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Disavventure estive per un parchimetro guasto: aumentano i fessi?

Mercoledì 16 giugno giocava l’Italia, partita da vedere gustando pizza e birra. Arrivato al porto, trovo parcheggio e, come fanno di solito “i fessi” della mia tribù, cerco il parcometro e lo trovo.  Provo a mettere i 2 euro, ma non entrano. Penso di essere “imbranato” e chiedo ad un altro automobilista come si fa, ma questi sorridendo mi dice: ‘guarda che ho provato anch’io, ma non funziona’. Riprovo, ma niente, i denari non vengono accettati e restano incastrati. Lascio la macchina parcheggiata, ma dimentico foto e nome del possibile testimone così come di lasciare un avviso sul cruscotto. Poi, augurandomi il buon senso di possibili controllori, opto per pizza e partita.

L’entusiasmo della piazza mi coinvolge insieme alla buona pizza, ma, tornato all’auto, trovo la temuta multa. Beh, oltre al costo della pizza mi rassegno anche alla multa. La mattina dopo, il 17, “assalito dai venti della tribù dei fessi”, decido di andare a verificare. Anche stavolta niente da fare. Mentre armeggio, arriva un ragazzo e gli faccio spazio, nel caso a lui vada meglio; ma niente, nemmeno lui non riesce ad inserire le monete perché restano incastrate. E, sorpresa, mi sento chiamare ‘Prof.!’ Era uno degli studenti “con e per i quali” ho lavorato nella scuola. Gli faccio la foto, mentre ci riprova, ma il nuovo tentativo non va a buon fine. Scambiamo alcune battute dei vecchi tempi e decido di recarmi dai Vigili Urbani (tempo: 2/due ore circa!)

Il Vigile allo sportello mi invita a recarmi nell’ufficio del gestore in via Argentina perché a suo avviso potrebbero risolvere “la controversia”. Raggiungo via Argentina e non senza difficoltà, dopo un po’ di giri arrivo in ufficio. Qui l’addetto, altro studente antico, mi dice che la prassi formale da seguire è di andare dai Vigili Urbani, riempire il modulo di autotutela ed aspettare l’esito, sperando che giunga prima dei 15 fatidici giorni. Gli dico guarda Marco che i Vigili mi hanno inviato qui per la possibile soluzione immediata … le carte rappresentano un vecchio gioco mai abbandonato per scoraggiare le persone a rivendicare un diritto negato. Ma non è più semplice se verifichi o fai verificare quanto sto affermando e, se confermato, cancellate immediatamente questa proposta di multa?

Risposta:Prof. non posso farci niente. Questa è la regola del codice della strada e … poi c’era anche un altro parcometro! e mi espone norme e modalità da seguire. (tempo: 90 minuti circa, il tempo di una partita!)

La mattina del 18 torno al porto. Il parcometro funziona, ma non trovo l’indicazione che indichi la presenza di un altro marchingegno utile per pagare la tassa di sosta. Mi reco dai VV.UU. e chiedo il modulo di autotutela. Trovo persone che conosco e scambiamo alcune battute a chiacchiere. ‘Stamattina sei il quarto che viene per lo stesso problema … si, vero, la prassi formale è questa, ma è possibile anche la soluzione immediata invitando l’estensore del verbale a verificare …

Effettuato l’atto formale, decido di tornare negli uffici del gestore per sentire eventuali novità. Qui mi viene confermato che è stato riscontrato un malfunzionamento del parcometro, ma devo attendere l’esito della procedura attivata sperando che arrivi nei quindici fatidici giorni. (tempo: 2/due ore circa – Totale 5/cinque ore! In due giorni) … e non è finita.

Non è finita, perché il gestore potrebbe addurre il codice della strada e rivendicare la presenza di un altro macchinario addetto alla riscossione. Poi, se volessi procedere, dovrei impugnare l’eventuale multa dal giudice di pace ed attivare l’azione giudiziaria. Costo tra Avvocato e “sorbetti vari al limone con cannula nel posteriore” circa €.300,00 (trecento euro!) invece degli €.29,40.

Il buon senso e la logica non abitano le norme? Talvolta è così, ma il più delle volte ‘non trovano più alloggio nelle persone’. Ora, mi chiedo: come potrebbe vivere una tale situazione l’ospite desiderato, il fatidico turista, che decida di frequentare la nostra ridente cittadina, senza parlare del vecchietto/vecchietta e il lavoratore che si trovasse in una tale situazione? Ma non è meglio prevenire ed essere tempestivi nei controlli non solo dell’esposizione del ticket, ma anche del funzionamento delle macchinette? Non è meglio istruire i solerti controllori sulla logica del buon senso e del servizio funzionale al cittadino e non solo al raccattamento dei denari?

Mah, continuo ostinatamente a pensare che il buon senso nelle regole riempia queste e la vita di senso

. Nella pedagogia di strada, si chiamano <finestre sane> e quando ciò non accade è facile, oltre che probabilmente lecito, “disubbidire” al breviario delle norme!