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Torna il Termoli Jazz Festival e ‘trasloca’ al Teatro Verde. 5 serate con grandi nomi italiani

Un nuovo 'outifit' per il festival jazz termolese che non sarà più nella centrale Piazza Duomo bensì al museo Macte (la sola prima serata) e al Teatro Verde. Tante piccole rivoluzioni per la kermesse ormai diventata un appuntamento fisso dell'estate molisana ma, come sempre, con un'attenzione preminente alla qualità. "Sarà un'edizione di coraggio e sperimentazione", così il direttore artistico Michele Macchiagodena

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Torna, dopo un anno di stop a causa della pandemia, il Termoli Jazz Festival, manifestazione acclamata e ormai indissolubilmente legata alla cittadina adriatica.

Dal 28 luglio al 1 agosto, cinque serate di concerti di qualità che promettono di dare un volto nuovo – forse inatteso – all’estate termolese 2021, quella della rinascita.

La conferma arriva dal direttore artistico del Festival, Michele Macchiagodena, da 7 anni alla guida della kermesse che segue la scia di una lunga tradizione di eventi jazzistici che si sono susseguiti negli anni in città.

macchiagodena

Nessuna certezza sui nomi ospiti, che verranno resi noti fra qualche giorno, ma il nome dell’ultima serata c’è già. È Davide Shorty, cantante nativo di Palermo, tra le Nuove Proposte del Sanremo 2021. Il solista siciliano sarà a Termoli il 1 agosto, nell’ambito del suo tour ‘Fusion 2021’ che inizierà a Urbino il 19 giugno e terminerà a Bologna a fine settembre.

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Nelle altre serate si esibiranno grandi nomi del jazz italiano, questo infatti il fil rouge delle cinque serate 2021.

Non ci sarà l’atmosfera suggestiva di piazza Duomo a contornare l’evento che invece si terrà al Macte (la sola prima serata, come successo anche nell’estate 2019 con un memorabile concerto di John Patitucci) e al Teatro Verde, grande spazio all’aperto immerso nel verde del parco comunale che ben si presta alla nuove regole anti-covid che impongono un distanziamento tra gli spettatori. Una inedita location che però ha tutte le carte in regola per conquistare il pubblico. Dei 1600 posti disponibili – capienza complessiva del teatro – ne saranno utilizzati presumibilmente circa 500, per rispettare la necessaria distanza. “Siamo in zona bianca ma in ogni caso sarà preminente l’attenzione alle misure anticontagio”.

 

Nulla da rimpiangere, per il direttore artistico, anzi: “Il teatro non distoglie l’attenzione del pubblico che sarà sicuramente più concentrato sulla proposta artistica tout court”. Non uno spettatore occasionale e di passaggio, insomma, ma che consapevolmente sceglierà di andare ad ascoltare il concerto. Anche perché l’evento non sarà gratuito. Ad eccezione delle prime due serate (28 e 29 luglio) le altre saranno infatti a pagamento. I biglietti saranno disponibili online sul circuito CiaoTickets a partire dalla settimana prossima ma ci saranno anche due biglietterie autorizzate a Termoli.

 

Un festival che unisce due concetti apparentemente distanti e che conferma di muoversi su questo doppio filo: quello della continuità e quello della novità. Sette edizioni con la stessa direzione artistica: una manifestazione ormai entrata nell’immaginario estivo termolese e che richiama un pubblico ricercato che sceglie Termoli per la qualità dell’offerta musicale che riesce, da anni, a proporre. Il festival non a caso è entrato quest’anno a far parte del circuito nazionale dell’Associazione nazionale Italia Jazz.

Le novità però si ravvedono già da quel nuovo logo, così marcato e che vuole essere spiccatamente identificativo, che reca la scritta chiara e netta Termoli Jazz Festival (non più Tjf) con quel semicerchio arancione che rievoca la torre di Tornola, simbolo ancestrale della cittadina adriatica.

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Nessuna anticipazione sui nomi ma una traccia sì, anzi tre: “Sarà un festival di qualità, di coraggio e sperimentazione”. Una kermesse in cui ampio spazio avranno giovani jazzisti italiani di successo che ripercorrono il filone della tradizione senza per questo abbandonare l’anima più incline alla contaminazione, che è poi la cifra distintiva di questo genere musicale.

 

Un grande sforzo organizzativo e finanziario – quest’ultimo in parte sostenuto dal Comune di Termoli che ha inteso riprendere le fila di questo grande evento, interrotto solo nell’estate scorsa – premiato dal risultato ottenuto. Le 5 serate dell’estate 2021 faranno contenti i tanti che, dopo i duri mesi di isolamento, hanno desiderio di tornare a fruire di contenuti culturali e di farlo in una dimensione – finalmente – di socialità.

associazione culturale jack macchiagodena artese ciarla

Risultato centrato per la ‘giovane’ associazione Jack (acronimo di Jazz, Arts & Comedy Kingdom), i cui soci fondatori sono Luca Ciarla, Antonio Artese, Michele Macchiagodena, Lino Pistilli e Adolfo Colagiovanni. Un sodalizio (quasi) tutto termolese che ha a cuore la rinascita culturale della cittadina (come spiegavamo in questo articolo all’indomani della nascita del nuovo soggetto culturale) e che ha promosso e ideato il Termoli Jazz Festival, edizione numero sette. L’inizio è quantomai promettente.