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Multe e tasse mai riscosse, saltano i bilanci dei Comuni italiani. Disastro al Sud, Molise in rosso al 25%

L’inchiesta de Il Sole 24 ore sulla riscossione fallita in 1300 Comuni italiani (in Molise sono 33) svela una situazione allarmante: sono oltre 930 i miliardi di euro ancora da recuperare, 163 milioni le cartelle esattoriali che si sono perse per strada e 18 milioni i debitori tra cittadini, imprese e professionisti. I buchi nella riscossione vedono il Molise al quinto posto per rischio dissesto finanziario nella classifica nazionale

Riscossione fallita in 1300 comuni italiani: in sostanza un ente locale su 6 (media nazionale) ha i bilanci compromessi dalle mancate entrate che si trascinano da anni se non da decenni. Una montagna di multe mai pagate e di tributi locali mai riscossi che schiaccia i conti pubblici e fa chiudere i bilanci comunali in forte disavanzo, anticamera del dissesto finanziario.

È una inchiesta molto dettagliata quella che il Sole 24 Ore – nella edizione di oggi giovedì 3 giugno – riserva a un tema assai poco popolare ma decisamente fondamentale per la tenuta del “sistema” quale quello della riscossione o meglio: della mancata riscossione di tasse e cartelle.

Italiani cattivi pagatori, specialmente al Sud dove evidentemente gli enti pubblici sono, di riflesso, cattivi creditori. La mancata riscossione coinvolge 18 milioni di contribuenti (persone fisiche, società e professionisti) e vede 163 milioni di cartelle esattoriali in attesa. Una situazione che si trascina da 20 anni perché, hanno scoperto con l’ausilio di dati inoppugnabili gli autori degli articoli, ci sono 930 miliardi di euro ancora da recuperare.

Una somma enorme, costituita in larghissima parte da tasse locali come tributi per la mensa, lo scuolabus e servizi vari e da multe automobilistiche mai state pagate. Nella classifica nazionale la posizione del Molise non è tra le migliori. Sono 33 i comuni molisani in disavanzo, per una percentuale del 24,8% di deficit sul totale. Rispetto al 62% della Calabria è un posto di favore, ma rispetto al nord decisamente no come si evince dal grafico realizzato dal prestigioso quotidiano economico.

Sole 24 ore dissesto

Ancora una volta è il Mezzogiorno la zona grigia dove cumuli di cartelle esattoriali sono sparite, dove miliardi utili ai servizi e alla popolazione sono andati smarriti nelle maglie incerte e nebulose di una burocrazia piena di falle. I mancati incassi si riflettono con i mancati servizi e, come nel circolo vizioso del gatto che si morde la coda, i mancati servizi allontanano i cittadini dall’impegno a contribuire assolvendo al dovere di pagamento.

Regioni come Calabria, Campania e Sicilia non sono riuscite nemmeno lontanamente a pareggiare entrate e spese e ora la situazione è ben più grave perché il rischio dissesto è favorito da una sentenza della Corte costituzionale recentissima che, con un colpo di spugna, ha cancellato per un principio di illegittimità la regola del ripiano in 30 anni dei deficit generati dalla gestione dei prestiti concessi tra il 2013 e il 2015 dallo Stato per pagare vecchie fatture e fornitori. Così ora il rischio dissesto si fa concreto e riguarda anche la nostra regione, al quinto posto con una percentuale del 20% di Comuni che rischiano il default contro la media nazionale del 10%. Non va meglio per quanto riguarda i buchi nella riscossione: il Molise è in rosso al 21,5%, contro, per esempio, il 6,3% della Lombardia, lo 0% della Valle d’Aosta e, in testa alla infelice classifica, il 50% della Calabria e della Sicilia.