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Le rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

La cura del pastore

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    di don Mario Colavita

     

    Nella bibbia la professione più diffusa è quella del pastore. Nonostante il confronto-scontro con la cultura e la civiltà cananea, l’Israele antico preservò sempre l’immagine di pastore. Pastore fu Abele, e lo furono Abramo, Lot, Isacco, i figli di Giacobbe; anche Mosè fu pastore del gregge di Ietro (cf. Es 3).

    Non ci è difficile capire come una comunità che ha vissuto di pastorizia è debitrice anche ad una tale cultura abbia usato l’immagine pastorale nel suo linguaggio, nel significare i propri tratti religiosi, sociali, politici. L’esperienza del mestiere di pastore conduce a chiamare Dio pastore del suo popolo.

    Nella letteratura profetica leggiamo i richiami di Dio ai pastori che non hanno saputo curare e guidare il gregge loro affidato.

    Una costante quella pastorale che arriva sino a Gesù che viene definito nel vangelo il pastore buono/bello che dà la vita per le pecore.

    Gesù si prende cura, non fa finta di non vedere sa che i discepoli hanno bisogno di riposo e di incoraggiamento.

    Il vangelo di Marco mette in risalto questa dimensione del riposo, della sosta dalle fatiche, dagli impegni e dai fallimenti.  Gesù riunisce gli apostoli li porta in disparte con sé.

    Forse è bene ricordare che gli apostoli sono stati chiamati da Gesù perché stessero con lui. Prima di insegnare di predicare di annunciare c’è bisogno di stare con. Stare, rimanere, vuol dire creare una relazione intensa con Gesù. Del resto se non si ha una relazione con Gesù cosa si può annunciare??

    Dopo la traversata in barca Gesù vede una grande folle e ne ebbe com-passione.

    La cura di Gesù verso di noi è tanta, curare è avere attenzione all’altro, è dare tempo perché altro possa stare bene.

    Quello che da fastidio a Gesù è vedere pecore senza pastore; popolo senza una guida, persone che non hanno una direzione precisa nella propria vita.

    Per noi credenti la fiducia in Gesù è importante senza rischiamo la confusione , il disordine interiore vere malattie dell’anima che portano alla morte.

    La giusta cura è importate. La cura costituisce la qualità essenziale della condizione umana. Poiché la cura non è qualcosa che ci appartiene ma è il modo di esserci. Pensiamo a quanto tempo oggi dedichiamo alla cura dell’anima, alla riflessione personale, al silenzio, alla meditazione…

    Gesù invita i discepoli a riposarsi. Ri-posare significa posare di nuovo. Posare viene dal latino pausare vuol dire cessare temporaneamente un’attività, fare una sosta. Il riposo non vuol dire il vuoto, al contrario riposarsi vuol dire interrompere l’assillo delle solite e troppe cose. Riposarsi vuol dire trovare tempo per una serenità e pace che ci fanno bene.

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