Quantcast

Green Pass gratis in farmacia, e vale anche per chi ha avuto il covid. “Stanno venendo in molti per scaricarlo”

Il dottor Pasquale Sorella illustra la procedura, che chiunque può fare in qualsiasi farmacia italiana munito di tessera sanitaria valida. Chi non ha dimestichezza con le app e chi è guarito dalla malattia e non ha un codice identificativo né le credenziali Spid può fare così: la procedura è semplicissima e gratuita.

Con il decreto approvato giovedì sera in tutta Italia la certificazione verde diventerà condizione necessaria per poter andare al ristorante, partecipare a concerti, eventi, fare sport e frequentare cinema e piscine a partire dal prossimo 6 agosto. Inevitabilmente, il giorno dopo, è scattata la corsa al Green Pass, quel documento individuale con codice unico che certifica una delle condizioni richieste in Italia e in Europa per circolare durante la pandemia: l’avvenuta vaccinazione (anche solo con prima dose) oppure l’avvenuta guarigione dal covid-19.

Green pass farmacia

Per scaricare il Green Pass in genere arriva un Sms con il codice authcode per scaricarlo da dgc.gov.it o dall’app Immuni. In alternativa il pass si trova direttamente nell’app IO. Ma può succedere che qualcuno incontri difficoltà e si imbatta in problematiche non ancora del tutto risolte. Non tutti hanno ricevuto l’sma, e non tutti hanno la spid per poterlo scaricare autonomamente. Questo è vero soprattutto per la popolazione anziana e in modo particolare per i guariti dalla malattia, che a differenza dei vaccinati, non hanno un codice identificativo. Come fare, allora? Una soluzione è data dalle farmacie, che forniscono questo servizio in maniera molto semplice e gratuita, grazie a un accordo tra il Ministero e Federfarma.

Green pass farmacia

Siamo andati a verificarlo personalmente nella farmacia del dottor Pasquale Sorella a Guglionesi. Il titolare ci ha spiegato, punto per punto, come funziona la procedura attraverso il programma collegato alla banca dati del Ministero. “Basta recarsi in una qualsiasi farmacia muniti di tessera sanitaria valida” chiarisce il farmacista. Nell’apposito programma si inseriscono questi dati: codice fiscale, ultime 8 cifre della tessera sanitaria e data di scadenza. Il Green pass appare in automatico e Può essere stampato ho inviato attraverso posta elettronica al paziente. Una soluzione che va incontro soprattutto ai molisani guariti dal covid, che sono tanti, circa 13.400 persone. E che stanno riscontrando più difficoltà nell’ottenere la certificazione verde. In questo caso, il Green pass che viene rilasciato ha una validità di 6 mesi a partire dalla data del tampone positivo.

Questa è la testimonianza di una giovane donna di Campobasso che ha avuto la malattia nella scorsa primavera: “Sono trascorsi tre mesi dall’ultimo tampone molecolare che ha certificato la mia guarigione dalla Covid-19 dopo settimane di isolamento e lunghe giornate trascorse con febbre, dolori e la paura costante di un ricovero in ospedale.

Solo dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio Mario Draghi, però, ho sentito la necessità di munirmi di green pass. Averla è stato semplicissimo anche perché – ma questo l’ho scoperto dal farmacista che mi ha rilasciato la certificazione verde – il mio green pass era già attivo dal giorno successivo all’ultimo tampone negativo. Mi garantisce una copertura di sei mesi che è esattamente il tempo entro il quale dovrò sottopormi a vaccinazione come tutti gli altri.

Per i guariti Covid come me, infatti, le opzioni vaccinali sono due: dopo tre mesi dalla negativizzazione ci si può prenotare per ricevere una dose, dopo sei mesi si ha diritto alla doppia dose. Questo è stato l’iter in Molise anche se le cose stanno già cambiando e si potrebbe arrivare alle opzioni: una dose dopo sei mesi, due dosi dopi dodici mesi.

Avendo ancora una risposta immunitaria soddisfacente (grazie al test anticorpale fatto all’ospedale Cardarelli) aspetterò il prossimo autunno per vaccinarmi.

Anche perché, se le varianti corrono veloci, dobbiamo giocare di anticipo. E non è detto che da qui a ottobre, quando toccherà a me, non ci somministreranno vaccini ‘aggiornati’ capaci di proteggerci anche dalle nuove e ulteriori mutazione del virus. Come la variante Omega con la quale, secondo il mondo scientifico, faremo presto conoscenza”.