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Fiat Stellantis, ancora cassa integrazione. Senza Piano industriale regna l’incertezza, ma a settembre via libera al motore ibrido

Atteso nelle prossime settimane l’incontro fra i vertici del gruppo automobilistico e i sindacati che chiedono chiarezza sul destino dello stabilimento di Termoli dove dopo l’estate partirà la nuova lavorazione del propulsore ibrido ma a giugno e luglio il settore cambi andrà ancora in Cig

Giugno e luglio saranno ancora mesi di sofferenza per la Fiat di Termoli dove sono stati annunciati ulteriori periodi di cassa integrazione, almeno per il settore cambi. Solo da settembre ci sarà una prima importante svolta con la produzione del motore ibrido che doveva essere avviata prima dell’estate ma è slittata.

La crisi del mercato automobilistico, legata all’emergenza Covid e al fatto che oggi l’acquisto di un’auto non è certo una priorità per molti, ha portato i vertici di Stellantis a rinviare di qualche mese la produzione che a regime porterà lo stabilimento di Rivolta del Re a sfornare circa 2mila nuovi propulsori al giorno.

Ma in attesa di questo radicale cambiamento, che porterà di sicuro lo spostamento di operai attualmente impiegati in altre lavorazioni o richiamati dalla cassa integrazione, l’azienda ha deciso di far ricorso nuovamente alla Cig al settore cambi, quello che attualmente vive nell’incertezza maggiore. La cassa integrazione è stata decisa per il C520 dal 7 giugno al 20 giugno e dal 1 luglio al 4 luglio. Nei primi quattro giorni del mese prossimo in Cig anche i lavoratori del cambio C546.

Decisioni che hanno spinto i sindacati e in particolare la Uilm di Termoli, a chiedere un incontro urgente ai vertici aziendali. Confronto che dovrebbe avvenire entro la metà del mese, quantomeno per avere maggiore chiarezza sul futuro dello stabilimento del Nucleo industriale.

“Ma la chiarezza arriverà soprattutto dal piano industriale che tuttora non ci è stato presentato. Senza quello è difficile fare previsioni” avvisa Francesco Guida, della segreteria territoriale Uilm. “Sicuramente lo stabilimento di Termoli può dare ancora molto”.

Di certo vanno intavolati discorsi riguardo il futuro della produzione, in previsione di un passaggio all’elettrico che non potrà che essere graduale. Attualmente infatti la produzione riguarderà solo l’ibrido, anche perché per il ‘full electric’ l’Italia appare ancora molto indietro a cominciare dalle infrastrutture, sia come capacità della rete elettrica nazionale, sia per carenza di colonnine di ricarica lungo la Penisola. Per Termoli invece occorrerà rimodulare quella che è l’attuale produzione dei cambi, mentre il cambiamento è più vicino per il settore motori.

Ma un altro ragionamento strettamente termolese è quello sul personale. Non è un mistero che nel corso dei prossimi mesi molti degli attuali lavoratori verranno invitati a lasciare il loro posto tramite i pensionamenti anticipati tramite Quota 100, scivoli pensionistici e incentivi al licenziamento. Un turn over che purtroppo difficilmente vedrà volti nuovi in entrata, visto che per una vera ripartenza del mercato dell’auto occorrerà attendere diversi mesi, se non il 2022.

In questo senso la campagna vaccinale, che Fiat era pronta a realizzare autonomamente in fabbrica ma che il Molise ha preferito declinare, potrebbe dare una spinta in più anche alla ripresa della domanda di nuove auto. Magari ibride con propulsori Fiat Stellantis.