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Esposito, il ‘Pinturicchio’ molisano non dipingerà in rossoblù: un amore breve ma intenso

9 gol, 15 assist e tante ‘pennellate’: ecco cosa resta della super stagione del talento di San Martino. Motivi economici alla base del mancato rinnovo. Le reti più belle? Aprilia, Vastogirardi e Rieti su tutte. In mezzo, fantasia al servizio della squadra. Il ds De Angelis e mister Cudini stanno ricostruendo il reparto d’attacco che ha perso anche Pietro Cogliati.

Era il 21 agosto del 2020 e la firma fu apposta sul contratto in una calda giornata di estate inoltrata. L’inizio di una breve ma intensissima storia d’amore calcistica. Perché di questo si tratta. Vittorio Esposito non giocherà più col Campobasso, ormai è chiaro a tutti. Alla società, al calciatore, ai tifosi che l’hanno applaudito, a quei pochi che non lo gradivano dal primo momento. E che sono stati smentiti da un campionato superlativo giocato dal talento di San Martino in Pensilis.

Pennellate sparse su tela, gol disegnati alla ‘Pinturicchio’, assist da depositare oltre la riga bianca. Insomma, Esposito in rossoblù ha fatto eccome la differenza, risultando il più decisivo ai fini della promozione in serie C. Questo bisogna riconoscerlo e sottolinearlo. Diciamo pure che a 32 anni si è espresso su livelli e con una costanza raramente assicurati. Il peso della maglia? Il modulo che l’ha esaltato? Le motivazioni? Un po’ di tutto, compreso il fatto che il gruppo l’ha accolto alla grande fin dal primo giorno.

Il rapporto speciale con il capitano Bontà, con il quale – oltre che condividere la folta chioma riccia – nel corso della settimana preparava anche l’esultanza domenicale. L’amicizia stretta con Dalmazzi, il ‘sergente’ della difesa, il farsi voler bene da tutti. La paura di qualcuno, dodici mesi fa, era che potesse fare qualche ‘colpo di testa’, se così possiamo dire. Nulla di tutto ciò, ha garantito reti e passaggi, giocate e impegno fino all’ultimo giorno.

Esposito Campobasso Calcio

L’ultimissimo gol con i Lupi lo ricorderanno tutti. Rieti, 13 giugno, il Campobasso è sotto dopo un quarto d’ora in una partita fondamentale per la promozione. Il numero 10 decide che è finito il tempo di ‘scherzare’ e nel giro di tre minuti la ribalta. Prima con una rasoiata che trafigge il portiere all’angoletto, poi portandosi a spasso mezza difesa prima di offrire a Candellori il solito assist alla ‘Esposito’, al limite dell’area: il 2-1 è cosa fatta.

Ricapitolando, 9 gol e 15 assist, oltre ai ‘giochi di prestigio’ che hanno esaltato ogni settimana i pochi fortunati, ovvero i cronisti e gli accreditati. Imprendibile contro il Notaresco: a dicembre fornì tre passaggi decisivi su quattro a Cogliati nel 4-1 finale, ad aprile fece impazzire la difesa abruzzese in diretta nazionale. In mezzo, tornano in mente la super giocata contro il Rieti a Selvapiana, una sorta di ‘uno contro tutti’ in area terminato col pallone nel sacco. Come non ricordare lo straordinario gol di sinistro realizzato al Vastogirardi prima di Natale e la rete dell’esordio ad Aprilia?

Campobasso Calcio Esultanza Bontà e Esposito

Insomma, Vittorio lascia un grande vuoto nell’attacco rossoblù che non sarà facile rimpiazzare. I motivi del divorzio? Inutile girarci troppo intorno: economici. Non si è trovata un’intesa che accontentasse entrambe le parti. Un peccato, al di là di offerte alte, basse o eque. Ne perde sicuramente lo spettacolo. Un anno soltanto, dunque, è durato il ritorno all’ombra del Castello Monforte del talento di San Martino. Ma tanto è bastato per lasciare un segno indelebile, sulla piazza e sul giocatore.

Esposito Babbo Natale

Dove andrà? Si parla del Pineto insistentemente, ha anche altre offerte. Probabilmente resterà in serie D. E’ anche normale che a 33 anni si possano compiere delle scelte dettate non solo dal cuore. Allo stesso tempo l’impressione è che con uno sforzo in più si sarebbe potuto proseguire un matrimonio felice. Ma tant’è, il calcio è anche questo.

Ora il direttore sportivo De Angelis e mister Cudini sono a caccia di un altro profilo, magari diverso da Esposito. Ma con la sua partenza e con l’addio contemporaneo di Pietro Cogliati bisognerà per forza di cose ricostruire un attacco che l’anno scorso ha fatto esultare a ripetizione.