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Dopo l'impugnativa del governo

Iorio riapre il fuoco contro Toma dopo la bocciatura del Governo: “Mai tanta umiliazione per la Regione”

L'impugnativa alla Legge di stabilità e al bilancio di previsione riaccende le polemiche nel centrodestra. Il giudizio dell'ex governatore è durissimo

Non solo le opposizioni, anche il consigliere dissidente Michele Iorio esprime un giudizio durissimo sulla bocciatura del Governo alla Legge di Stabilità e Bilancio di Previsione della Regione Molise: “Mai, prima d’ora, un governo regionale ha ottenuto tante bocciature”. 

L’ex governatore non perde occasione per rimarcare ancora una volta le critiche nei confronti del capo della Giunta regionale Donato Toma: “Agli inizi di giugno la “punizione” da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha interdetto il presidente della Regione Molise dall’effettuare nomine per tre mesi. Ora il governo nazionale che impugna sia la legge di stabilità della Regione Molise che il Bilancio. E’ chiaro che nell’ente Regione c’è qualcosa che non va”.

Anche Iorio ricorda che in Aula aveva espresso le sue perplessità sulle leggi ora impugnate: “Non conosco ancora i motivi della decisione del Consiglio dei Ministri, ma posso immaginarli visto l’andamento del dibattito in aula lo scorso aprile quando io e la collega Aida Romagnuolo abbiamo deciso di astenerci e non votare quelle leggi che non avevano avuto neppure il lascia passare dei revisori dei conti”.

Il Governo boccia la legge di Stabilità e il bilancio di previsione della Regione Molise, paralisi sui conti

 

Infine, il siluro: “E’ lampante che la sordità a qualunque campanello d’allarme deriva soprattutto dalla supponenza e dalla superbia di chi non vuole ascoltare alcun consiglio e pensa di poter fare tutto da solo, forte della propria protervia”, dice Iorio riferendosi a Toma.

“Il Molise dell’ultimo decennio non è quello che avevo immaginato e, soprattutto, non è la regione che ho lasciato con un’eredità che avrebbe dovuto rappresentare un volàno per l’intero ventennio futuro. E’ stato invece disperso un patrimonio politico e culturale che si dovrà necessariamente ricostituire per poter andare avanti”.

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