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Aborti, la falsa emergenza molisana: nel vortice delle fake news inciampa anche la stampa nazionale

Dal Manifesto a Repubblica: da giorni i principali media nazionali continuano a ribadire un messaggio distorto sull'impossibilità di applicare la legge 194 nella nostra regione e dunque di garantire alle donne il diritto di interrompere volontariamente la gravidanza a causa del pensionamento del dottor Michele Mariano. In realtà - e Primonumero lo ha raccontato giorni fa - non è vero: all'ospedale Cardarelli dallo scorso 21 luglio ha iniziato ad operare nel Dipartimento dedicato agli aborti la ginecologa non obiettore Giovanna Gerardi.

Ricordate il tormentone ‘il Molise non esiste‘ per quanto tempo ci ha martellato i timpani? L’iniziale ironia ha fatto spazio al fastidio di dover chiarire puntualmente che non solo la nostra regione esiste, ma è anche apprezzata da tutti quelli che la scoprono.

Una volta dimostrato che il Molise esiste (e forse ha contribuito a tale consacrazione anche il tour che la giornalista Selvaggia Lucarelli ha fatto la scorsa estate), c’è una nuova moda che si sta facendo largo in questa stagione estiva 2021. Riguarda la legge 194, ossia la norma che consente alle donne di poter interrompere volontariamente una gravidanza.

Se ne sta parlando da quando si è scoperto che il dottor Michele Mariano, ginecologo non abortista responsabile del Dipartimento creato all’ospedale Cardarelli di Campobasso andrà in pensione a 69 anni. Ma la proroga del suo incarico fino alla fine del 2021 ha innestato uno strano meccanismo: sta alimentando una serie di bufale.

Fake news, per usare un termine anglosassone. Cerchiamo di essere più chiari per chi si fosse perso qualche passaggio: sui più autorevoli giornali nazionali – Repubblica  e il Manifesto ad esempio – stanno apparendo notizie false, in una sorta di corsa spasmodica a dipingere il volto medioevale della sanità molisana. Una sanità che sarebbe tornata a quasi 50 anni fa perchè non garantirebbe alle donne di poter essere tutelate da una legge dello Stato. E quindi di abortire nel caso di una gravidanza indesiderata e nei termini di legge (entro i mesi dal concepimento) non per un vezzo ovviamente. Se qualcuno lo avesse dimenticato, molte donne prendono questa decisione così sofferta e drammatica perchè la gravidanza può essere il frutto di una violenza.

All’ospedale Cardarelli l’interruzione di questo servizio non è mai avvenuta e non avverrà mai. Per una ragione semplicissima: il dottor Mariano è stato affiancato dal 22 luglio scorso dalla dottoressa Giovanna Gerardi, ginecologa non obiettore sempre nel nosocomio di Campobasso. Primonumero l’ha intervistata nei giorni scorsi quando lei ci ha raccontato cosa accaduto negli ultimi anni, quando per decisioni dei vertici dell’Azienda sanitaria regionale e dell’ex primario Marco De Santis non ha potuto più operare nel Dipartimento dedicato alle interruzioni di gravidanza.

Parla la ginecologa non obiettore del Cardarelli: “Ho lottato anni per la 194, ora torno in prima linea per un diritto delle donne”

 

Tuttavia, i giornali nazionali continuano ad ignorarlo agitando lo spettro di un pericolo che non c’è. Oggi su Repubblica si è scomodata la scrittrice Michela Murgia che, in un editoriale dal titolo emblematico ‘Aborto, la vera dittatura sanitaria‘, cita “il caso Molise dove l’unico ginecologo che pratica l’interruzione volontaria della gravidanza rimanda la pensione perché non arriva un sostituto”.

La vera dittatura sanitaria viaggia sotto il nome di obiezione di coscienza, viene agita da decenni in tutte le strutture sanitarie e benché metta a rischio il diritto alla salute psicofisica di oltre la metà della popolazione, non fa alcun rumore”, scrive la Murgia.

La carrellata prosegue con Il Manifesto che ha rilanciato un altro falso ‘mito’ di questi giorni. “A sessantanove anni – ha scritto il 17 luglio Mario Di Vito – il dottor Michele Mariano resiste ancora. Vorrebbe andare in pensione, o meglio, ci sarebbe già potuto andare a maggio, ma è stato trattenuto in servizio fino al 31 luglio. Periodo di recente allungato dalla dirigenza sanitaria molisana fino al 31 dicembre“. In ospedale c’è chi sostiene un’altra versione dei fatti: la proroga dell’incarico non è stata proprio una condanna per il dottor Mariano. Ma forse sono voci di corridoio infondate e malevole.

Il giornalista del Manifesto prende però una cantonata quando scrive che “allo stato attuale delle cose, sembra molto complicato che qualcuno prenderà il suo posto“. Peccato che il sostituito del ginecologo già c’è ed è pienamente operativo all’ospedale di Campobasso. Lo ripetiamo per i meno attenti: è sempre la dottoressa Gerardi, destinata dalla Asrem afine giugno l’Asrem al Dipartimento per le interruzioni volontarie di gravidanza.

In questo vortice di false notizie che stanno rimbalzando sulla stampa nazionale, siamo stupiti dal silenzio del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano che ci risulta abbia bandito un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato per reperire altri ginecologi non obiettori.

Il bombardamento di fake news, rilanciate ovviamente sui social, potrebbe danneggiare proprio coloro che la legge 194 punta a tutelare: le donne e il loro diritto di scelta.