Quantcast

Crollo di contagi, in media 1 al giorno. Incognita varianti: vaccini da accelerare, ancora scoperto il 40% di 70enni e 60enni

Settimana, quella appena conclusa, quasi ottimale sul fronte della pandemia. 7 contagi, tasso di positività allo 0.3%, 0 ricoveri e 4 dimessi. Ma la diffusione di varianti oltremodo contagiose potrebbe ribaltare il quadro. Ecco perchè è importante correre con le vaccinazioni. Abbiamo fatto il punto sulle percentuali di immunizzati per ogni fascia d'età. Se la copertura è buona per gli over80, non così per sessantenni e settantenni

Rispetto alla settimana scorsa contagi pari a un quinto e tasso di positività pari a un quarto. Il periodo dal 28 giugno al 4 luglio in Molise ha decisamente cambiato passo sul fronte dell’epidemia, che ora fa sempre meno paura nonostante la consapevolezza che lo scenario (leggasi varianti) potrebbe mutare nuovamente e repentinamente.

Uno sguardo ai dati, oltremodo significativi. Negli ultimi sette giorni i contagi sono stati solo 7. Probabilmente un dato simile si era avuto solo nella pausa-estiva dal Covid del 2020. La settimana scorsa i contagi erano stati 35 (5 volte tanto), e prima ancora 46, 26, 24, 35, 36, 81, 125 e via discorrendo. Cifre che, paragonate a quella di oggi, evidenziano incontrovertibilmente la frenata delle infezioni da Sars-Cov-2, tendenza conclamata in tutta Italia d’altronde. Non così in molti altri Paesi d’Europa e del mondo, ed è questo il campanello d’allarme che induce – dovrebbe indurre – alla prudenza.

Contagi crollati, dunque, così come è crollato il tasso di positività. I 7 nuovi casi emergono a fronte di 2.372 tamponi molecolari: il che significa che la percentuale di test positivi è dell’0.3%. La settimana scorsa era all’1.2% e nelle 5 precedenti era stato sempre superiore all’1.

L’ultima settimana va ricordata anche perché ha segnato ‘zero’ nella casella dei ricoveri. Grazie anche alle 4 dimissioni di altrettanti degenti, in Malattie Infettive al Cardarelli sono ricoverati per Covid-19 solo 3 pazienti. Erano 8 domenica 27 giugno, tutti ricoverati nel reparto meno critico perché, come noto, la Terapia Intensiva Covid è vuota da oltre un mese. Unico neo della settimana è il decesso di una donna, una 85enne di Montenero di Bisaccia, laddove da oltre un mese non si registravano più vittime in Molise.

34 persone, quasi 5 al giorno di media, si sono negativizzate e sono pertanto guarite. Lo stesso numero si era avuto la settimana scorsa e ad oggi gli attualmente positivi in regione sono scesi a 60 dagli 88 della precedente rilevazione.

Mappa contagi 4 luglio

Sono solo 15 i comuni che hanno residenti con l’infezione in corso e dunque in isolamento. I casi più significativi a Montenero di Bisaccia (dove è esploso un cluster all’interno della Rsa per anziani) e Campobasso. Il capoluogo però nell’ultima settimana ha fatto registrare solo 2 contagi: erano 4 la settimana scorsa ma 20 in quella prima ancora. La situazione anche nel centro più grande del Molise è pertanto del tutto tornata nella norma.

Nell’arco temporale preso in esame le vaccinazioni complessivamente sono state 19.635, circa 2.800 al dì. Un buon numero che però non ha eguagliato il primato della settimana precedente, quando la cifra totale era di circa 21.600 (3.085 vaccini al giorno di media).

Oggi, 5 luglio, vogliamo provare a fare un riepilogo delle vaccinazioni nelle varie fasce d’età. Da più parti (dal mondo scientifico) arriva la sollecitazione a ‘fare presto’ perché la bomba (incognita) variante può essere disinnescata solo arrivando alla famigerata immunità di gregge. Vediamo allora le percentuali dei vaccinati (ciclo completo) nelle varie classi d’età. Per completezza d’informazione, chiariamo che faremo riferimento agli ultimi dati demografici riportati da Demo.Istat e, quanto alle vaccinazioni, alla tabella (dati aggiornati alle 14 di oggi) riepilogativa presente sul sito regionale.

Partiamo da un dato più generale. Dei 271.310 over 12 molisani (la platea di vaccinabili) sono stati immunizzati – ribadiamo che ci riferiremo alla sola seconda dose – in 103.020. A loro vanno aggiunti i 5.321 che hanno ricevuto il preparato monodose Janssen. Totale 108.341, ovvero il 39.9%. Come premessa va detto che non siamo in grado di dire se effettivamente nella nostra regione siano presenti tutte queste persone. Molte, ad esempio, pur avendo la residenza in Molise hanno un impiego in un’altra regione e presumibilmente sono state – o verranno – vaccinate lì.

Per scendere ulteriormente nel concreto, possiamo dire che delle 97.584 persone over 60 (dunque coloro che sono considerati più fragili e potenzialmente esposti alle conseguenze della malattia) la vaccinazione completa ha riguardato 64.184 di loro, dunque il 65.8% circa. Quanto invece agli under 60 (e over 12), dei 173.726 la vaccinazione ha raggiunto 38.836 persone, il 22% circa.

Fin qui i dati aggregati. Scendiamo nel dettaglio delle classi d’età.

Over 80 (26.183 in tutto): i vaccinati con seconda dose sono stati 22.995, l’87.8%

70-79 (30.617): i vaccinati con seconda dose sono stati 17.953, il 58.6%

60-69 (40.784): i vaccinati con seconda dose sono stati 23.336, il 57.2%

50-59 (46.916): i vaccinati con seconda dose sono stati 21.743, il 46.3%

40-49 (41.036): i vaccinati con seconda dose sono stati 8.404, il 20.5%

30-39 (33.973): i vaccinati con seconda dose sono stati 5.043, il 14.8%

20-29 (31.281): i vaccinati con seconda dose sono stati 3.345, il 10.7%

18-19 (5.396): i vaccinati con seconda dose sono stati 214, il 4%

16-17 (5.163): i vaccinati con seconda dose sono stati 71, l’1.4%

12-15 (9.961): i vaccinati con seconda dose sono stati 16, lo 0.2%

 

Precisiamo che queste percentuali sono indicative perché andrebbe, ai fini del calcolo, inserito il dato relativo ai vaccini Johnson&Johnson di cui però non sappiamo le singole attribuzioni per età. Trattandosi però – come detto prima – di poco più di 5mila somministrazioni, la sostanza dei dati cambierebbe di poco.

Ora, in Molise dai calcoli fatti si evince che siano immunizzati 2/3 dei fragili, o meglio il 66% di chi ha superato i 60 anni di età. Sono però soprattutto gli ultraottantenni i più protetti dalle vaccinazioni (percentuale vicina all’88%), mentre più del 40% di over 70 così come di over 60 non ha ancora completato il ciclo. È un dato soddisfacente? A voi le deduzioni. A nostro parere bisognerà affrettarsi a raggiungere tutti i sessantenni e settantenni ‘scoperti’ e questi due mesi estivi saranno allo scopo decisivo.

È chiaro, insomma, che è quantomai urgente mettere al sicuro queste persone specie alla luce del fatto che i contagi potrebbero presto ri-aumentare. Va anche detto però, come ha fatto ieri il Presidente della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli, che “Se finora poteva essere anche accettato un atteggiamento di prudenza riguardo al vaccino facendo un rapporto costo-beneficio, e si poteva in qualche maniera pensare di aspettare e vedere l’evoluzione, il quadro epidemiologico, con la variante Delta, che abbiamo di fronte porta in qualche maniera come consiglio di affrettarsi a fare la vaccinazione prima dell’inizio della scuola“. Tradotto: prima di settembre sarà bene vaccinare gli adolescenti che possono costituire un vettore importante di contagio. Lo stesso Anelli, quanto a dare un’accelerata ai vaccini per gli over 60, ha dichiarato all’Ansa che serve ora superare gli hub e coinvolgere i medici di base.