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Colonne interrate e tabelle scolorite: benvenuti a Monteverde, il santuario dimenticato consigliato persino dal Vaticano

Una bellezza mozzafiato circonda l'antico santuario di Monteverde consigliato come luogo di culto dal Vaticano e sconosciuto persino ai molisani. Carenza di informazioni e reperti depredati o abbandonati nel terreno sono il biglietto da visita di questa perla dimenticata abitata dai patrizi e fatta rifiorire dai monaci benedettini dopo la caduta dell'Impero romano.

Per il Vaticano è un luogo di interesse religioso tra quelli assolutamente da visitare, al pari della più nota basilica dell’Addolorata di Castelpetroso. Eppure sono tanti i molisani che questo sito non solo non l’hanno mai visto ma non sanno neppure della sua esistenza. Stiamo parlando del santuario della Madonna di Monteverde, a Vinchiaturo, un antico monastero benedettino di cui restano abbondanti tracce accanto a una piccola e graziosa chiesa rurale chiusa nella maggior parte dei suoi giorni.

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In questo luogo incontaminato, posizionato a 1000 metri di altezza grazie ai quali si gode di una vista splendida sui monti del Matese, sembra di essere ripiombati nella desolazione che seguì alla caduta dell’impero romano, periodo nel quale affonda le radici il monastero medievale: le tabelle descrittive del sito sono tutte scolorite rendendole illeggibili, i reperti antichi sono disseminati ovunque sul pianoro, utilizzati come recinto per accendere il fuoco o, nella migliore delle ipotesi, per creare le aiuole attorno agli alberi maestosi che spuntano qua e là. Pezzi di colonne possono essere rinvenuti facilmente nel terreno: forse sono ancora lì grazie all’incessante lavoro dei rovi che hanno nascosto le rovine molte delle quali depredate negli anni per arricchire abitazioni private con capitelli e frammenti architettonici decorativi portati via dal sito.

Il glorioso passato di questo luogo dimenticato è stato in parte ricostruito dall’architetto Marco Di Ioia (3d-virtualmuseum.it) che spiega un po’ di storia dell’antico insediamento di epoca sannitica e romana riportato in auge dai monaci benedettini che tra il VII e l’XI secolo dopo Cristo resero noto il convento anche grazie alla costituzione di una corporazione di lavoratori della pietra operanti tra l’Abruzzo e il Molise.

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La chiesta accanto al convento si è sviluppata un secolo più tardi (XII sec dC), il papa molisano Celestino V, prima, e Giovanni XXII poi, si sono interessati a questo centro finanziando l’abbellimento della chiesa distrutta più volte, assieme al monastero, da devastanti terremoti.

L’ultimo, nel 1805, ha causato il crollo definitivo della chiesa, dove ha trovato la morte l’eremita che in quel luogo viveva nella preghiera e nella contemplazione.

L’ultima domenica di agosto, dopo la messa, la statua della Beata Vergine all’interno della moderna chiesa viene portata in processione per un chilometro. L’evento più di richiamo che si ricordi negli ultimi anni, però, è il concerto degli Almamegretta e Raiz che il 29 agosto del 2015 hanno avuto il merito di portare qualche centinaio di persone sul pianoro di Monteverde.