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Vaccini e richiami, chi rifiuta l’eterologa può fare AstraZeneca. Green pass, da oggi è possibile: ecco come

Circolare del Ministero acconsente a seconda dose Vaxzevria per under 60 dietro consenso informato. Arrivano anche in Molise primi sms e mail per scaricare la certificazione verde

“Alcuni rimpiangono AstraZeneca, chiedono di poter fare anche la seconda dose con questo vaccino perché non hanno avuto grandi effetti collaterali con la prima”. Lo aveva detto a Primonumero il dottore Pasquale Guerriero della Facoltà di Medicina dell’Università del Molise.

Ora i molisani che preferiscono il farmaco anglosvedese e non intendono sottoporsi al ‘mix’ di vaccini (ossia il richiamo con un vaccino a mRna come Pfizer e Moderna) sono stati accontentati. Nei primi due giorni in cui è stata effettuata la vaccinazione cosiddetta eterologa non ci sono stati rifiuti (almeno al PalaUnimol, centro vaccinale in cui è stata svolta) ma molte persone hanno chiesto di poter fare il richiamo con AstraZeneca trovandosi di fronte ad un rifiuto perchè le disposizioni in vigore non lo consentivano.

Da oggi si può fare: una circolare del Ministero della Salute consente anche alle persone che hanno meno di 60 anni la seconda iniezione di Vaxzevria che era stato bloccato per questa fascia di età qualche giorno fa. Decisione presa dopo la morte di Camilla, una ragazza di 18 anni di Sestri Levante colpita da una trombosi al seno cavernoso.

Occorrerà firmare però un consenso informato. “Secondo quanto evidenziato dal Comitato tecnico scientifico – si legge nella circolare ufficializzata questa mattina (19 giugno) – ferma restando l’indicazione prioritaria di seconda dose con vaccino a mRNA, ispirata ad un principio di massima cautela”, il Ministero della Salute stabilisce che “qualora un soggetto di età inferiore ai 60 anni, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria, pur a fronte di documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del centro vaccinale sui rischi di VITT (acronimo inglese della trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino, ndr), rifiuti senza possibilità di convincimento, il crossing a vaccino a mRNA, allo stesso, dopo acquisizione di adeguato consenso informato, può essere somministrata la seconda dose di Vaxzevria“. Per il ministero della Salute “tale opzione risulta coerente e bilanciata dal beneficio derivante dall’annullamento del rischio connesso alla parziale protezione conferita dalla somministrazione di una singola dose di Vaxzevria”.

green pass

Intanto in queste ore iniziano ad arrivare gli sms e le email per scaricare la certificazione verde, meglio nota come green pass agli italiani vaccinati, guariti dal virus o con tampone negativo, con i primi codici di autenticazione (Authcode) e brevi istruzioni per ottenere il documento. In questi giorni ne dovrebbero arrivare circa 5 milioni al giorno.

Ci sono vari modi per ottenere la Certificazione Verde Covid-19 che è sia in versione digitale che cartacea e vuole favorire la circolazione sicura dei cittadini in Italia e in Europa, attestando la vaccinazione, la guarigione da Covid o la negatività di un test.

Il certificato si può salvare sul proprio smartphone o tablet ed è stampabile direttamente dalla piattaforma nazionale dgc.gov.it.

Sms o email informano della disponibilità del green pass contengono un codice di autenticazione (Authcode) che serve per recuperare la certificazione verde dopo essersi collegati al sito, con accesso tramite identità digitale (Spid/Cie) oppure con la Tessera Sanitaria (o con il Documento di identità se non si è iscritti al Sistema sanitario nazionale).

Dopo l’autenticazione basta inserire il codice univoco ricevuto nell’email o nel sms e la certificazione è immediatamente disponibile.

Un altro modo per ottenere il green pass è collegarsi all’app Immuni e inserire il codice di autenticazione per visualizzare o stampare la certificazione.

Il Governo poi ha pensato anche a chi ha poca dimestichezza coi mezzi tecnologici. Il green pass infatti può essere richiesto anche al proprio medico di base, pediatra o in farmacia utilizzando la propria tessera sanitaria tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico. Oltretutto la stessa procedura può essere eseguita anche da soli accedendo al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico via Internet.

Ancora più semplice è ottenere il green pass tramite l’app IO, vale a dire l’applicazione della Pubblica Amministrazione (da molti usata per il cashback di Stato) che si usa autenticandosi con lo Spid o la Carta d’identità elettronica.

L’App Io consente infatti di ottenere il green pass senza il codice ricevuto via mail o sms. Basterà avere la versione aggiornata dell’App che, appena disponibile, invierà un messaggio all’utente in cui comunicherà la disponibilità della certificazione verde.

Nello specifico hanno diritto al green pass, gratuitamente, tutti i cittadini vaccinati con una o due dosi, guariti dal Covid da non più di sei mesi, risultati negativi al tampone. Il pass vale 48 ore per chi è negativo al test, 6 mesi per chi sia guarito, da 15 giorni dopo la prima dose alla data del richiamo per chi ha avuto solo una dose, e 9 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale (per il monodose scatta dopo 15 giorni dall’inoculazione).

Il pass è composto da un QR code che potrà essere letto da chi è deputato al controllo in aeroporti, locali, convegni, Rsa e in tutte le situazioni in cui, secondo le norme contenute nel Dpcm, sarà obbligatorio esibirlo. Può essere mostrato in formato digitale, direttamente sullo smartphone, oppure cartaceo.

A differenza di quello italiano, il Green pass europeo sarà riconosciuto solo a chi ha fatto anche il richiamo. Per questo gli italiani che avranno il pass italiano pur avendo ricevuto una sola dose di vaccino, potrebbero essere costretti a fare un tampone prima di accedere in alcuni Paesi esteri.