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Un relitto in fondo al mare, sembra una macchina. Strano ritrovamento ad opera di papà e figlia in canoa

Massimo e Camilla (12 anni) hanno visto una sagoma - che sembrava di ferro - nel mare terso di oggi. Era a circa 5-6 metri di profondità, sul fondo sabbioso. Allertata la Capitaneria di Porto

Loro sono entusiasti perché quello che hanno visto non è certo da tutti i giorni. Massimo, papà termolese, e sua figlia Camilla di 12 anni oggi pagaiando con il loro sup (una sorta di canoa che si guida con un remo solo) si sono imbattuti in nientepopodimeno che un’automobile in mare. La certezza che sia un’auto in realtà non c’è ma tutti gli indizi portano a quello.

È successo stamane, prima delle 12, in mare all’altezza del lido La Perla (lungomare Cristoforo Colombo) nei pressi della boa che delimita la navigazione per i natanti a motore e (dall’altra parte) il limite che i nuotatori non possono oltrepassare per la necessaria sicurezza. “Ci siamo fermati lì per il bagno, saranno stati circa 5-6 metri di profondità, e mia figlia ha notato dall’alto una strana sagoma e subito l’ha associata a una macchina”. L’uomo però non ci credeva, anche se la sagoma la vedeva bene anche lui ma piuttosto gli sembrava un armadio. Il mare infatti era allora limpidissimo, il cielo terso (non sempre così oggi ma a quell’ora sì, ndr).

I due sono tornati all’ombrellone ma lei insisteva dicendo di aver adocchiato una macchina in mare. Allora hanno preso degli occhialini e sono tornati nel punto del ritrovamento. È stato lui ad immergersi. “Ovviamente mi sarò immerso non oltre i due metri, non essendo né un sub professionista né attrezzato per farlo”. E qualcosa in più ha visto. “Mi è sembrato di riconoscere innanzitutto una struttura di metallo arrugginita”.

Non era di certo, se lo era, una vettura intera, piuttosto il solo pianale, ci racconta Massimo. Era poggiato sul fondo sabbioso e non era di sicuro in buono stato. “Non ero ancora sicuro, né lo posso essere ora, che fosse un’auto però alcuni indizi c’erano”. Poteva ancora trattarsi, nella ricostruzione di Massimo, di una parte di peschereccio ma qualcosa lo ha convinto che si trattasse si un’automobile. “Prima un fanale, che però poteva essere un faro di un natante, chi lo sa. Ma poi ho visto sul retro quella che aveva tutte le sembianza di una ruota”. Una ruota con tanto di cerchione e un copertone quasi intatto.

I due allora, lei entusiasta e curiosa più che mai, sono tornati a riva e hanno subito allertato la Guardia Costiera, con cui si sono dati ‘appuntamento’ nel luogo X. “Dopo 10 minuti al massimo sono arrivati col gommone però non erano attrezzati per immergersi”. Quindi hanno scattato delle foto dall’alto e preso le coordinate. Presumibilmente torneranno sul posto coi sommozzatori e decideranno il da farsi. “Cosa fosse è un mistero. Ripeto, sembrava un’auto ma non certo moderna. In ogni caso era un rottame che è lì da chissà quanto tempo”. Scoperta interessante che oggi ha reso la giornata di Camilla un’avventura indimenticabile.