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Festa della Repubblica con gaffe: il presidente del Consiglio regionale sbaglia data. “Ha 87 anni” ma sono 75

"Ha 87 anni ma non li dimostra". Infatti domani la Repubblica italiana ne compirà 75. La gaffe del Presidente Salvatore Micone

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La storia sembra non avere pace quando viene commentata dai rappresentanti istituzionali del Molise. L’ultima in ordine di tempo è la gaffe di Salvatore Micone, Presidente del Consiglio regionale, che in un comunicato stampa diffuso alle redazione giornalistiche in previsione del 2 giugno ha affermato che la nostra Repubblica compie 87 anni.

87? Se così fosse sarebbe nata nel 1934, ovvero nel bel mezzo del ventennio fascista. La data ‘di nascita’ della Repubblica italiana invece, come sanno anche i più piccoli, è il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale (che segnò anche la prima volta del voto delle donne nel nostro Paese) in cui la maggioranza degli italiani si espresse per la forma di governo repubblicana anzichè monarchica.

Testuale si legge che “Il 2 e il 3 giugno del 1946 la maggioranza degli italiani, in un libero referendum che per la prima volta vide partecipi uomini e donne di ogni censo, cultura, provenienza ed età, scelsero, dopo gli orrori e la distruzione della seconda guerra mondiale, di scrivere il futuro dell’Italia con la forma repubblicana, rappresentata sulla scheda elettorale dall’ ‘Italia Turrita’, consistente nella riproduzione del volto di una donna bella e fiera, l’Italia per l’appunto, con sui capelli una corona di torri, a ricordo delle diverse municipalità del paese. Quella donna, bella e fiera, che è la Repubblica Italiana, oggi compie 87 anni, ma è proprio il caso di dire che non li dimostra”. E poi continua ma noi ci fermiamo qua.

Inutile dire che lo scivolone sulla data, che sia legato ad un revisionismo storico ‘made in Molise’ o ad un errore di calcolo matematico, sta già impazzando in rete. Sbagliare una data cruciale per la storia della Repubblica Italiana d’altronde non può e non deve passare inosservato.

La tragicomica gaffe odierna non è poi che una delle tante a cui gli amministratori molisani ci stanno abituando, ahinoi. Proprio ieri l’errore clamoroso del Presidente Donato Toma che, nel ricordare sui social ai suoi corregionali l’ingresso del Molise in zona bianca, ha postato una foto di Barrea, nota località abruzzese.

Sempre il Governatore di recente era inciampato, in occasione della Festa della Liberazione del 25 aprile, sul ruolo dei soldati goumiers. Tanto da attirarsi veementi critiche da parte dell’Associazione nazionale Vittime delle Marocchinate.

Toma elogia l’impegno dei soldati marocchini nella Liberazione. “Errore storico, stuprarono donne e uomini”

Passando ad una gaffe di natura linguistica, come non ricordare ‘i vaccini oculati’ sbandierati in  Consiglio regionale, sempre dal Presidente nel corso di una sua informativa.

Ci siamo limitati ai casi più recenti, citando errori ed orrori che – al di là dello sfottò social – al Molise nuocciono oltremodo. E c’è poco da illudersi che “l’importante è che se ne parli”: del Molise ormai si parla fin troppo, e troppo spesso male. Non c’è da andare orgogliosi.