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40 tra medici e infermieri non sono vaccinati: arrivano i richiami sull’obbligo, rischiano lo stop dello stipendio

La Asrem ha inviato nei giorni scorsi ai dipendenti del servizio sanitario pubblico non vaccinati le lettere con le quali si richiama la legge nazionale sull'obbligo di immunità per chi lavora in ospedale o negli ambulatori. Di questi più del 25% sarebbe in servizio al Cardarelli. Ora gli interessati (tra i quali anche alcuni anestesisti) hanno 5 giorni per presentare la documentazione che li esonera per “motivi di salute”: in alternativa, se decideranno di non vaccinarsi, saranno spostati a un incarico senza contatto con le persone oppure, se questo non sarà possibile, saranno sospesi dal lavoro e non percepiranno lo stipendio.

In Molise circa 40 operatori sanitari – tra medici, infermieri e oss dipendenti dell’Asrem – non sono vaccinati. “Un numero ridotto”, puntualizza il direttore generale Oreste Florenzano. Sembra quasi paradossale, dal momento che il primo Vax day, quello dello scorso 27 dicembre 2020, è iniziato proprio con tale categoria, la più esposta al rischio contagio.

Il vaccino anti-covid non è più facoltativo, ma un obbligo. È la nuova normativa a prevederlo, la legge numero 28 del 5 maggio 2021, recante “misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da covid-19 in materia di vaccinazioni anti Sars COV 2, di giustizia e di concorsi pubblici”. All’articolo 4 c’è il riferimento all‘obbligo vaccinale appunto per chi esercita le professioni sanitarie e per tutti gli operatori di interesse sanitario.

Nei giorni scorsi l’Azienda sanitaria regionale ha inviato ai sanitari che risultano ancora non vaccinati formali richiami per adeguarsi all’obbligo vaccinale o, in caso contrario, a comprovare le motivazioni di salute che li esonerebbero dal ricevere l’iniezione del farmaco anti-covid. Nella stessa missiva i vertici di via Petrella avvertono anche della possibile sospensione dello stipendio per chi non si adegua alla normativa.

“La vaccinazione è un requisito essenziale – scrive Asrem – per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle attività lavorative. Solo in caso di accertato pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di base, la vaccinazione non è obbligatoria e può essere omessa o differita. La Regione Molise, acquisiti gli elenchi del personale che svolge la propria attività in strutture sanitarie, ha formalmente segnalato i nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati”, si legge nella lettera firmata dal direttore generale Oreste Florenzano, dal responsabile risorse umane Loredana Paolozzi, dal direttore sanitario Evelina Gollo e da quello amministrativo Antonio Lastoria.

Al momento in cui si scrive, sul sito delle vaccinazioni della Regione Molise si evince che sono 8.461 le prime dosi somministrate al personale sanitario e 7.956 le seconde dosi. Ergo, sono 505 i professionisti (a vario titolo) della sanità molisana che non hanno completato l’intero ciclo vaccinale.

Tra i quaranta dipendenti Asrem che il vaccino non lo hanno mai fatto ci sarebbero due anestesisti dell’ospedale San Timoteo, mentre sarebbero una decina (quindi più di 1 su 4) i sanitari in forze al Cardarelli di Campobasso, fra l’altro centro hub nella cura del covid-19. Qui, nella struttura di contrada Tappino, vengono ricoverati i pazienti covid, tra i reparti di Malattie Infettive e Terapia Intensiva (a seconda della gravità della loro condizione clinica), di tutta la regione.

Fonti interne al nosocomio del capoluogo sostengono che gli operatori non vaccinati hanno problemi di salute e che alcuni di loro soffrono di allergie, e che sarebbe questo il motivo ostativo alla vaccinazione. Ipotesi che se confermata sgombererebbe il campo dai dubbi che tali sanitari possano essere no vax per scelta.

In ogni caso – questa la direttiva dell’azienda sanitaria – sarà necessaria una certificazione ad hoc: i sanitari interessati dovranno produrre la relativa certificazione medica e inviarla all’Asrem nel giro di brevissimo tempo. Nella lettera firmata dai vertici aziendali questo passaggio è chiaro e il termine è perentorio: il dipendente dovrà produrre “entro 5 giorni dalla ricezione della lettera, la documentazione che comprovi l’effettuazione della vaccinazione ovvero il differimento o l’omissione per pericolo per la salute come certificato dal medico di base”.

Qualora non lo facessero, e cioè in caso di mancata trasmissione della documentazione all’azienda, gli operatori sanitari saranno invitati “a sottoporsi al vaccino con indicazione delle modalità e dei termini entro i quali adempiere all’obbligo vaccinale”.

Altrimenti, è l’avvertimento dell’Asrem, “una volta decorsi i tempi l’azienda sanitaria procederà alla sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implichino il contatto interpersonale o comportino in qualche altra forma il rischio di contagio del virus con conseguenziale assegnazione a mansioni inferiori. Laddove l’assegnazione a mansioni diverse non sarà possibile, per il periodo di sospensione non sarà dovuta la retribuzione né altro compenso”.

 

Inequivocabile il messaggio, voluto fortemente dal Governo introducendo la norma votata poi dal Parlamento italiano, circa la preminente necessità di vaccinazione per i professionisti del comparto sanitario, a contatto con un’utenza fragile e che pertanto potrebbero divenire una fonte di contagio molto pericolosa. Una norma che “va fatta rispettare”, così il Ministro Speranza. Ora anche il Servizio Sanitario molisano è chiamato a riguardo a fare la sua parte.

Allo stesso tempo e per ragioni del tutto assimilabili in queste ore si sta discutendo di introdurre l’obbligo vaccinale anche per il personale scolastico.