Quantcast

La “movida violenta” è anche di coppia: calci e pugni in un bar fra fidanzati. Aumentano le risse fra giovani

E’ accaduto in un paese del BassoMolise alcuni giorni fa: un ragazzo e una ragazza si sono picchiati in un locale pubblico, e lei naturalmente ha avuto la peggio riportando anche un dito fratturato. Ma non è seguita una denuncia di parte e il caso non è (ancora) oggetto di indagine. E’ solo l’ennesimo episodio riferito dalle cronache in questo periodo segnato da un fenomeno che passa sotto il nome di “malamovida” e che trova le sue micce esplosive nell’abuso di alcol, sostanze e, a detta di molti esperti, nello stress da lockdown che ha colpito soprattutto i ragazzi.

Il Molise non è esente da episodi di violenza, come la cronaca ha spesso confermato riferendo di risse, litigi, tafferugli, aggressioni. Tra i vari episodi accaduti ce ne sono alcuni che non sono oggetto di indagine perché viene meno il presupposto fondamentale ad avviare gli accertamenti delle forze dell’ordine: la denuncia di parte.

Tuttavia in un posto piccolo in cui ci si conosce praticamente tutti non è difficile apprendere di casi di cronaca da fonti diverse da quelle ufficiali. E’ il caso, per fare l’ultimo esempio in ordine di tempo, di un brutto litigio accaduto nel luogo pubblico per eccellenza di questi tempi che è il bar in un paese del BassoMolise.

Alcuni giorni fa, all’esterno del locale che già ha ospitato “scazzottate” recenti, due fidanzati se le sono date di santa ragione e ad avere la peggio, ovviamente, è stata la ragazza. Il litigio di coppia è esploso con violenza al punto da innescare la reazione dello stesso gestore e di un paio di avventori, intervenuti per dividere la coppia ed evitare conseguenze più drammatiche.

Dalle parole – e dagli insulti – i due sono passati ai fatti, con tanto di sedia scaraventata sull’altro, capelli strappati e calci e pugni, che hanno lasciato segni in particolare su di lei, più fragile e meno forte fisicamente. Succede sempre quando la violenza si consuma fra due persone di sesso diverso: l’esito è fin troppo facile da pronosticare se non altro per le diverse condizioni di partenza di un uomo e di una donna. E infatti, come accade sempre, anche stavolta a farsi male è stata la ragazza che però ha preferito – almeno fino a questo momento – non rivolgersi ai carabinieri.

Se ad alimentare la violenta lite sfociata in una violenza fisica esplicita sia stato l’alcol che stavano consumando e avevano consumato per alcune ore – era quasi scattata l’ora del coprifuoco – oppure fattori diversi, nessuno può dirlo anche se è una ipotesi probabile. Una considerazione inevitabile che balza agli occhi è legata all’aumento di episodi di violenza in questi ultimi giorni, consumati dal quartiere di San Lorenzo a Roma ai navigli di Milano per arrivare alle vicine San Salvo e Vasto, dove, in prossimità della stazione ferroviaria, c’è stata una terribile rissa con coltello e feriti che ha coinvolto una quarantina di giovani.

Ci sono stati due arresti e sono state avviate riunioni straordinarie delle forze dell’ordine convocate dalla Prefettura per cercare una soluzione condivisa. Ma quale? Il codice penale, che punisce con il carcere aggressioni, lesioni, atti di violenza fisica diversificati, non è un deterrente sufficiente spesso a fermare in tempo i peggiori istinti e il sangue che ribolle nel cervello per i motivi più futili. E i controlli annunciati, certamente intensificati man mano che si allentano le misure e si torna a sperimentare la normalità della movida, sono soluzioni tampone a posteriori. Difficile pertanto individuare una soluzione valida rispetto a un problema che si muove sul terreno scivoloso dell’abuso di alcol e sostanze che interessa con sempre più decisione le fasce anagraficamente più giovani unita alla disinibizione sociale rafforzata, alla mancanza di quello che un tempo si chiamava “il senso di vergogna”.

E a questi si aggiungono le conseguenze, sul piano psicologico, della pandemia: diversi esperti comportamentali parlano, in riferimento proprio agli episodi di questi giorni, di stress post covid causato dallo stravolgimento prolungato della vita, dalla perdita di riferimenti sociali importanti e da un senso di estrema precarietà che colpirebbe in modo particolare i giovani.  (mv)