Quantcast

Le rubriche di Primonumero.it - In Box

Mobilita elettrica: colonnine di ricarica nel Molise, queste sconosciute

Più informazioni su

    di Oreste Muccilli

     

    La transizione dal motore termico a quello elettrico è ormai una certezza.

    Le vendite di auto ibride e full electric hanno andamenti esponenziali, con un incremento del 355% rispetto allo scorso anno.

    Le riviste di settore dedicano sempre più spazio alle auto elettriche con prove tecniche, recensioni, e test su strada, ma poco si parla delle infrastrutture. In questa mia lettera vedremo più da vicino il variegato mondo delle colonnine per la ricarica di autoveicoli elettrici.

    Le colonnine elettriche si dividono in due grandi famiglie: le colonnine a ricarica lenta in AC (corrente alternata) e le colonnine a ricarica veloce in DC (corrente continua).

    Quasi tutte quelle installate nella nostra regione sono in AC ad accezione dell’unica fast in DC installata a Termoli alcune settimane fa.

    Mi limiterò per adesso a descrivere solo le colonnine in AC, quelle a ricarica lenta.

    Ogni colonnina in AC ha due punti di ricarica. Il primo puo’ avere una presa chiamata 3A per veicoli leggeri (quadricicli e scooter elettrici) che eroga fino ad un massimo di 3,7 kw. Il secondo punto di ricarica può avere una presa per automobili chiamata Tipo 2 (Type 2) che eroga fino ad un massimo di 43 kw. Entrambe le prese sono in corrente alternata. La nomenclatura ufficiale chiama la Type 2 a ricarica accelerata (quick), ma per noi utenti resta comunque e sempre una ricarica lenta. Tradotto in pratica, sono necessarie alcune ore per poter ricaricare la batteria di un’auto.

    Ad una prima superficiale analisi le colonnine in AC potrebbero apparire obsolete e tecnologicamente antiquate, invece al contrario, esse svolgono una importantissima funzione. Sono complementari alle colonnine veloci (fast) in DC. Sta di fatto che, numericamente, queste a ricarica lenta sono il 96% del totale delle oltre 10.000 colonnine installate su tutto il territorio nazionale.

    Allora vediamo quali sono i vantaggi che hanno decretato il loro successo sul mercato.

    Sono colonnine molto economiche dal costo di qualche migliaio di euro. Sono piccole, poco invasive e si integrano bene nell’arredo urbano. Le troviamo prevalentemente all’interno delle nostre città o paesi, vicino a punti di interesse come musei, centri storici, porti nautici, oppure centri commerciali o centri città. Non sono munite di cavi di ricarica, si utilizzano invece i cavi in dotazione alle auto. Infine, un ulteriore ma importante vantaggio delle ricariche lente è che sono ben tollerate dalle batterie delle auto elettriche.

    Raramente queste colonnine vengono utilizzate dai residenti che hanno un proprio garage dove poter ricaricare. I motivi sono principalmente due, la comodità ed il costo che a casa risulta essere dimezzato rispetto alla più economica colonnina pubblica.

    Nelle nostre abitazioni il costo è di circa 0,20 € a kw, mentre invece in una colonnina pubblica i prezzi partono da 0,38 € a kw per una ricarica lenta, 0,50 € per le fast  fino ad arrivare a 0,78 € a kw per le ultrafast. Va detto anche che i vari gestori di energia elettrica offrono abbonamenti con tariffe molto convenienti, per favorire anche i tanti che non hanno la possibilità di ricaricare a casa e che devono fare affidamento solo sulle colonnine pubbliche.

    Comunque, ad oggi, gli utilizzatori più assidui delle colonnine sono spesso automobilisti che si trovano lontano dalle proprie abitazioni, quindi prevalentemente turisti e persone che soggiornano per motivi di lavoro o affari provenienti da fuori regione. Arrivano in Molise con la batteria scarica, ed hanno quindi la necessità di ricaricare. Sfruttano l’apparente svantaggio di una ricarica lenta a loro vantaggio, e vediamo come.

    Un esempio classico potrebbe essere il turista che arriva a Campobasso. Egli vorrà visitare il centro, molto probabilmente metterà la sua auto in carica alla colonnina in Via Milano, vicino al corso.

    Visiterà la città, una passeggiata nel centro storico, una consumazione al bar, intanto è trascorsa qualche ora, forse anche due o tre. A questo punto il turista può disconnettere il cavo di ricarica dalla colonnina perché la batteria è carica.

    Oppure il caso del turista o del lavoratore che arriva in albergo in tarda serata. Lascia in carica l’auto durante la notte ad una colonnina AC, e al mattino seguente la batteria è carica.

    Ad ulteriore prova basti prendere ad esempio il lungimirante impiego delle colonnine a ricarica lenta nella Repubblica di San Marino.

    Questo piccolo Stato, come noi tutti sappiamo, basa principalmente la sua economia sul turismo.

     San Marino non ha nessuna colonnina fast o ultrafast, ma sono rigorosamente tutte colonnine gratuite a ricarica lenta in AC. Un motivo ci sarà. Avrete intuito bene il perché di questa strategia. Il turista arriva a San Marino, mette in carica la propria auto gratuitamente, trascorre il tempo visitando musei, negozi e consumando qualcosa al bar oppure pranzando al ristorante. Una volta terminato il tour va via con l’auto carica.

    In altre parole ci si avvale delle colonnine a ricarica lenta in AC quando l’auto non viene utilizzata. Consideriamo che nella media nazionale per il 90% del tempo della vita delle nostre automobili, queste rimangono ferme nei garage o nei parcheggi.

    Al contrario invece, una colonnina a ricarica lenta è del tutto inutile se posta lungo una statale, o ancora peggio in un’area di servizio autostradale. In questi casi si ha la necessità di dover ricaricare l’auto il più velocemente possibile per poter proseguire il viaggio.

    In questo contesto entrano in gioco infatti le colonnine a corrente continua (DC) a ricarica veloce, (fast) o quelle di ultima generazione chiamate Ultrafast HPC (High Power Charger) che riescono a ricaricare le batterie in qualche decina di minuti.

    Un caso da non imitare è per l’appunto quello di Isernia. Questo nostro capoluogo di provincia ha due colonnine a ricarica lenta, lontane alcuni chilometri dalla città, precisamente una sulla Statale 85 e l’altra sulla Statale 17.

     La domanda sorge spontanea: come si può pretendere che un automobilista aspetti per ore la ricarica della propria auto, stando a bordo strada dove tutt’intorno c’è il nulla??

    In questo contesto dovevano essere installate delle colonnine fast, o meglio ancora ultrafast (HPC). Grazie a queste velocissime colonnine HPC, qualche decina di minuti di attesa per la ricarica, e il viaggio può proseguire senza alcun disagio.

    In estrema sintesi: nei piccoli paesi molisani, sarebbero da installare solo colonnine a ricarica lenta. Nelle città molisane, molte, tante colonnine a ricarica lenta con alcune colonnine fast.

    Fuori dalle città, sulle autostrade, sulle statali oppure vicino agli svincoli autostradali, solo colonnine fast, o meglio ancora ultrafast (HPC).

    Più informazioni su