Quantcast

Gemelli, ufficializzata la cessione del 90% delle quote al fondo svizzero di Petracca che controlla la SanStefar

La gestione dell'ospedale di contrada Tappino resta in capo al Gemelli, il cui Cda conferma la negoziazione in atto col fondo elvetico del finanziere Petracca, che detiene il 100% delle azioni dei centri di riabilitazione SanStefar. 33 milioni di euro l'offerta, ritenuta la più valida fra le cinque arrivate. "La Fondazione Gemelli - fa sapere il consiglio di amministrazione - manterrà la presenza nella società con il 10% del capitale azionario e contribuirà alla gestione dell’attività clinica e di ricerca scientifica"

Si chiama Responsible Capital A.G. ed è “una società di investimenti con sede in Svizzera”, nonchè “investitore internazionale di natura finanziaria con solide radici molisane e una esperienza di investimenti socio-sanitari in Regione già attivi”.

Con queste parole il Policlinico Gemelli ufficializza la vendita del 90% delle quote dell’ospedale di Campobasso: la nota diramata agli organi di informazione questo pomeriggio, 24 ore dopo le indiscrezioni circolate sulla cessione, è il ‘timbro’ che certifica il passaggio di consegne del 90% del capitale azionario

A distanza di 24 ore dalle prime notizie riservate, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ufficializza l’esito della decisione del consiglio di amministrazione che si è riunito nella giornata di ieri. L’operazione di vendita è andata in porto nel giro di 13 giorni: tanti ne sono trascorsi dal 9 luglio, ultimo giorno per presentare le offerte di acquisto, fino – appunto – a ieri (22 luglio). L’offerta del fondo svizzero del broker Stefano Petracca è stata considerata migliore rispetto alle altre quattro proposte sul tavolo e vagliate nelle scorse settimane: Neuromed del gruppo Patriciello, gruppo Iervolino, Humanitas e il fondo dell’imprenditore di origini altomolisane Vito Gamberale.

Ha rapporti stretti col Molise anche il finanziere Petracca, probabile mente dell’investimento deciso dalla società svizzera che controlla anche i centri di riabilitazione SanStefar che hanno sede a Campobasso e Termoli. Petracca, sulla base delle poche informazioni che trapelano, è di origine pugliese ma conosce e frequenta il Molise e soprattutto il Basso Molise da tempo.

La Fondazione Gemelli non ‘scompare’ del tutto: “Manterrà la presenza nella società con il 10% del capitale azionario e contribuirà alla gestione dell’attività clinica e di ricerca scientifica”, come prevede “lo schema dell’operazione” garantisce il Cda, rispondendo implicitamente, almeno a parole e nell’attesa che i dettagli si perfezionino, ai timori prospettati dallo stesso Governatore Toma circa una diversa vocazione della struttura sanitaria rispetto alle specialistiche di Oncologia e cardiologia e ricerca che configurerebbe una “distrazione” di fondi pubblici.

Vendita Gemelli, niente da fare per la Regione malgrado gli oltre 100 milioni investiti nella clinica

Il Cda ha garantito anche il mantenimento dei livelli occupazionali: non sarà licenziato nessuno dei 380 dipendenti. “Il passaggio garantirà attenzione alla continuità occupazionale – si legge sempre nella nota stampa – e all’elevato livello del servizio sanitario che contraddistingue l’attività dell’Istituto sul territorio molisano e in particolare sulla città di Campobasso”.

Quindi, l’ospedale di largo Gemelli continuerà ad essere un punto di eccellenza. O almeno queste sono le prospettive o forse gli auspici. A patto che venga risolto il nodo fondamentale dell’accreditamento della struttura che è convenzionata con il sistema sanitario regionale, specializzato nella cura delle patologie oncologiche e della cardiochirurgia.

Il Policlinico spiega anche perchè, ad un  certo punto, è stato necessario porre in vendita gli assets, non l’immobile che – ricordiamo – è di proprietà dell’Università del Sacro Cuore:L’operazione si inquadra in un contesto in cui le scelte operate dagli interlocutori istituzionali di riferimento sul territorio sono risultate, nel corso del tempo, non compatibili con l’attuazione del progetto iniziale e con la realizzazione delle condizioni di sostenibilità definite dai piani industriali. Ciò ha progressivamente determinato una situazione non più in linea con le strategie della Fondazione, portando alla necessità di individuare altri operatori dotati delle risorse necessarie a sostenere il rilancio delle attività di Gemelli Molise.

La cessione mira a mantenere il livello di qualità sanitaria sul territorio caratterizzandosi in un avvicendamento nel capitale, ma non in una radicale discontinuità nella gestione del centro ospedaliero molisano poiché la Fondazione Gemelli continuerà a promuovere e coordinare le attività cliniche e di ricerca del Centro”.

Insomma, per la Fondazione non c’erano più le condizioni economiche per restare in Molise.

Dunque, assicurano dalla Fondazione Gemelli, “sarà in tal modo preservato lo spirito alla base dell’eccellenza medica del Gemelli che pone al centro della propria missione l’attenzione alla persona del malato, al territorio, al personale nell’ambito del patrimonio umano e spirituale dei valori cattolici”. Una replica forse anche al monito lanciato da Papa Francesco che aveva invitato la Chiesa a non fare profitto sulla sanità.

Ora c’è il secondo tempo della partita: il confronto con il commissario Degrassi per le prestazioni e l’erogazione del relativo budget sarà un passaggio delicato.

“L’operazione di negoziazione, qualora si concludesse positivamente e determinasse la definitiva cessione dell’Ospedale, sarà evidentemente l’occasione per gli enti locali di ripensare alle proprie scelte verso Gemelli Molise, che hanno portato nel tempo a una inarrestabile diminuzione del numero dei letti accreditati e dei budget di spesa”. Il riferimento è al mancato accreditamento di tutti i posti letto che la struttura avrebbe potuto garantire. Basti pensare che il blocco C del Gemelli era completamente inutilizzato e impiegato soltanto durante la pandemia, quando è stato necessario reperire posti letto di Terapia Intensiva per i pazienti covid.