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Una cavalcata vincente che proietta Campobasso tra i professionisti: dal Palermo al Bari, che sfide l’anno prossimo

Con 8 punti di vantaggio sulla seconda a 2 giornate dalla fine i Lupi tornano in terza serie a distanza di 32 anni, 8 anni fa l’ultima apparizione tra i professionisti in Seconda divisione. La prossima stagione le avversarie si chiameranno Catania, Pescara, Avellino, Foggia e tante altre

Sorrisi, lacrime, pugni al cielo, occhi ricolmi di gioia. Istantanee di un pomeriggio pazzesco, atteso giorni, mesi, anni: il Campobasso è in serie C. I tifosi lo urlano a squarciagola, lo sottolineano con gli applausi, sono orgogliosi di poter tornare a gridare “Forza Lupi” nella terza serie nazionale. Che mancava da ben 32 anni, cioè dalla retrocessione dalla C1 dell’epoca. Dal professionismo, invece, l’assenza è di otto anni, nel 2013 si lasciò la Seconda divisione, quando era presidente Ferruccio Capone.

Campobasso festeggia a Rieti calcio serie C

L’aria frizzante si respirava da diversi giorni: si era capito che la domenica qualcosa di magico, di speciale, sarebbe potuto accadere. Ed è accaduto. I Lupi hanno battuto il Rieti per 2-1 e hanno approfittato del pareggio del Notaresco fermato dalla Recanatese (rocambolesco 4-4). Proprio ai giallorossi marchigiani in tanti hanno riservato il proprio grazie.

La festa è esplosa un minuto dopo il fischio dell’arbitro che ha sancito il ritorno del Campobasso nel campionato di serie C: un migliaia di tifosi si è riversato nel centro cittadino. Piazza della Vittoria stracolma. Si rivedono i caroselli, sventolano le bandiere rossoblù in una festa collettiva e tanto attesa.

Esultanza rossoblù a Rieti Campobasso serie C

Campobasso tornerà ad affrontare squadroni, piazze storiche del calcio nazionale, sfidate e spesso superate in passato al vecchio e al nuovo Romagnoli. Si parla di Palermo, Catania, Bari, Foggia, Avellino, solo per citare le migliori. Il gotha del pallone che fa tornare indietro i dolci pensieri dei tifosi ma li proietta anche in un futuro roseo. Anzi, rossoblù.

Onore al presidente Gesuè, al socio italo-americano Rizzetta, a tutta la società, lo staff tecnico, a mister Cudini che trionfa per la prima volta in un torneo di serie D ed è il primo allenatore nella storia del Campobasso a conquistare una promozione restando sulla panchina dalla prima all’ultima giornata. Nelle occasioni precedenti (1975, 1982 e 2000) era sempre servito un esonero in corsa: Balleri per Veneranda, Pasinato per Montefusco e Busetta per Anastasio). E naturalmente il plauso più grande va tributato alla squadra.

Serie C Campobasso

Tutt’altra storia, insomma, rispetto ai campionati di serie D giocati spesso e volentieri in campetti senza pubblico, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo in cui la pandemia ha preso il sopravvento. Questa promozione è pure un po’ il riscatto per quanto accaduto dodici mesi fa, quando fu deciso a tavolino di far salire in categoria superiore la prima classificata Matelica a otto giornate dal termine del torneo scorso, lasciando con un pugno di mosche in mano i molisani.

Gioia allo stato puro, allegria da bambini che vedono per la prima volta il mare o segnano il primo gol della propria ‘carriera’ calcistica. Certe emozioni non si descrivono a parole, a parlare sono le immagini, gli occhi inumiditi dall’emozione, i sorrisi seppure nascosti sotto le mascherine che mai come in questo caso sembrano un (doveroso) intralcio. Campobasso, il Molise intero, riconquistano un professionismo che è adeguato alla storia, al blasone e alle ambizioni societarie. La serie C non è più un sogno, è già realtà!