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Bomba carta a Difesa Grande, arrestato il termolese “Terror bomber”. Due gli atti incendiari

La Polizia ha chiuso il cerchio attorno agli autori materiali dell'esplosione in via delle Mimose. Al vaglio degli agenti e della procura di Larino anche un atto incendiario risalente a 3 giorni prima dei fatti avvenuti in via delle Mimose, quartiere di difesa grande. Indagini su mandanti e movente

Un’indagine lampo, efficiente nell’esecuzione ed efficace nel primo altolà: un arresto e una denuncia. Ma si lavora ancora.

La squadra mobile del dirigente Marco Graziano ha eseguito la misura restrittiva (per detenzione di esplosivo) a carico di un 31enne di Termoli, rapper con precedenti specifici per droga ed esplosivi,  appassionato di testi contro la polizia e le forze dell’ordine che è solito cantare e trasmettere sui canali web.

La denuncia a piede libero (per danneggiamento seguito da incendio e minacce) invece è stata emessa a carico di un 25enne, sempre di Termoli e con precedenti per droga.

I fatti sono quelli di via Delle Mimose, in zona Difesa Grande, avvenuti nella notte tra il 4 e il 5 giugno scorsi. Questa mattina nell’aula magna della Scuola “G. Rivera” di Campobasso,  il questore Giancarlo Conticchio, insieme al capo della Procura di Larino Isabella Ginefra, al dirigente della Mobile di Campobasso Marco Graziano, alla dirigente del commissariato di Termoli Maria Concetta Piccitto, ha illustrato i dettagli di un’indagine che nasce la mattina del 2 giugno scorso quando nel tunnel dei garage di una palazzina di via Delle Mimose viene appiccato un incendio. In quel complesso residenziale abita un ragazzo della città adriatica molisana che si trova agli arresti domiciliari per fatti di droga.

Agli investigatori appare subito chiaro che l’incendio è intenzionale perché indirizzato verso la saracinesca del giovane che si trova ai domiciliari. Messo in sicurezza il tunnel, la squadra mobile di Campobasso delegata a condurre le indagini, ha iniziato a lavorare ad alcune immagini acquisite subito dopo i fatti e ad ascoltare decine di persone a sommarie informazioni. A fronte degli elementi emersi in questa fase, l’inchiesta ha subito preso una direzione precisa: il mondo degli stupefacenti.

Poi, a meno di tre giorni dall’incendio, nella notte tra il 4 e il 5 giugno, esplode la bomba carta nella stessa palazzina e sul pianerottolo dove si trova l’appartamento del  giovane costretto ai domiciliari. Ancora gli agenti di Campobasso sul posto insieme ai colleghi del Commissariato di Termoli e quelli della Scientifica che ratificano in certezze quelle che fino a poche ore prima sembravano soltanto ipotesi. Scattano una serie di perquisizioni delegate dalla Procura di Larino e tra queste c’è quella condotta nel garage e nel domicilio del rapper 31enne, con numerosi precedenti per droga ma anche per rapina, aggressione e violenza. Qui gli agenti sequestrano un manufatto artigianale imbottito di esplosivo e  41 candelotti. Materiale che se fatto deflagrare avrebbe potuto causare danni ingenti.

Scatta l’arresto, convalidato in queste ore anche dal Gip di Larino. E poi la denuncia a carico del 25enne. Loro sono gli esecutori materiali dei due atti incendiari che hanno terrorizzato la città di Termoli in questi ultimi giorni. Ma le indagini sono soltanto all’inizio.

“Sì – spiega Marco Graziano – perché ora ci preme capire chi sono gli eventuali mandanti  e le ragioni di queste azioni”. Già, il movente.  Che per ora,  al di là di ipotesi probabilmente legate al mondo degli stupefacenti, resta ancora un mistero.  “Bisogna capire chi c’è dietro – conclude il capo della Procura di Larino -, Se si tratta di criminalità organizzata pugliese, perché certe azioni sono tipiche di quegli ambienti”.