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Pochi bambini, troppe spese: la paritaria Mimì del Torto non è più sostenibile. Al suo posto una casa di riposo

Dopo più di 50 anni la materna delle suore chiude i battenti per debiti pregressi e impossibilità del Comune, che controlla al 100% l’Istituzione, di sostenere le spese necessarie, che si aggirano sugli 80mila euro annui. Per il sindaco Mario Bellotti e gli amministratori “è una scelta coraggiosa, un dovere che segue anche i pareri che richiamano all’obbligo di economicità”. Ma la struttura nel paese vecchio sarà riconvertita, superando il vincolo di destinazione con i donatori: “Sarà una casa di riposo: la popolazione anziana è sempre più numerosa, mentre di bambini ne nascono sempre meno”. I dettagli e le interviste

La scuola paritaria Mimì del Torto a Guglionesi chiude dopo più di 50 anni. C’è l’ufficialità dopo una ridda di voci e indiscrezioni, accompagnate anche da polemiche e dal rammarico, evidenziato soprattutto sui social, di perdere le suore che tengono compagnia al popolo guglionesano da diverse generazioni e che, oltre a occuparsi dell’asilo, danno una mano in parrocchia. Su questo aspetto il sindaco Mario Bellotti tiene a freno i rumors: “Non è affatto detto che le suore vadano via, si sta cercando una strada praticabile per farle restare in paese, noi come Comune ci stiamo adoperando”.

Bellotti addesa d'anselmo

Sulla chiusura della paritaria invece, frequentata da bambini tra i 3 e i 6 anni (nell’ultimo anno sono stati 27 gli alunni), non c’è alcun dubbio. L’Istituzione Mimì del Torto è controllata al 100% dal Comune, e vive esclusivamente di contributi pubblici pur essedo una paritaria. “Guglionesi è l’unico Comune che io conosca dove da sempre mai nessuno ha pagato la retta scolastica prevista dalle scuole paritarie, che si aggira nell’ordine del 35%” dice il sindaco.

Ma il problema del default non è solo questo. Ci sono debiti accumulati per circa 87mila euro, che si dovranno ripianare come debiti fuori bilancio. E ci sono le spese da sostenere per le prossime annualità: troppo oneroso il mantenimento dell’asilo delle suore in una prospettiva che vede venire al mondo sempre meno bambini, con un aumento esponenziale della popolazione anziana. In questo passaggio è racchiusa la seconda vita dello storico edificio nel cuore del centro storico: da asilo sarà casa di riposo. “Non è una idea campata in aria ma un progetto concreto, per il quale sono già intercorsi rapporti con i partner privati” spiega il consigliere Michele D’Anselmo che, se non altro per affinità professionale (lavora alla Agenzia delle Entrate), conosce i bonus statali grazie ai quali la riconversione sarà possibile “a zero costi per il Comune”.

La possibilità di andare avanti con la formula mista, ovvero il contributo pubblico da un lato e il pagamento delle rette private dall’alto, è stata esclusa anche in seguito a incontri coi genitori. “Qualcuno – chiarisce l’assessore Stefania Addesa – si è mostrato disponibile a pagare una retta di 50 euro mensili, che tuttavia sarebbero insufficienti a far quadrare i conti. Tutti hanno rinunciato davanti alla retta di 150 euro, e molti bambini sono stati già iscritti alla scuola pubblica”.

Guglionesi infatti una scuola materna ce l’ha già, è la scuola pubblica. “Se questa non ci fosse, ci sarebbe un problema. Ma c’è, e considerando che le stesse famiglie non sono propense a pagare rette, rette che invece nel caso di scuole paritarie vengono normalmente pagate, la nostra è una scelta inevitabile. E – aggiunge Bellotti – una scelta coraggiosa”.

I DEBITI PREGRESSI

Sono emersi debiti pari a 87mila euro, che si riferiscono al passato e partono più o meno nel 2013 per arrivare fino al 2020. “Noi abbiamo ricostruito il 2019 e il 2020”, dice il sindaco, ovvero gli anni in cui “non si è presentato il bilancio” aggiunge il consigliere D’Anselmo. Sono debiti che si riferiscono a fornitori, insegnanti non pagate, suore non pagate, a una cooperativa che aveva in gestione in precedenza l’Istituzione. Una situazione che parte nel 2013 quando il Comune attua la contabilità cosiddetta armonizzata, che penalizza gli enti più piccoli come appunto l’Istituzione, controllata dal Comune di Guglionesi. Una soluzione la trova l’ex responsabile del settore Bilancio, che a gennaio 2020 tuttavia va in pensione. A quel punto la Ragioneria del Municipio non accetta un bilancio informale, considerato un “foglietto della spesa”, e l’erogazione dei contributi diventa impossibile. “Nessuno ha fatto sparire i soldi, non è questo. E’ stata una questione di procedure contabili che ha innescato pendenze che a oggi hanno portato a una disavanzo di 87mila euro al quale abbiamo posto rimedio con somme accantonate nel bilancio di previsione e nel bilancio consuntivo che stiamo per approvare”.

LA STIMA DEI COSTI

“Noi abbiamo avuto il coraggio di affrontare queste problematiche e ci siamo posti il problema: quanto ci vuole per mantenere in vita questa scuola?”. Il primo cittadino ricostruisce: “Con l’aiuto di una cooperativa che gestisce una paritaria, esattamente come la Mimì del Torto, l’Amministrazione ha elaborato una stima dei costi attendibile e sulla base di contratti reali, con le varie voci di spesa, compresa quella in favore delle suore perché c’è una convenzione del 2013 che prevede vitto, alloggio e una sorta di indennità alle stesse suore (15mila euro circa). Abbiamo stimato dunque le uscite a carico del Comune, che nella migliore delle ipotesi dovrebbe spendere annualmente 60mila euro, e nella peggiore 120mila euro, denaro che si dovrebbe sommare al contributo del Ministero e della Regione e alle rette a carico delle famiglie”.

Qui sotto i tre prospetti con le varie ipotesi di spesa (per una classe, per due classi eccetera) per il mantenimento della materna paritaria, per chi vuole approfondire.

Quale altro Comune ha una scuola paritaria in cui non si paga la retta? “Nessuno” dice l’assessore Stefania Addesa, che ha incontrato le famiglie per vagliare la disponibilità a pagare una quota variabile – tra 50 e 150 euro al mese – come avviene nelle altre paritarie.

E come è stato possibile che solo ora, negli ultimi tempi, siano emerse queste criticità insormontabili nei bilanci della scuola?

“Grazie al sistema della Istituzione, che si occupava di tre attività diverse e cioè materna, asilo nido e sezione Primavera, i contributi venivano spostati e andavano a coprire debiti della materna, ma è chiaro che si tratta di un sistema che a lungo andare fa venire i nodi al pettine” risponde D’Anselmo. A questo si aggiunge il fatto che le insegnanti finora non sono mai state pagare al 100%: pur di prendere il punteggio che serve per entrare nelle scuole statali, erano disposte a percepire la metà dello stipendio. “Una scuola paritaria può anche farlo, ma una Istituzione controllata dal Comune non può, è controlegge: significa lucrare sulle persone” dice Bellotti. “Questo è stato possibile per via della scelta scellerata del contenitore, cioè l’Istituzione” conclude D’Anselmo.

Il sindaco ci tiene a illustrare le ragioni della scelta. Che sono di natura economica, “non altro”.

“Siamo di fronte a un forte spopolamento, nel 2019 sono stati solo 21 i bambini nati a Guglionesi, e nel 2020 è andata anche peggio. Ma, soprattutto: io devo fare i conti con il diritto allo studio, che nel paese che amministro è garantito dalla scuola materna Statale”. A rafforzare il concetto della non-economicità della Istituzione che eroga un servizio doppione ci ha pensato il revisore dei conti Gianni Leva, nominato dalla Prefettura, il quale ha messo nero su bianco l’invito a valutare l’opportunità di tenere in vita la Mimì del Torto perché “non verrebbero garantiti i principi della efficienza e della economicità” che devono guidare l’azione amministrativa.

Revisore dei conti Mimì del torto

DIRITTO ALLO STUDIO E RETTE PRIVATE

Tanto più che le famiglie non hanno intenzione di sobbarcarsi rette nell’ordine di 100 euro al mese, e hanno già iscritto i bambini alla Statale, dove da settembre ci sarà una terza classe. “La nostra è stata una scelta coraggiosa e la rivendico – dichiara Mario Bellotti -. E’ facile mettere la polvere sotto il tappeto e far finta di niente, scaricando la patata bollente sulla successiva amministrazione. Abbiamo fatto di tutto, aumentando anche il contributo del Comune per la scuola, ma la verità è che l’Istituzione non è sostenibile”. Si chiude per motivi economici, alla luce del fatto che lo stesso sevizio a Guglionesi c’è, ed è rappresentato dalla scuola Statale.

DA MATERNA A CASA DI RIPOSO

Le suore oggi vivono a Castellara, dove sono state trasferite dopo il terremoto del 2018. L’asilo è chiuso per inagibilità. La struttura è di proprietà del Comune di Guglionesi, che lo ha avuto come donazione da un privato. “Nell’atto di cessione c’è scritto che deve essere adibita a scuola materna, ma in base all’interpretazione della documentazione emerge che se la scuola materna non potrà più esserci la struttura comunque resterà nelle disponibilità del Comune. Stiamo acquisendo tutti gli atti conformi all’originale che si trovano in Conservatoria, e comunque sia o in questo modo o con la partecipazione dei donanti stessi abbiamo valutato una strada per valorizzare la struttura e renderla, ancora una volta, utile alla collettività”.

Sarà una casa di riposo, e lo studio di fattibilità è già stato commissionato. “Sarà una cooperativa interessata a investire, ci sarà un intervento privato che sfrutterà i bonus fiscali Sisma e Facciate” dice il consigliere D’Anselmo. Gli ospiti? “Tra i 25 e i 30 – sintetizza il sindaco – e con una ricaduta occupazionale importante per il territorio. La nostra Amministrazione si è spesa per cercare soluzioni immediate, facendo quello che ha fatto l’Emilia Romagna dopo il terremoto. Invece di lasciare il fabbricato così per anni e anni, aspettando che arrivino i soldi del terremoto coi tempi interminabili della burocrazia, ci siamo attivati prima. Questo è a mio avviso quello che deve fare un buon amministratore”.