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Astrazeneca, il mix dei vaccini divide ma il Molise si allinea a Governo. Intanto richiami stoppati fino a mercoledì

Il vaccino AstraZeneca, dopo gli ultimi casi di trombosi, si userà solo per i soggetti over 60. Il Molise si prepara a modificare il piano di vaccinazione sulla base della circolare del Ministero della Salute: seconda dose Pfizer e Moderna a chi ha meno di 60 e ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, "da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose". Da giovedì arriveranno le comunicazioni con il nuovo appuntamento per i richiami.

In seguito al parere del Comitato Tecnico Scientifico dell’11 giugno scorso, il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni. “Sono rinviati pertanto tutti i richiami Astrazeneca previsti, in qualsiasi centro vaccinale molisano, per il 12, 13, 14, 15 e 16 giugno. Le persone riceveranno successivo sms con nuovo appuntamento“. La comunicazione si legge nero su bianco sul sito che ospita la piattaforma per le prenotazioni in Molise.

La Regione si allinea alle disposizioni del Governo che con una circolare di fatto “vieta” (anche se questa parola non viene usata) e non raccomanda più la somministrazione di Astrazeneca, dopo gli ultimi casi di trombosi, alla popolazione che ha meno di 60 anni.

Ufficiale: AstraZeneca solo sopra i 60 anni. La seconda dose per i più giovani sarà con altri vaccini

Vale anche per i richiami, che il Molise sono diverse migliaia e che in modo particolare riguardano la categoria del personale scolastico (2000 sono in attesa di seconda dose) e delle Forze Armate (dove meno di 700 quanti aspettano il richiamo). Tra gli over 60 che non rientrano tra i fragili, tremila circa devono sottoporsi al richiamo Astrazeneca e per loro questo vaccino si farà.

Chi ha meno di 60 anni invece dovrà fare la seconda dose con un vaccino Pfizer o Moderna. Si chiama tecnicamente vaccinazione eterologa ed è stata sdoganata, dopo il no inizialmente fioccato da più parti, sulla base di alcuni studi scientifici che parlano di “buona risposta immunitaria” e “assenza di rischi”.

Si tratta di una modalità che al momento sembra dividere il Paese, complici anche alcune voci non allineate. Tra queste il professor Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’università di Padova, che solo ieri a Mezz’ora in più ha dichiarato: “A questo pasticcio che è stato fatto si cerca di rimediare proponendo la doppia vaccinazione. Personalmente penso che dal punto di vista immunologico scientifico non ci dovrebbero essere problemi, ma rimane il fatto che implementiamo una misura che dal punto di vista sperimentale non è supportata da dati”.

Resta da risolvere anche il problema del consenso informato, ovvero i moduli che i cittadini firmano nel momento in cui si sottopongono alla vaccinazione. La circolare ministeriale fa riferimento alla necessità di adeguarlo, inserendo la doppia vaccinazione sulla base delle nuove direttive.

In queste ore il Molise, attraverso la sua cabina di regia, sta riorganizzando il programma vaccinale che avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibile. I vaccinati sotto i 60 con prima dose di Astrazeneca e in particolare quanti avevano il richiamo programmato nei prossimi giorni riceveranno un sms di sospensione dell’appuntamento, che dovrebbe essere riprogrammato a breve. Per ora i richiami Astrazeneca sono sospesi fino a mercoledì, 16 giugno incluso.

Il mix tra vaccini incontra alcuni ostacoli: il primo tra i governatori italiani a opporsi al cocktail di farmaci è il presidente della Campania Vincenzo De Luca il quale ha commentato: “Le vicende degli ultimi giorni relative all’uso del vaccino Astrazeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale. Occorre ricostruire il rapporto di fiducia verso lo stato, oggi fortemente compromesso. A tal fine sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi”.

“La realtà – ha aggiunto De Luca – è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale”. Auspica “una comunicazione medico-scientifica che faccia capo al solo Ministero della Salute che – dice ancora – che deve assumersi la responsabilità facendo parlare una sola persona incardinata nel Ministero stesso”.

Sotto accusa il livello di “confusione esistente che sta pregiudicando il prosieguo della campagna vaccinale”. Se Lombardia e Lazio – per citare alcune delle regioni più grandi e popolose – hanno deciso all’indomani della circolare di allinearsi alle nuove disposizioni, la Campania ha invece stabilito di “non somministrare più dosi di vaccino a vettore virale, nè Astrazeneca nè Johnson, a nessuna fascia di età”. In questa regione chi ha fatto però la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni può completare il ciclo con una seconda dose di Astrazeneca, ma per i soggetti sotto i 60 anni “non si procede alla somministrazione di un vaccino diverso dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che la Campania invierà al governo”. De Luca, in sostanza, al momento ha bloccato il mix tra vaccini.