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Tramonta il fascino del Baywatch, il mestiere dell’estate non tira più: pochi bagnini, lidi in crisi

Per alcuni le paghe sono troppo basse, ma anche la concorrenza delle piscine influisce in un anno segnato da pochi corsi di formazione e dall'incertezza su vaccini anti covid per i giovani. In difficoltà soprattutto gli stabilimenti che preferiscono la ricerca fai da te mentre chi si affida a società specializzate non ha problemi

Dopo camerieri, pizzaioli e spiaggisti, adesso mancano anche i bagnini. Emerge in questi giorni un’altra importante carenza nel mondo del lavoro sulla costa molisana anche se i motivi non sono riconducibili – almeno non completamente – al famigerato Reddito di cittadinanza.

Intanto però sono diversi i balneatori molisana alla disperata ricerca di nuovo personale da affiancare agli assistenti bagnanti che hanno iniziato a lavorare già da qualche giorno ma molto spesso non hanno qualcuno che dia loro il cambio durante la giornata.

Il problema riguarda soprattutto quegli stabilimenti che non hanno una convenzione con una società privata specializzata nel settore. Difatti diversi balneatori già da qualche anno si affidano al personale della Lifeguard – Compagnia del Mare di Pescara che dispone di circa 400 bagnini operanti su varie spiagge della costa abruzzese oltre che nel Molise.

Bagnini spiaggia torretta pattino

Ma chi ha scelto di fare da sé ora si trova in forte difficoltà. Lontani sembrano i tempi in cui il bagnino era visto come figura di riferimento in spiaggia e molti giovani sfruttavano il ruolo anche per fare colpa sulle ragazze. Oggi il mestiere del bagnino è sempre meno ambito, senza contare che oggigiorno le spiagge scontano anche la concorrenza delle piscine di strutture private, sempre più comuni e bisognose anch’esse di personale qualificato per l’assistenza.

Ma la ragione di questa carenza nell’estate 2021 pare essere duplice: da un lato molti ragazzi hanno preferito declinare le offerte ritenendo le paghe troppo basse, come sta succedendo anche per altre tipologie di lavori stagionali come quelli della ristorazione. Il Reddito di cittadinanza, in questo senso, non sembra incidere più di tanto, visto che spesso i bagnini sono ragazzi alle prime esperienze lavorative e di fatto non sono autonomi dal punto di vista del reddito.

Senza dimenticare che i giovani attendono ancora in larga maggioranza la prima dose di vaccino e senza quello non tutti se la sentono di prendere dei rischi.

Tuttavia la carenza viene riscontrata su gran parte del territorio nazionale anche a causa dei pochi corsi di formazione effettuati negli ultimi mesi per via delle restrizioni legate alla pandemia da covid-19. 

La conferma arriva dall’istruttore e formatore Nicola Fratangelo, a capo della Società nazionale di Salvamento, sezione di Guardialfiera, che come negli ultimi anni ha ottenuto il servizio di salvamento sulle spiagge libere di Campomarino Lido.

“Sto ultimando un corso di formazione proprio in questi giorni ma tutti gli iscritti sono dell’entroterra e non hanno intenzione di lavorare sulle spiagge della costa. In molti casi infatti i ragazzi affrontano il concorso con l’obiettivo di ottenere dei crediti formativi e dei punteggi migliori nei concorsi pubblici” riferisce Fratangelo.

Per la sua associazione il problema non si pone, dato che i bagnini operanti con la sezione di Guardialfiera della Società nazionale di salvamento sono tutti volontari.

In tutto una decina di ragazzi che si alterneranno sulle quattro postazioni di Campomarino. A Termoli invece il servizio di salvamento sulle spiagge libere è appannaggio, per il terzo anno di fila, proprio della Lifeguard di Pescara che garantisce otto postazioni fra Rio Vivo e lungomare nord.

Il problema è quindi soprattutto degli stabilimenti privati, almeno di alcuni. Con la speranza che la fine della scuola e degli esami di maturità spinga qualche giovane a rimettersi la casacca rossa del Baywatch.