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Neonato morto, due i ricorsi contro chiusura punto nascite. Martedì autopsia, primi indagati

I sindaci del BassoMolise stanno preparando il ricorso sulla scorta di quanto già fatto due anni fa, e anche la Casa dei Diritti impegnata contro la decisione del commissario straordinario Flori Degrassi. Ieri ispezione del direttore sanitario al san Timoteo, oggi confronto in Asrem per indagine interna. L'obiettivo è ricostruire quanto accaduto e si attende l'esito dell'autopsia, che sarà effettuata la prossima settimana. La Procura conferirà l'incarico al medico legale entro martedì. Iscritti sul registro degli indagati alcuni sanitari che hanno avuto un ruolo nel parto e nel post parto del piccolo di Portocannone, deceduto nel tardo pomeriggio di lunedì due ore e mezza dopo la nascita. Si tratta di una azione dovuta.

Si svolgerà la prossima settimana l’autopsia sul corpicino del neonato morto 2 ore e mezza dopo il parto, nel tardo pomeriggio di lunedì scorso al San Timoteo di Termoli. Entro martedì la Procura della Repubblica di Larino, che ha avviato una inchiesta e ha già provveduto a iscrivere sul registro degli indagati i primi nomi (come atto dovuto), nominerà il medico legale incaricato di effettuare l’esame irripetibile. L’obiettivo è quello di ricostruire quanto accaduto e chiarire le ragioni di un decesso tuttora senza spiegazioni.

Il piccolo, secondogenito di una coppia di Portocannone, è venuto alla luce con un cesareo alle ore 16. Si trattava di un parto programmato da tempo ed effettuato alla trentottesima settimana, senza alcuna anomalia. Subito dopo la nascita però sono sopraggiunti gravi problemi di natura respiratoria che hanno richiesto la ventilazione assistita e le manovre del neonatologo, arrivato di corsa dall’ospedale Cardarelli di Campobasso perché al San Timoteo manca l’unità operativa specifica. Nessuno può sapere, al momento, se dietro la tragedia che si è consumata in sala parto ci siano responsabilità di natura umana.

La famiglia ha presentato una denuncia circostanziata (qui l’articolo) ed è stato aperto un fascicolo di indagine, oltre alla inchiesta interna decisa nell’immediatezza dei fatti dalla stessa Asrem che già oggi provvederà a un confronto nel tentativo di chiarire eventuali falle nel sistema e eventuali responsabilità.

LEGGI L’ARTICOLO DI PRIMONUMERO: NEONATO MUORE DUE ORE E MEZZA DOPO IL PARTO, CI SARA’ AUTOPSIA, DISPOSTI ACCERTAMENTI ASREM

Ieri il direttore sanitario Evelina Gollo ha svolto un sopralluogo all’ospedale San Timoteo concentrandosi in particolare sulle sale parto e sul reparto di ostetricia e ginecologia, chiuso con provvedimento della struttura commissariale rappresentata da Flori Degrassi.

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ISPEZIONE DEL DIRETTORE SANITARIO – L’esito dell’ispezione sarà oggetto di una valutazione interna da parte di Asrem, così come i tempi impiegati per l’arrivo sul posto del neonatologo del Cardarelli e della Sten, e la mancanza di una unità di soccorso neonatologico a Termoli, il cui punto nascite è tuttavia provvisto di una culla termica per la ventilazione meccanica, utilizzato – ma purtroppo senza i risultati sperati – nella tragedia di lunedì.

PROCURA LARINO ISCRIVE 5 SANITARI SUL REGISTRO INDAGATI – I magistrati di Larino hanno intanto iscritto medici e ostetriche (5 complessivamente secondo indiscrezioni) che hanno avuto a vario titolo un ruolo nell’episodio sul registro degli indagati. E’ la prassi, finalizzata anche a fornire strumenti adeguati di difesa agli stessi indagati, nell’attesa che siano chiarite le risultanze degli esami e vengano formalizzati capi di imputazione specifici.

La chiusura, sebbene temporanea (come da indicazioni della struttura commissariale alle quali Asrem si è attenuta) del punto nascite del San Timoteo ha provocato intanto reazioni a catena. Le partorienti sono state dirottate al Cardarelli di Campobasso, ma ben poche potrebbero scegliere di mettere al mondo i figli nell’hub del capoluogo di regione, soprattutto in considerazione dei tempi di percorrenza tra la costa e Campobasso e delle pessime condizioni delle strade.

Dopo la morte del neonato bloccate nascite a Termoli. Partorienti dirottate a Campobasso

 

IL SAN PIO DI VASTO PRONTO PER LE MAMME BASSOMOLISANE – Come oggi riporta un articolo de Il Centro, noto quotidiano abruzzese, le mamme bassomolisane si stanno orientando sul San Pio di Vasto, dove sembra che tutto sia pronto ad accogliere le donne per il parto. Per Vasto si tratta di una chance efficace per aumentare il numero di parti annuali, mentre per il Molise e in particolare per l’ospedale San Timoteo è l’ennesima sconfitta, da molti interpretata come un pretesto per il progressivo smantellamento della struttura sanitaria di Colle Macchiuzzo. Troppo presto per dirlo, visto che il provvedimento è definito temporaneo.

Ma i sindaci del Basso Molise si stanno mobilitando con i loro avvocati per presentare un ricorso al Tar, come peraltro ha già annunciato Francesco Roberti, primo cittadino di Termoli e presidente della provincia di Campobasso, poche ore dopo la decisione che ha suscitato sconcerto e indignazione.

Punto Nascite, Termoli ripiomba nell’incubo: “In 2 anni situazione peggiorata”. E Roberti annuncia ricorso

DUE RICORSI CONTRO CHIUSURA PUNTO NASCITE – Il Punto Nascite di Termoli era già stato chiuso dal Commissario straordinario precedente Angelo Giustini in quanto considerato “non sicuro” in ragione dell’esiguo numero di parti (ben al di sotto dei 500 stabiliti dal decreto Lorenzin), ma successivamente riaperto per garantire il diritto alla cura in mancanza di alternative dai giudici del tribunale amministrativo, che avevano dato ragione alla popolazione rappresentata dai sindaci. Non è l’unico ricorso che si starebbe valutando perché c’è anche quello, annunciato, della Casa dei Diritti, affidato all’avvocato Laura Venittelli in rappresentanza delle madri.

Finora il commissario straordinario Flori Degrassi non ha rilasciato dichiarazioni sulle motivazioni della chiusura del punto nascite, e anche ragione di questo silenzio il clima nel presidio termolese è dei peggiori.

La sensazione è che si tratti di un provvedimento ingiusto e punitivo. Oggi, dopo le prime reazioni di ieri, scrive anche il Soa (sindacato operai autorganizzati) che si occupa spesso di sanità.

Paghi se qualcuno ha sbagliato. La sanità pubblica deve garantire il diritto alla salute.  Il punto nascita come l’intero ospedale di Termoli sono necessari e fondamentali per tutto il territorio, la sentenza del Tar della scorsa primavera ha dato ragione al comitato promotore e ai legali che hanno impugnato i tentativi precedenti di chiusura di Asrem e struttura commissariale. La regione in primis invece di rafforzare la struttura con apparecchiature e personale  ha pensato a costruire tendoni e reparti volanti. La cattiva politica porta alla guerra dei poveri, oggi un’altra mamma esce dall’ospedale con il figlio senza vita e altre stanno subendo la nuova chiusura del punto nascita.La situazione vergognosa della sanità molisana con le sue scelte continua a devastare i diritti fondamentali della gente molisana. Vicini alla famiglia , ai lavoratori onesti della sanità pubblica e a tutte le mamme che stanno subendo. Verità subito e riapertura immediata e in sicurezza del punto nascita di Termoli“.