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Basso molise

Guardie mediche notturne e festive, sostituti introvabili e turni disumani: dottore costretto a fare 24 ore no stop

Succede a Campomarino, dove un medico è stato costretto a lavorare per due turni consecutivi di 12 ore l'uno. Questo perchè non si trovano dei sostituti e non si riesce a garantire una 'umana' turnazione. La questione delle Guardie Mediche in Basso Molise continua ad essere oltremodo critica

Nemmeno le guardie mediche notturne e festive in Basso Molise trovano pace. Troppo pochi, talmente pochi, gli operatori disponibili che sono costretti a fare fino a 14 turni al mese di 12 ore e oltre. Come successo a Campomarino, dove il medico ha dovuto fare per due giorni consecutivi due turni da 12 ore perchè non c’era un sostituto.

Peraltro le sedi di Termoli (in via del Molinello) e di Campomarino sono inaccessibili perfino ai disabili e attrezzate malamente, con criticità che si trascinano da ben 14 anni.

Nel 2007 fu sottoscritto l’accordo e la Regione Molise si impegnò a metterle in sicurezza. Indovinate? Obbligo disatteso. L’aggravante ora è la carenza di medici e di conseguenza la impossibilità a mettere insieme i turni mensili per garantire la continuità assistenziale.

“Ormai da decenni i dottori hanno lasciato il servizio senza essere rimpiazzati – denuncia Giancarlo Totaro che sottolinea la grande difficoltà a trovare i sostituti -. Incredibilmente da diversi lustri, almeno dal 2007 e cioè l’anno del rinnovo del contratto, non sono stati più pubblicati i concorsi e quindi non ci sono state nuove assunzioni”.

Che estate ci aspetta anche da questo punto di vista? Il servizio è utile, per non dire indispensabile ma di sicuro chi gestisce la sanità in Molise sembra fare il possibile per rendere inappetibile la permanenza dei professionisti in questo territorio. Non solo le sedi sono malmesse ma da due anni è stata pure sospesa ingiustamente l’erogazione di una indennità (invece legittima) che tarda a essere ripristinata. “In queste scadenti condizioni e con questi miseri riconoscimenti economici – aggiunge il dottor Giancarlo Totaro – è chiaro che i medici si dedicano ad altri servizi meglio pagati e meno rischiosi. E la conseguenza è che va in crisi il servizio di continuità assistenziale, uno dei principali pilastri dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e della medicina territoriale”.

E così l’estate arriva in queste condizioni: i medici titolari si devono sottoporre a turni massacranti che si prolungano oltre le 12 ore consecutive. Scontato chiedersi come, con questi presupposti, saranno istituiti i servizi aggiuntivi di guardia medica turistica e le prestazioni 118. Che succederà in un territorio che triplica e quadruplica la sua popolazione nei mesi di luglio e agosto?

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