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Giovani pro vax

La trasferta dei ragazzi in Abruzzo per fare il vaccino: “In Molise non ci chiamano, abbiamo aspettato quasi 2 mesi”

Emanuele, residente a Petacciato, ha 25 anni. Sabato scorso ha fatto la prima dose di Pfizer a San Salvo marina, nel palazzetto che le autorità abruzzesi hanno aperto anche ai turisti senza bisogno di prenotazione. Con lui decine di under 29 residenti tra Termoli e Montenero di Bisaccia, preoccupati anche per l’aumento di casi spinti dalla variante Delta a Guglionesi. “Ci siamo prenotati il primo giorno utile in Molise, ma nessuno ci ha chiamato per l’immunità”.

“Mi sono iscritto sulla piattaforma della Regione Molise il 4 giugno scorso, praticamente lo stesso giorno che hanno aperto alla mia fascia d’età. Ma non sono stato chiamato, e come me parecchi dei miei amici. Così ho colto l’occasione di San Salvo marina al volo”.

Emanuele ha 25 anni, vive a Petacciato, e sabato scorso ha fatto (“finalmente!” aggiunge lui) la prima dose di Pfizer in Abruzzo.

Possibile?

“Altroché. Sono andato a San Salvo marina al mattino con altri 5 amici residenti nel mio stesso comune e a Montenero di Bisaccia. Volevamo tutti fare il vaccino, e ci siamo riusciti”.

Come avete fatto?

“Semplicemente presentando la tessera sanitaria, nient’altro. E non siamo stati gli unici dal Molise a fare la trasferta. Anche in precedenza altri ragazzi che conosco, della costa molisana, sono stati al palazzetto usato come centro vaccinale di San Salvo”.

C’erano molte persone in attesa?

“Abbastanza, prevalentemente turisti. Diciamo che, da quello che ho saputo, la vaccinazione era aperta soprattutto ai vacanzieri, giustamente. Mi pare che in Molise questa cosa non si possa fare, cioè se tu sei in vacanza qua non ti puoi vaccinare o fare il richiamo”.

In effetti, è così

“Credo che in Abruzzo invece siano un po’ più avanti da questo punto di vista. Del resto io, e molti amici della mia stessa età o comunque under 29, mi sono iscritto in Molise, ma non sono stato chiamato. Abbiamo aspettato due mesi, quasi”.

Andrai a San Salvo anche a fare il richiamo?

“Ho già l’appuntamento, per il 22 agosto. Nel frattempo mi sento molto tranquillo”.

Perché tutta questa fretta di fare il vaccino?

“E cosa dovrei aspettare? Che peggiorino le cose, che arrivi una variante ancora peggiore? No, guarda, io sono del parere che dobbiamo fidarci dei medici. E credere che il vaccino sia un’arma – al momento unica – per contrastare il virus e anche per poter tornare a vivere”.

Anche i tuoi amici la pensano così? Voglio dire, ne avete parlato?

“Non è una cosa della quale c’è poi molto da dire, non trovi? Pensiamo che sia giusto e intelligente fare il vaccino, ci siamo confrontati velocemente, ma la decisione era scontata. E quando abbiamo letto su alcuni siti abruzzesi che a San Salvo c’era questa possibilità l’abbiamo afferrata al volo”.

Ha inciso anche il caso Guglionesi, il cluster che si è sviluppato fra i giovanissimi, non vaccinati in larga misura, in un paese vicino al vostro?

“Per quanto mi riguarda no, io avevo deciso da un pezzo. Ma di Guglionesi abbiamo parlato, so che per alcuni – che pure dal Molise sono andati a San Salvo a vaccinarsi – è stato un motivo per accelerare la decisione. In ogni modo ora ci sentiamo tutti più tranquilli”.

Andrai da qualche parte, per le vacanze?

“Ora posso farlo con maggiore serenità. Intanto domani ho un matrimonio e non devo andare a fare il tampone. Ho già scaricato il green pass”.

In Abruzzo, per quanto riguarda la fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni, la prima dose è stata somministrata al 51,9% della popolazione. In Molise invece al 33,5%.

 

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