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Bobine di cavi di rame rubati in un’azienda, incastrati i 2 ladri della banda

Hanno 26 e 39 anni i due malviventi denunciati e considerati dai Carabinieri i componenti della banda entrata in azione la notte dello scorso 5 aprile nella zona industriale di Campochiaro. Dopo il colpo, i ladri erano fuggiti a bordo di una Panda ritrovata a Giugliano, in Campania

Hanno 26 e 39 anni i due ladri considerati dai Carabinieri componenti della banda che ha rubato cavi di rame la notte dello scorso 5 aprile nella zona industriale di Campochiaro. Sono stati incastrati e denunciati dagli investigatori che sono al lavoro per cercare i complici del colpo.

Si pensa che possa essere stata una banda organizzata ad entrare in azione nell’importante ditta specializzata nella progettazione, costruzione e manutenzione di linee elettriche di media e bassa tensione, cabine elettriche, impianti eolici e fotovoltaici, linee di telecomunicazione in rame e fibre ottiche.

I malviventi, secondo le stime degli uomini dell’Arma, avevano portato via diversi quintali di cavi di rame (1500 metri avvolti in bobine), buona parte dei quali abbandonati durante la fuga e poi recuperati, ed una Fiat Panda parcheggiata nel piazzale dell’azienda. Il sistema di allarme ed antintrusione non era entrato in funzione.

La vettura è stata recuperata poco dopo in Campania, nella città di Giugliano per la precisione, grazie al segnale del GPS installato proprio sull’autovettura rubata. In questo modo, gli uomini dell’Arma hanno recuperato la Panda e l’hanno restituita ai legittimi proprietari.

Altro elemento che contribuiva ad indirizzare le indagini nella giusta direzione è stato il rinvenimento di un veicolo poi dato alle fiamme. Era stato ritrovato dai Carabinieri di una Stazione della provincia di Benevento che, al tempo stesso, avevano fermato anche due stranieri, gravati da precedenti specifici e trovati in possesso di telefoni cellulari e materiale per lo scasso.

I due uomini, che dimorano nella zona di Caserta, erano stati a Campochiaro il 4 aprile, ossia il giorno prima del furto nell’azienda della zona industriale: probabilmente avevano effettuato l’apposito sopralluogo. Avevano spento i cellulari a pochi metri dall’obiettivo e li avevano riaccesi a distanza di qualche ora. E’ questo il quadro emerso grazie alla meticolosa attività dei Carabinieri di Guardiaregia a cui l’autorità giudiziaria di Campobasso, condividendo le prime risultanze investigative, aveva affidato il compito di eseguire gli accertamenti tecnici e incrociare le celle e i dati fonia.

L’attività investigativa prosegue con l’intento di dare un volto agli altri complici della banda, che risponderanno, in concorso con il 26enne ed il 39enne già deferiti, di furto aggravato e possesso di strumenti da scasso.