medici su 12 hanno già rifiutato l'incarico e la carenza di altro personale costringe l'azienda sanitaria a provare la riconversione di quel personale che per oltre un anno ha combattuto il Covid casa per casa. Ma sembra già tardi e i rischi per le persone sulle spiagge e i posti più affollati sono altissimi

Da primo soccorso anti Covid a primo soccorso sulle spiagge. L’Asrem prova a salvare il servizio di guardia medica turistica, attualmente non attivato, riconvertendo le Usca. Un tentativo per salvare tutto in extremis, sempre se andrà a buon fine, anche se appare già tardi.

Solo due anni fa erano sei ed erano distribuite così: tre a Campomarino e una ciascuna a Termoli, Petacciato Marina e Costa Verde di Montenero di Bisaccia. L’anno scorso era emerso in tutta la sua evidenza come il servizio di assistenza medica turistica avesse già subito un grave taglio visto che una delle postazioni di guardia medica turistica era stata privata dell’autoambulanza 118, solitamente impiegata a Campomarino Lido, località che fa registrare un notevole incremento di presenze durante i mesi di luglio e agosto.

Oggi quella carenza è ancora più grave. Alla metà di luglio 2021 nessuna delle postazioni di Guardia turistica del litorale molisano è stata attivata. In mezzo c’è stata, o meglio c’è ancora, una pandemia a livello globale che ha messo il dito nella piaga nelle carenze della medicina territoriale di tutta Italia, Molise compreso.

Carenze talmente gravi che oggi per correre ai ripari l’Asrem prova a riconvertire i medici Usca, proprio coloro che sono stati in prima linea nel combattere il covid in questi mesi – casa per casa, malato per malato – in assistenza medica turistica.

Sembra un po’ la mossa della disperazione, l’ultima carta pescata dal mazzo nel tentativo di evitare una catastrofe che da un giorno all’altro potrebbe mostrare tutte le inefficienze di un territorio che dal punto di vista sanitario appare sempre più con l’acqua alla gola.

Le migliaia di persone che ogni giorno frequentano le spiagge dei quattro comuni costieri e più in generale i paesi e le località di villeggiatura del Molise probabilmente ignorano il rischio di essere senza un’assistenza medica adeguata nei posti più affollati come sono le spiagge.

Spiaggia termoli rio vivo ombrelloni mare

Per dirla in parole povere: quanto tempo si perde a far arrivare, ad esempio sulla spiaggia di Montenero o di Petacciato, un’ambulanza che non è sul posto (dove invece dovrebbe essere)? Quanto è più probabile che un medico presente nelle postazioni designate possa salvare la vita a una persona che si sente male per un principio di annegamento o un infarto? E invece l’assenza di tale medico di quanto aumenta le probabilità che il salvataggio non vada a buon fine?

Questo succede perché i tagli e la carenza di personale di questi anni stanno provocando qualcosa che sarebbe stato impensabile soltanto pochi anni fa. È di pochi giorni fa la notizia che le ambulanze del 118 sono state private del medico togliendo praticamente un’assistenza primaria a circa 27.000 molisani su tre territori quali quelli di Castelmauro, Sant’Elia a Pianisi e Cerro al Volturno, con tanto di diffida firmata da 14 sindaci che si sono rivolti in Procura.

Ma la stessa carenza di personale, unita a una gestione quantomeno discutibile, ha provocato un’altra conseguenza disastrosa: i medici che avrebbero potuto prendere il posto di guardia medica turistica hanno optato per differenti incarichi e dei 12 operatori sanitari risultati ammessi alla graduatoria per il servizio,ben 11 hanno rifiutato l’incarico.

Adesso l’Asrem ha deliberato la riconversione in via transitoria delle attività dei medici assegnati alle Usca (unità speciali di comunità assistenziale) del Distretto di Termoli.

“Un tentativo, quello della Asrem – commenta il dottor Giancarlo Totaro -, di far partire il servizio al momento sospeso per carenza di medici”. Ma non è detto che il tentativo vada a buon fine. “Una soluzione tampone che comunque richiede l’accettazione dei medici che hanno sottoscritto un contratto, come Usca, con trattamento economico e caratteristiche diverse. Bisogna adesso attendere ed affidarsi alla buona volontà dei medici ad accettare transitoriamente il servizio ai ‘villeggianti’, e alla concreta e congrua possibilità contrattuale di utilizzare i medici già inquadrati grazie a disposizioni speciali di emergenza Covid per servizi previsti dall’Acn ed Air della regione Molise per la medicina generale, guardia medica e 118, da cui attingere per la assistenza turistica stagionale”.

Nel frattempo il tempo passa, turisti e residenti affollano le spiagge e le località turistiche e il rischio di una tragedia senza l’adeguata assistenza medica è dietro l’angolo, come purtroppo era già avvenuto l’estate scorsa, quando in più di un’occasione le ambulanze arrivate oltre mezz’ora dopo un malore non riuscirono a salvare la vita al malcapitato di turno. Storie di ordinaria inefficienza nel Molise in cui il diritto alla Salute garantito dalla Costituzione sembra un optional.