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Vaccini, dal 30 giugno il PalaUnimol chiude. E la struttura dei Carabinieri a Selvapiana non è stata autorizzata

Fra pochi giorni scadrà la convenzione firmata tra Università e Asrem lo scorso febbraio e prorogata ad aprile e chi dovrà fare il richiamo sarà convocato alla Cittadella dell'Economia. Verrà meno un centro di eccellenza, che è stato in grado di inoculare complessivamente 37mila dosi. Mentre resta da immunizzare la popolazione più giovane, a Campobasso continueranno a funzionare solo i centri vaccinali dell'ospedale Cardarelli e di Selvapiana

Il centro vaccinale PalaUnimol chiude il 30 giugno. Coloro che hanno fatto la prima dose di vaccino in tale centro verranno convocati per la seconda dose presso la Cittadella dell’economia in contrada Selvapiana a Campobasso”. L’annuncio apparso sul sito dell’Azienda sanitaria regionale non si può considerare un fulmine a ciel sereno: la scadenza era prevista nella convenzione sottoscritta tra la stessa Asrem e l’Università degli Studi del Molise.

L’accordo “era valido solo per la fase iniziale, quella più emergenziale“, spiegano dall’Ateneo molisano che a febbraio si era reso disponibile per la fase 2 della campagna vaccinale, quando dopo le categorie prioritarie stabilite dal Governo – oltre agli operatori sanitari, il personale delle Rsa e gli anziani – fu la volta del personale universitario e scolastico. In questo scenario è entrato in gioco il PalaUnimol. In pratica, “la convenzione era nata come supporto alla campagna vaccinale dell’Asrem” ed è stata firmata in un momento in cui era operativo solo il centro vaccinale dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

E così dopo una giornata di prova per testare il funzionamento della ‘macchina’ (era il 26 febbraio), poi il 3 marzo la campagna vaccinale al PalaUnimol è entrata a regime come prevedeva la convenzione firmata a fine febbraio. Agli inizi di aprile la convenzione venne prorogata fino al 30 giugno. Si doveva iniettare solo Astrazeneca, col passare del tempo nella struttura sportiva è stato ampliato il ventaglio di farmaci anti-covid da inoculare. 

Il Palaunimol si trasforma in un impeccabile maxi centro vaccinale. Non solo scuola, qui anche il Pfizer per gli over 80

In questo cronoprogramma il palazzetto dello sport dell’Ateneo si è rivelato fondamentale per la somministrazione dei vaccini, tanto da arrivare a superare le 600 dosi giornaliere, circa un quarto del totale medio che quotidianamente viene fatto nella nostra regione. Ieri ne sono state inoculate circa 800, numero che salirà a 900 al dì mentre nelle ultime tre giornate di giugno (28-29-30 giugno), quando saranno anticipati anche alcuni richiami, per arrivare a quasi 37mila dosi somministrate complessivamente da quando il PalaUnimol è in funzione come centro vaccinale (il dato è una proiezione fatta dall’Ateneo, ndr).  Dunque un apporto che si è rivelato decisivo per imprimere l’attesa accelerata alla campagna di immunizzazione contro il covid. Dal 30 giugno non sarà più così: il PalaUnimol tornerà alla sua funzione originaria e la stessa Università potrà concentrarsi sulle sue attività. Il 1 luglio del resto parte la campagna di iscrizioni all’Ateneo molisano.

Difficile che tutto ciò non si ripercuota sull’organizzazione della campagna di immunizzazione della nostra regione. Che, è vero, è a buon punto ma non è completata: rimangono scoperti ancora diversi cittadini (delle varie fasce d’età) e un’altra parte di popolazione deve fare la seconda dose.

Dal 1 luglio a Campobasso saranno attivi solo il centro vaccinale dell’ospedale Cardarelli e la Cittadella dell’Economia di contrada Selvapiana. I punti vaccinali messi a disposizione dai paesi limitrofi al capoluogo (Vinchiaturo, Petrella Tifernina e Riccia per fare qualche esempio) non sono entrati in funzione. Mentre non è stata  autorizzata da Asrem la struttura allestita in contrada Selvapiana dall’Arma dei Carabinieri che aveva offerto il proprio supporto per la vaccinazione di massa. Dopo una serie di sopralluoghi, il progetto si è bloccato. 

Nel parcheggio dello stadio ci si può recare attualmente per i tamponi drive thorugh, ma con il miglioramento del quadro epidemiologico è diminuito anche il numero dei test molecolari: da circa 200, attualmente ne viene fatta una decina al dì. Ecco perchè sembra che a giorni sarà dismesso questo servizio. Resterà in pratica in funzione solo il laboratorio del Cardarelli, nonostante la circolare di oggi con cui il Ministero della Salute raccomanda di rafforzare il tracciamento per individuare prontamente i casi di variante Delta. E’ necessario infatti, si legge nel documento, “continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti del virus SARS-CoV-2, applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le misure di contenimento della trasmissione previste, che le misure di isolamento e quarantena in caso di VOC Delta sospetta o confermata”.

Tamponi drive through Campobasso covid

Il rischio è che la campagna vaccinale rallenti proprio nella fase in cui il traguardo di immunizzazione della popolazione molisana è vicino. Il presidente Donato Toma aveva previsto il raggiungimento di questo obiettivo proprio nel mese di luglio, ossia quando verrà a mancare un puntello fondamentale della ‘macchina’ regionale.