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Sanità e ‘obiettivi falliti’, non passa la mozione per rimuovere il Dg Asrem. Ma il M5s non molla

Dai Livelli essenziali di assistenza sotto la soglia critica a ciò che prevedeva il Decreto Rilancio per il potenziamento della sanità fino al fabbisogno di personale, il M5s boccia su tutta la linea l'operato del Direttore Generale dell'Azienda sanitaria del Molise e per questo ha chiesto al Governatore la sua 'testa'. Ma la mozione non è passata ieri in Consiglio regionale. "Questo è un grave errore e presto chiederemo anche alla conferenza dei sindaci di pronunciarsi sull’argomento”

La mozione del M5s, discussa ieri in Consiglio regionale nonostante fosse stata presentata da tempo, di rimuovere il Direttore Generale Asrem Oreste Florenzano non è passata ma il capogruppo Andrea Greco non ‘molla la presa’. Sotto accusa la gestione reputata ‘fallimentare’ della sanità ordinaria e straordinaria.

“La sanità molisana è sempre più carente: lo testimoniano gli ultimi dati sui Livelli essenziali di assistenza, che sono tornati sotto la soglia critica. È evidente come questi dati allarmanti siano il risultato di una pessima gestione, tanto in fase di emergenza Covid che in condizioni ordinarie. Per questo abbiamo chiesto ufficialmente, in Consiglio regionale, la rimozione immediata del Direttore generale di Asrem, Oreste Florenzano. Un atto iscritto già tre mesi fa e discusso solo oggi”.

Sulla risposta data in sede di assise del Governatore Toma, che ha sottolineato come l’atto eventualmente non sia di sua competenza bensì del Commissario alla Sanità, così il consigliere pentastellato: “Strumentalmente, il presidente Toma ha fatto una grande confusione in questi anni, dicendosi estraneo al controllo del funzionamento della sanità regionale, in quanto commissariata. Ma non è affatto vero. La legge, infatti, assegna alla Regione il compito di fissare degli obiettivi a chi è chiamato a gestire il comparto sanitario nelle regioni, ovvero il Direttore generale. Tanto è vero che l’11 dicembre 2019, con una delibera di giunta, la Regione fissava ben 14 obiettivi per Florenzano, che stava per ricevere l’incarico. Obiettivi che vanno dal reclutamento e stabilizzazione del personale al monitoraggio dei contratti con gli erogatori privati, passando per il miglioramento di specifici servizi, come la cura dei politraumi e la riduzione dei tempi di attesa. Sempre secondo la legislazione nazionale, tutti questi obiettivi vanno controllati a metà mandato del Direttore generale. Nel caso di Florenzano, che ha un contratto di tre anni, questo termine scadrà il prossimo 2 ottobre. Ma non ci risulta che questa attività di verifica sia stata avviata.

E ancora: “Certo non è un mistero che nessuno di questi obiettivi sia stato raggiunto. Così come non possiamo certo dire che siano stati rispettati i principali obiettivi di ogni direttore generale che si trovi a gestire una sanità malandata, come quella molisana. Bisognava infatti cercare di raggiungere il pareggio di bilancio – anche limitando la mobilità passiva – e migliorare i livelli di assistenza (Lea). Anche questi macro-obiettivi sono stati miseramente falliti”.

Poi il capitolo costi: “Eppure il direttore Florenzano costa alla collettività circa 149.000 euro l’anno, oltre gli oneri di formazione e gli oneri accessori. Con la previsione di un premio di produttività pari al 20% dello stipendio, come se avesse portato egregiamente a termine il suo mandato”.

“Toma continua a ripeterci di avere le ‘mani legate’, a causa del commissariamento – prosegue Greco -. Ma cosa dice la legge? I commissari sostituiscono di fatto l’organo di indirizzo programmatico, ovvero il Consiglio regionale. Ma il controllo operativo della sanità resta in capo ad un organo monocratico, il Direttore generale, individuato tra una rosa di nomi dallo stesso presidente della giunta regionale. Il governatore deve infatti verificare il raggiungimento degli obiettivi fissati e, nel caso di fallimento, può optare per una sospensione di 60 giorni o per la rimozione del Direttore generale. Obiettivi da non confondere con quelli conferiti dal Commissario ad Acta.

È chiaro che la pandemia ha contribuito a complicare le cose, aggiungendo ulteriori obiettivi da raggiungere per chi gestiva la nostra sanità: col Decreto Rilancio, il governo nazionale chiedeva di potenziare l’assistenza territoriale e di aumentare i posti letto strutturali in terapia intensiva. Anche in questo caso, il fallimento di Florenzano è evidente: siamo l’unica regione a non aver aumentato quei posti letto e l’assistenza territoriale è a dir poco carente, nonostante i fondi straordinari a disposizione per entrambe le finalità”.

Infine, il problema numero uno della sanità molisana: la carenza di personale medico. “Il piano di fabbisogno del personale non è stato affatto rispettato. I concorsi di Asrem sono stati un vero fallimento e i tempi biblici tra i bandi e le graduatorie definitive hanno fatto sì che i vincitori venissero assunti in altre regioni. Tantissimi medici, anche molisani, disposti ad operare nelle corsie dei nostri ospedali, si sono arresi davanti alla lentezza dei concorsi molisani e sono andati via. Un’occasione persa per tutto il Molise.

Per tutti questi motivi, che gravano pesantemente sul futuro dei molisani e sul sacrosanto diritto alla salute, abbiamo chiesto al presidente Toma di esercitare i suoi poteri di controllo sul Direttore Generale, avviando la procedura di rimozione verso chi ha gestito male questo comparto nel periodo più delicato della nostra storia. Oreste Florenzano si è dimostrato inadeguato a risolvere i problemi della sanità molisana e, a nostro avviso, li ha addirittura peggiorati. Il Molise e tutti i molisani meritano di meglio: meritano una figura in grado di operare una svolta radicale nella sanità pubblica. Ciononostante, il nostro appello è rimasto inascoltato, Toma e la sua maggioranza hanno salvato l’avvocato Florenzano. Questo è un grave errore – conclude Andrea Greco – e presto chiederemo anche alla conferenza dei sindaci di pronunciarsi sull’argomento”.