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Giovani protagonisti del Vaccine Day. “Una generazione lucida, che riscatta le angosce e i dubbi dei più vecchi” foto

Reportage dal Vax Day del Molise, dedicato al preparato monodose della J & J e preso d'assalto soprattutto dai 30enni. Il clima, le reazioni, le interviste dai punti di somministrazione della città adriatica, la più reattiva in quanto ad adesioni, e del capoluogo di Regione.

Per i loro genitori, che hanno un’età compresa tra i 65 e i 75 anni, il vaccino è stato un momento infarcito di tensione, dubbi, perfino tentennamenti. Me lo faccio? Quale mi fate? Astrazeneca? Non lo voglio. E se poi sto male? “Non immagina quante ne abbiamo sentite, di ogni colore – dice un medico vaccinatore – E che fatica convincerli che i vaccini sono tutti sicuri, se no non li somministreremmo…”

Vaccine day vaccino giovani termoli 8 giugno

Fortuna che oggi tocca ai giovani, e a quanto pare loro di remore non ne hanno. “I vaccini sono tutti uguali, in termini di sicurezza, altrimenti non li avrebbero approvati” spiega Stefano, 35 anni, di Petacciato. Il Janssen però, ovvero il farmaco che viene somministrato oggi 8 giugno a Campobasso, Isernia e Termoli per il primo Vax Day del Molise, ha anche il vantaggio di prevedere una unica dose.

“Me lo faccio una volta e mi tolgo il pensiero, anche perché voglio tornare il prima possibile alla normalità e ho il desiderio di viaggiare, ho resistito fin troppo” commenta Martina, termolese, al Palairino.

“Non sono affatto spaventati, non hanno nessuna angoscia e le domande che ci pongono sono quelle di persone documentate e consapevoli, che hanno letto molto materiale in merito” dice la dottoressa Lucia Iannaccone, ormai un volto noto al palazzetto con l’inconfondibile caschetto nero corvino. “Stiamo andando perfino in anticipo sui tempi, penso che finiremo prima del previsto le 450 dosi prenotate per oggi”.

Un numero record, come l’altro – 350 – dell’ospedale della Croce Rossa. In entrambi i punti il clima è rilassato, sereno. “Finalmente” “Era ora” “Non vedevo l’ora, basta vivere con queste limitazioni” “Che sollievo oggi”.

Niente a che vedere con le reazioni delle generazioni che li hanno proceduti, con i commenti di invocazione celeste (“oddio, speriamo bene”, “che dio ce la mandi buona”), quasi che il momento della vaccinazione potesse essere una lotteria delle trombosi o di chissà quali rischi non meglio precisati orecchiati in qualche conversazione di mercato o su qualche canale tv con trasmissioni anacronistiche.

I cittadini che sono riusciti a prenotarsi ieri mattina, tra le 8 e le 9 (le 2mila dosi di Johnson e Johnson disponibili sono state esaurite a tempi di record), attendono il loro turno con volti rilassati. La maggior parte ha tra i 30 e i 40 anni, ma ci sono anche persone più giovani, addirittura dei ventenni. Solo qualcuno più anziano.

Tutti già prenotati su altre piattaforme dedicate per fasce d’età e in attesa di essere chiamati. “Quando ho saputo di questa opportunità ho pensato di provarci per accelerare i tempi. Sono stato fortunato” dice Alberto, 32 anni.

Tutti in attesa con il numeretto in mano, conoscono alla perfezione la procedura, probabilmente perché molti di loro hanno già fatto le adesioni per i familiari. “Si viaggia spediti – dice una ragazza che depenna i nominativi man mano che arrivano all’ingresso del Palairino – perché questi sanno benissimo come funziona e arrivano tutti coi fogli già compilati”. Le anamnesi, cioè le interviste coi medici prima della puntura sul braccio? “Sanno praticamente tutto, rischi, effetti collaterali, sono consapevoli che potrebbero avere un po’ di dolore al braccio o di febbre e lo mettono in conto senza fare storie” riferiscono i medici, anche loro contagiati dall’atmosfera distesa della giornata.

E’ Termoli la città del Molise che ha avuto in assoluto un maggior numero di preparato Janssen. La piattaforma era aperta a tutti, e solo a esaurimento delle duemila dosi (in meno di un’ora) il sistema ha elaborato l’algoritmo per raggruppare vaccinandi in base alle residenze e alla destinazione quindi nei punti vaccinali più vicino. Si è scoperto, così, che la cittadina adriatica è la stata la più reattiva e anche quella alla quale, in rapporto al numero di abitanti, è stato inviato il maggior numero di dosi.

La dottoressa Iannaccone sorride dietro la mascherina: “L’interesse dei giovani è una bella, bellissima notizia per noi medici. I giovani riscattano le angosce ascoltate da persone molto più anziane di loro, e fanno ben sperare per il futuro”.

“Finalmente ecco una generazione che non ha paura delle armi di salvezza di massa, la scienza e la medicina” le fa eco un volontario in servizio d’ordine.

A Campobasso, nei due centri scelti per la somministrazione del farmaco prodotto da Johnson & Johnson (l’ospedale Cardarelli e la Cittadella dell’economia, perché nel terzo punto allestito al Palazzetto dello Sport dell’Università oggi si fa Astrazeneca), sono circa 700 le dosi di Janssen programmate. Nel presidio ospedaliero di Contrada Tappino e nella struttura di Selvapiana, chiacchierando con chi è in coda, si respira lo stesso senso di liberazione che ha caratterizzato, il 2 giugno scorso, il vax day dei maturandi.  Davide, 38enne di Campobasso, auspica un veloce ritorno alla normalità: “Possiamo finalmente rivedere e riabbracciare i nostri cari senza i timori di un contagio. E poi ovviamente possiamo pensare alle vacanze estive”.

Chi ha scelto di prenotarsi due giorni fa quando sulla piattaforma è stato aperto lo spazio dedicato al Vaccine Day lo ha fatto con la consapevolezza di scegliere l’unico monodose attualmente a disposizione contro il covid, un vantaggio che ha fatto la differenza e che ha indotto tanti trentenni a prenotarsi. “Ho avuto un paio di intoppi sulla piattaforma, poi sono riuscito a prenotare il vaccino e in poche ore ho ricevuto la convocazione qui alla Cittadella dell’economia”, spiega Bruno. “Con la vaccinazione possiamo stare sicuri”.

Davanti all’ingresso del punto vaccinale ci sono anche giovani genitori e il consigliere regionale M5S Angelo Primiani. Scambia con noi qualche battuta. “Vedi? Non ho saltato la fila”. All’ospedale Cardarelli intravediamo un altro esponente M5S, è l’assessore comunale Simone Cretella.

Ci sono tanti ragazzi, anche qui. Qualcuno ha poco più di 20 anni, come il giovane di 24 anni che si ferma qualche minuti  con noi: “Ora posso stare più tranquillo. Avrei potuto prenotare il vaccino dal 5 giugno ma poi ho preferito cogliere questa occasione”.

I giovani non si sottraggono alle domande. “Certo che ho fiducia nella scienza, questi vaccini rappresentano la nostra via d’uscita da una pandemia che minaccia il nostro futuro”. Qualcuno si lascia andare a una battuta di spirito: “Sono single ma non vorrei, questo è l’unico sistema per trovare un amore che non sia platonico di questi tempi…”.

Oggi di no vax nemmeno l’ombra, ovviamente. “Sui social si leggono certe stronzate, guarda, ma noi abbiamo la possibilità di informarci e lo facciamo. E se siamo qui è perché siamo informati a dovere” sintetizza Francesca, campobassana anche lei. Ai loro coetanei che nutrono un pregiudizio sul vaccino ipotizzando mutazioni genetiche e indebolimento del sistema immunitario a lungo termine risponde Fabio, che ci chiede di omettere la foto e le generalità complete: “Non mi va di espormi per quello che sto per dire, ma lo voglio dire lo stesso. E parlo a quelli che ci accusano di essere creduloni, di esserci fatti terrorizzare dal covid, di fare le cavie. Ma scherziamo? Finora vi siete fatti tutto quello che ci capitava sotto tiro, vi siete sniffati pure la calce e vi siete fumati il veleno per topi, e ora ci venite a fare la lezione sui rischi da vaccino? Ma per favore…”. E’ la sintesi, un tantino edulcorata, di un messaggio a conti fatti inattaccabile. Buongiorno, second life.