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Green pass, ecco come fare. Richiami in vacanza, Toma: “Saranno potenziati i centri vaccinali a Termoli e in Alto Molise”

Tutte le novità della campagna di immunizzazione nella nostra regione. "Il green pass è operativo - spiega il presidente Toma - ma stiamo verificando che sia agevole a tutti l'accesso al fascicolo sanitario". Al vaglio anche il coinvolgimento dei farmacisti. La Regione si sta organizzando poi per offrire la possibilità di fare la seconda dose ai vacanzieri, mentre sul preparato anglosvedese il governatore rivela: "Astrazeneca? Noi avevamo già bloccato la prima somministrazione a chi ha meno di 60 anni".

I dettagli devono essere definiti ma le soluzioni per ottenere il green pass e la seconda dose del vaccino in vacanza sono sul tavolo della Regione Molise e della cabina di regia che si occupa – tra le altre cose – della campagna di immunizzazione.

Innanzitutto, “il green pass in Molise è già operativo”, mette in chiaro il governatore Donato Toma rispondendo ai giornalisti a margine della cerimonia ‘Ambasciatori del Molise nel mondo’ alle domande sulla certificazione che questa estate sarà fondamentale per poter viaggiare, partecipare ai matrimoni e ad altre cerimonie, ma anche per poter andare a trovare un proprio caro ospite in una residenza sanitaria.

Francesca Colavita ambasciatrice del Molise e dei molisani nel mondo

“Stiamo verificando che l’accesso al fascicolo sanitario sia agevole per tutti. Attualmente occorre il codice spid ma noi vorremmo che le credenziali a disposizione di coloro che devono accedere al loro fascicolo personale siano anche attribuibili attraverso i farmacisti. Stiamo concludendo l’accordo con loro”, spiega. In pratica, esplicita il capo della Giunta, “si potrà andare dal farmacista di fiducia per ottenere le credenziali per l’accesso informatico al fascicolo sanitario elettronico. Anche io farò la prova questo pomeriggio”.

Quindi, per scaricare il green pass bisognerà avere il codice spid, ossia l’identità digitale pubblica (composta da username e password) che si può richiedere gratuitamente anche all’ufficio postale. Poi occorre collegarsi tramite Internet al fascicolo sanitario elettronico che prima deve essere attivato (sul sito Asrem a questo link tutte le informazioni: https://www.asrem.gov.it/servizi-per-il-cittadino/fascicolo-sanitario-elettronico/). Per chi non lo ricordasse, il fascicolo sanitario elettronico è la raccolta on line di dati e informazioni sanitarie di ogni singola persona, lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria. 

“Il fascicolo sanitario elettronico – leggiamo sul sito dell’Asrem – consente a ciascun cittadino di avere sempre a disposizione le proprie informazioni sanitarie e socio-sanitarie che lo riguardano (dati dell’assistito, referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, dossier farmaceutico, consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti)”.

 

Il secondo nodo da sciogliere riguarda i richiami in vacanza. Un argomento molto sentito dal momento che chi deve sottoporsi alla seconda dose del vaccino sta programmando le vacanze in virtù di questa possibilità, ossia ricevere il farmaco anti-covid mentre è in villeggiatura.

“I richiami devono essere un’eccezione, non possono essere un fatto di comodità perchè altrimenti stravolgeremmo tutta la catena delle consegne dei vaccini, come ha anticipato il generale Figliuolo”, puntualizza il governatore. “Fatte queste premesse, ci organizzeremo per offrire questo servizio e vaccinare coloro i quali faranno una permanenza lunga potenziando i centri vaccinali di Termoli e dell’Alto Molise, dove d’estate la permanenza dei vacanzieri è elevata”.

Inoltre, in queste ore al vaglio della Regione Molise c’è anche la rimodulazione della campagna di immunizzazione: un passaggio necessario dopo le decisioni del Ministero della Salute e la circolare del Comitato tecnico scientifico su AstraZeneca.

Ufficiale: AstraZeneca solo sopra i 60 anni. La seconda dose per i più giovani sarà con altri vaccini

 

In realtà non ci saranno troppi sconvolgimenti spiega il presidente Toma: “Nella nostra regione la cabina di regia, guidata in maniera egregia dal commissario Flori Degrassi, aveva già bloccato la somministrazione di AstraZeneca alle persone che hanno meno di 60 anni (in realtà ci risulta che alcune prime vaccinazioni di persone con un’età compresa tra i 50 e i 60 anni siano state inoculate, anche se si tratta di pochi casi, ndr). Per questo la nostra rimodulazione sarà leggera. Speriamo che non si riducano le consegne di Pfizer e Moderna perchè sono i vaccini che utilizzeremo maggiormente anche per fare le seconde dosi”. Le dosi Vaxzevria somministrate recentemente erano perlopiù richiami di chi aveva già fatto la prima dose con quel vaccino (soprattutto personale scolastico e forze dell’ordine).

 

Ieri inoltre il Comitato tecnico scientifico si è pronunciato anche sul vaccino Johnson&Johnson: a differenza di AstraZeneca, non sarà precluso agli under 60 ma viene ‘raccomandato’ agli ultrasessantenni. Pur avendo analogie con il vaccino AstraZeneca (si tratta infatti di due vaccini a vettore virale, ndr), al momento i dati “non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen, connotato dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione”, si legge nel verbale del Cts. Ma “l’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo il vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio attraverso le procedure di farmacosorveglianza e vaccino-vigilanza”.

Ad ogni modo anche “il vaccino Janssen viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Cts di Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”.

Invece, i circa 900mila gli italiani sotto i 60 anni che hanno fatto la prima dose di vaccino con Astrazeneca ora dovranno effettuare il richiamo con Pfizer o Moderna. I richiami, come è stato chiarito nella circolare del Ministero della Salute, andranno effettuati rispettando il lasso di tempo inizialmente previsto per Astrazeneca, dunque 8-12 settimane dopo la prima dose. (Sp)