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15 milioni a Campobasso. Gravina: “Faremo il più grande parco cittadino, Terminal e piscina saranno completati”

Presentato il mega progetto che darà un nuovo volto ai quartieri San Giovanni, Colle dell’Orso e Vazzieri. Il sindaco: “Previsti percorsi pedonali, diverse zone saranno riqualificate”. Il capoluogo è entrato in graduatoria grazie al lavoro svolto dai tecnici del Comune in collaborazione con Unimol. Il rettore Brunese: “Un intervento molto importante sui settori più critici”. Il sindaco: “Orgoglioso, realizzeremo finalmente il Parco Scarafone, polmone verde della città, e miglioreremo la vita negli immobili di edilizia residenziale sociale”.

Un gran bel colpo per Campobasso, non c’è che dire. Il Comune capoluogo è entrato di diritto nella classifica che assegna risorse alle città che puntano sulla qualità dell’abitare classificandosi al 60esimo posto sui 271 progetti ammessi al finanziamento. 15 milioni da investire in un progetto ambizioso, che rilanci i quartieri San Giovanni, Vazzieri, Colle dell’Orso e la zona del torrente Scarafone. Ma c’è tanto, tantissimo, all’interno.

Cantiere della transizione Campobasso Progetto Parco Scarafone

Diciamo che il tutto rientra nel “Programma nazionale sulla qualità dell’abitare (PinQua) che punta a riqualificare i centri urbani, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale. Nella graduatoria è stata inserita anche la proposta presentata dall’amministrazione comunale, denominata “Cantiere della Transizione”, risultata finanziabile con 15 milioni di euro”. Una cifra sostanziosa, da utilizzare al meglio.

In che modo? Due i pilastri che riguardano le cosiddette “opere incompiute”. Li rivela il sindaco Gravina:È un giorno importante, non posso non sottolinearlo, perché andremo a impattare su note incompiute della città come il Terminal e la piscina di Colle dell’Orso che saranno completati”. Ma si agirà direttamente sulle abitazioni dei cittadini dei quartieri: “Ci sarà un intervento importante sull’abitare sia dei cittadini che vivono in immobili di edilizia residenziale sociale, in particolare nei quartieri San Giovanni, Colle dell’Orso, sia in quelli dello Iacp come via Liguria”.

Cantiere transizione tavolo Gravina Brunese

Ancora, “completeremo il centro sociale di via Emilia, ci saranno nuovi percorsi pedonali e di mobilità sostenibile. Inoltre, sono previsti lavori anche nella cripta e nella biblioteca del Convento di San Giovanni Battista, oltre che opere di street art”. E finalmente vedrà la luce il Parco Scarafone, un torrente per lo più interrato: “Realizzeremo il più grande parco cittadino connettendolo con il quartiere Vazzieri”. L’obiettivo è quello di “progettare una nuova vita nei quartieri mettendoci in linea con gli indirizzi del Pnrr e dell’agenda 2020/2030. La scelta dell’area è stata determinata sia dalla presenza di situazioni di degrado sociale ed edilizio sia perché si intende dare completezza al processo di rigenerazione urbana dell’intera città”.

Progetto e relazione riqualificazione Campobasso

Il sindaco Gravina ha poi spiegato come particolare attenzione verrà posta per assicurare la migliore connessione possibile tra le varie zone della città, in particolare dove è maggiore la concentrazione di servizi dedicati ai cittadini, puntando sulla riduzione del traffico e dello stress, attuando i criteri della mobilità sostenibile.

Tra l’altro, l’intera progettazione è ‘made in Comune’, realizzata con gli studi tecnici del Comune di Campobasso: “Ci siamo collocati nella graduatoria nazionale senza avvalerci di grandi nomi dell’architettura, cosa che faremo invece più avanti con le gare che affideremo a professionisti” prosegue Gravina.

Idealmente, per ora, praticamente, quando tutto sarà realizzato, saranno in connessione l’Unimol, il Terminal, i quartieri di San Giovanni, Vazzieri e Colle dell’Orso fino al nuovo Parco Scarafone. È chiaro che si tratta di opere che non vedranno la luce nel breve periodo ma la cosa più importante c’è: i soldi. E, bisogna riconoscerlo, le idee buone, ottime, arrivate dai tecnici, dagli architetti dell’Università, dalle associazioni di quartiere coinvolte nel progetto.

A proposito dell’Unimol, il Rettore Luca Brunese parla di “un intervento importante per la città di Campobasso che conferma gli ottimi rapporti che intercorrono tra le istituzioni. “Questo progetto è frutto di una collaborazione strategica tra istituzioni locali e associazioni che farà da apripista a nuove forme di interazione che concorreranno a dare una svolta alla crescita del nostro territorio, per il quale l’Università degli Studi del Molise continuerà a mettere a disposizione le proprie competenze specifiche”.

Rettore Brunese Sindaco Gravina

“In molte zone il verde riprenderà il posto del cemento – spiega l’architetto Giuseppe Giarrusso, dirigente del settore lavori pubblici e urbanistica –. Devo ammettere che il nostro gruppo di lavoro ha svolto una grande opera: in soli tre mesi, da gennaio a marzo, siamo riusciti a mettere su un progetto complesso e complicato”. Il professor Stefano Panunzi, docente di progettazione architettonica all’Università degli studi del Molise, si dice “entusiasta. Mi avevano contattato anche da Roma e Torino ma ho preferito di gran lunga mettermi al servizio, in forma gratuita, del territorio dove vivo. In sintesi, vogliamo potenziare i servizi e puntare forte sul verde in quelle aree più densamente popolate e che necessitano di un rilancio”.