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Astrazeneca, si riparte il 17 giugno solo per gli over 60. Pfizer per tutti gli altri e anche per i richiami. Il Cts: “Mix di vaccini non crea problemi”

Chi deve fare la seconda dose Astrazeneca e ha meno di 60 anni sta per ricevere un sms con una nuova convocazione durante la quale sarà somministrato il Pfizer. E il Janssen? Il Comitato Tecnico Scientifico ha deciso di “raccomandarlo” alle persone con età superiore ai 60 anni, ma con alcune eccezioni.

Restano sospesi i richiami con Astrazeneca fino a mercoledì 16 giugno. Ma dal giorno successivo, giovedì 17 giugno, si ricomincia. Anche perché il Comitato Tecnico Scientifico ha fissato come forbice temporale entro la quale procedere con la seconda dose un periodo tra le 8 e le 12 settimane. Insomma, non si può sforare troppo la soglia dei tre mesi, e dunque la cabina di regia del Molise, che al contrario di altre regioni (la Campania del Governatore De Luca, per esempio) ha stabilito di attenersi alle prescrizioni del Ministero della Salute, ha riorganizzato il piano vaccinale.

In mattinata si è svolta una riunione della Cabina di regia, composta dalla Struttura Commissariale, dalla Direzione Generale della salute dalla Regione Molise e dai vertici Asrem per studiare la Circolare n. 26246 dell’11/06/2021 con la quale il Ministero della Salute ha comunicato che il CTS Nazionale ha assunto due determinazioni: il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) può essere somministrato solo a persone di età uguale o maggiore dei 60 anni di età; le persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età completeranno il ciclo vaccinale con una seconda dose di vaccino a mRNA, cioè Pfizer o Moderna.

Da qui le conclusioni assunte per il Molise, che come anticipato da Primonumero prevedono di stoppare l’uso di Astrazeneca per chi ha meno di 60 anni e di fare il richiamo a chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca con un vaccino a mRna, dunque il Pfizer o il Moderna.

Astrazeneca, il mix dei vaccini divide ma il Molise si allinea a Governo. Intanto richiami stoppati fino a mercoledì

 

Quando? La Asrem comunica questo: “Le persone che risultavano prenotate per la somministrazione della seconda dose di vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) nelle giornate del 14-15-16/06/2021, hanno ricevuto e riceveranno un sms con il quale l’appuntamento per tali giornate verrà disdetto; le persone di età superiore o uguale ai 60 anni di età verranno riconvocate per la somministrazione della II dose di vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) a decorrere dal giorno 16/06/2021 e verrà loro comunicato, a mezzo sms, il giorno, l’ora ed il luogo della somministrazione; le persone al di sotto dei 60 anni di età verranno riconvocate per la somministrazione della II dose di vaccino Comirnaty (Pfizer) a decorrere dal giorno 17/06/2021 e verrà loro comunicato, a mezzo sms, il giorno, l’ora ed il luogo della somministrazione”.

Ai dubbi manifestati da più parti circa la cosiddetta “vaccinazione eterologa” (prima dose con un vaccino, seconda dose con un vaccino diverso) il Comitato Tecnico Scientifico presieduto da Franco Locatelli, nel parere che il ministro Roberto Speranza allega, risponde con una rassicurazione circa la risposta immunitaria e la sicurezza sul piano dell’assenza di rischi, pur ammettendo – cosa che è notoria e che gli esperti non hanno nascosto – che non esistono, allo stato attuale, studi specifici.Benché tutti gli studi registrativi per i vari vaccini siano stati condotti utilizzando due dosi dello stesso vaccino; benchè non siano stati pubblicati, allo stato, studi che includono un elevato numero di soggetti; benchè non siano disponibili studi randomizzati in cui il braccio di controllo è rappresentato da due somministrazioni del vaccino Vaxzevria, si può affermare, sulla base delle evidenze di cui si dispone, che la descritta vaccinazione “eterologa” trova un suo solido razionale immunologico e biologico e non appare essere sconsigliabile né sul fronte della sicurezza (reattogenicità), né su quello della immunogenicità. Infatti, i dati attualmente disponibili, derivanti da studi condotti in diversi Paesi Europei,  indicano la capacità di questo approccio di indurre buona risposta anticorpale e un profilo di reattogenicità nel complesso accettabile e non dissimile da quello osservato somministrando due dosi dello stesso tipo di vaccino”.

circolare ministero Salute e parere del CTS

Ultima incognita alla quale si tenta di dare una risposta è quella rappresentata dal vaccino Janssen, prodotto dalla Johnson & Johnson, monodose e a vettore virale così come Astrazeneca. Il Comitato Tecnico Scientifico ha deciso di “raccomandarlo” alle persone con età superiore ai 60 anni ma più per un principio di cautela stilato partendo dalle analogie di caratteristiche con Vaxzevria che per rischi associati. “Il numero di poco superiore al milione di dosi a oggi somministrate nel Paese e la rarità, anche in ambito Europeo, delle segnalazioni di VITT (eventi trombotici, ndr) a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen, connotato dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione. Il vaccino Janssen viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito da AIFA, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”.

Insomma, un chiarimento che non risolve tutti i dubbi legati alla somministrazione di questo farmaco e che ricorre alla parola “raccomandazione” già utilizzata per Astrazeneca in un passato recente. La Regione Molise, che ha promosso i Vax Day particolarmente gettonati dai giovani proprio con il Janssen, dovrà riservarlo d’ora in avanti a soggetti over 60. Ma alla luce delle parole “interpretabili” degli scienziati ci potranno essere eccezioni, ricordando – ed è la cosa più importante – che tutti i vaccini in uso sono stati giudicati efficaci e sicuri durante la sperimentazione. Oggi, modificato sia il contesto epidemiologico (il virus è molto meno presente e molto meno deleterio) e cambiato lo scenario del piano vaccinale (sono disponibili molte più dosi di Pfizer) è scontato l’utilizzo in via preferenziale dei vaccini a mRna messaggero.                                           (mv)