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Arrivate quasi 18mila dosi, settimana sprint con 3100 vaccini al dì ma esclusi gli ‘invisibili’. Con lo spettro varianti 

9.330 somministrazioni da lunedì a ieri, mercoledì, in Molise. Al via anche le prenotazioni del vaccino per gli adolescenti ma rimangono esclusi, ancora, i migranti irregolari. La Lombardia aprirà a giorni il sistema di adesione anche per loro e il Ministero - in una circolare - ha indicato il monodose Janssen come il migliore per raggiungere questa fetta di popolazione. Tra varianti Delta e Delta+, destinate a diventare dominanti entro agosto, urge immunizzare tutti

immigrata stranieri invisibili spiaggia venditori ambulanti

Dopo una settimana (quella dal 14 al 20 giugno) oltremodo lenta quanto a vaccinazioni, ecco che da lunedì il Molise ha ripreso il ritmo giusto. 3.159 somministrazioni lunedì, addirittura 3.323 martedì e 2.848 ieri, mercoledì, per una media – calcolata su questi 3 giorni – di 3.110 iniezioni al giorno. Tra gli oltre 9.300 vaccini inoculati in questi ultimi tre giorni, poi, oltre il 39% è andato a cittadini della fascia 60-69. Una fascia con falle ‘incomprensibili’, dove probabilmente si annidano molti scettici del vaccino (no-vax se preferite) ma la cui immunizzazione in Molise sta procedendo bene, con un’accelerata importante proprio negli ultimi 3 giorni (molti sono richiami di chi ha fatto la prima quasi tre mesi fa – se con AstraZeneca – o circa un mese e mezzo fa – se con Pfizer o Moderna).

vaccini età 24 giugno

Ieri, 23 giugno, in Molise è stata consegnata una grossa fornitura di vaccini Pfizer, ben 17.750, che portano il totale dei vaccini arrivati nella nostra regione a più di 279mila. Ma ieri si è raggiunto anche un altro simbolico – ma non solo – traguardo: sono state superate le 250mila somministrazioni totali.

Altra novità, di cui già ieri vi abbiamo informato, è che da oggi la piattaforma dedicata della Regione Molise consente la pre-adesione dei minori della fascia d’età 12-15 anni, mentre a partire dallo scorso 19 giugno hanno potuto prenotare i 16enni e i 17enni. Naturalmente, trattandosi di soggetti minori, è necessaria l’autorizzazione di un adulto che esercita la responsabilità genitoriale.

vaccini 12-15 anni

È dunque oramai aperta a tutti, di qualunque età dai 12 anni in su, la campagna vaccinale in Molise. Ma c’è ancora una fetta di popolazione che rimane esclusa, precludendo di fatto la possibilità di raggiungere l’immunità di gregge che pure nei discorsi delle autorità viene postulata come prossima: a luglio, agosto, settembre, a seconda dei pareri. Ma a rimanere esclusi – viene da dire ‘come sempre’ – sono i cosiddetti invisibili, ovvero chi non possiede i documenti che attestino la cittadinanza e residenza italiana. Pensiamo in particolare agli stranieri, presenti nelle nostre realtà ma – al di là dei casi cosiddetti ‘regolari’ – che sfuggono alla legge e dunque alla copertura di servizi sanitari che, nel caso di una epidemia, sono ancor di più fondamentali.

Difficile avere informazioni aggiornate su queste persone, anche dal punto di vista numerico: l’ultima stima sulla presenza di irregolari in territorio italiano parla di almeno 600mila persone, impiegate prevalentemente nei lavori più umili e in modo particolare come braccianti nei campi. Tante ‘popolano’ anche i nostri territori e ora che l’estate è arrivata tutti noi li vedremo sulle spiagge da noi frequentate o girare tra i tavolini dei ristoranti in cerca di un euro, centesimo più centesimo meno.

Qualche giorno fa il Ministero della Salute, nella sua circolare relativa all’utilizzo dei vaccini ad adenovirus (Astrazeneca e Janssen) aveva giustappunto sollevato la questione, dirimente anche in un’ottica di sanità pubblica, affermando che il vaccino della Johnson&Johnson (l’unico monodose attualmente approvato) potrà essere somministrato anche a persone con meno di 60 anni, diversamente da quanto previsto per il Vaxzevria, in particolare per quanto riguarda la vaccinazione di migranti, senzatetto o residenti in luoghi difficili da raggiungere. Insomma, questo farmaco potrebbe rivelarsi utile per la campagna vaccinale proprio perché, non necessitando di un richiamo, renderebbe più facile il completamento dell’immunizzazione proteggendo anche fasce della popolazione difficilmente raggiungibili anche perchè sovente ‘nomadi’.

La Lombardia ha annunciato – come si legge stamane sul Corriere della Sera – che per gli stranieri in possesso dei codici Stp (Straniero Temporaneamente Presente) e per quelli in fase di emersione che hanno codici fiscali alfanumerici (quelli dati dalla Prefettura) si sta implementando la piattaforma in modo che possano accedervi: entro pochi giorni potranno prenotarsi. Il via libera dovrebbe arrivare a partire da questo weekend. E in Molise? Una decisione in tal senso è quantomai urgente, non più rinviabile.

Il virus, ormai lo sappiamo, muta in maniera rapida e solo la vaccinazione (la prima somministrazione attiva il sistema immunitario ma è solo con la seconda che si garantisce la protezione) può arginarne gli effetti. L’attenzione su tutti è ora sulla variante ‘Delta’, di cui è stato identificata già un nuovo ceppo, differente rispetto alla “madre”. La variante Delta plus si sta diffondendo velocemente in India e ha accumulato mutazioni che le permettono di trasmettersi più facilmente.

Quanto alla diffusione di questa ennesima mutazione genetica del Sars-Cov-2 in Italia, una stima del Financial Times parla addirittura di un 26% e il nostro Paese sarebbe quinto al mondo per la percentuale di casi dovuti alla variante Delta. Focolai sono già emersi in diverse regioni italiane, e l’Istituto superiore di Sanità sta per avviare un nuovo sequenziamento (777 tamponi provenienti da tutte le regioni) che consentirà di aggiornare i numeri della diffusione, e di procedere al consequenziale contenimento. La progressione è evidente già a giudicare da questi dati: dall’1% rilevato il 18 maggio dall’Iss, a metà giugno il ceppo aveva raggiunto il 3,4% dei sequenziamenti nazionali, per salire al 9% pochi giorni dopo. Fra pochi giorni ne sapremo di più ma è verosimile che la variante – dal momento che in Italia il sequenziamento è tutt’altro che puntuale e massiccio nei numeri – sia sottostimata e che la cifra reale sia ben superiore.

D’altronde è una prospettiva ormai difficilmente contestabile, anche perché è nella natura dei virus (quelli a mRNA come i coronavirus in modo particolare) mutare per sopravvivere ed eludere le difese dell’immunità. È perciò chiaro come questa mutazione sia destinata a diventare dominante, sostituendosi alla variante oggi più diffusa, l’Alfa (meglio nota come ‘inglese’). Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie, a fine agosto la ‘Delta’ sarà dominante in tutta Europa e causerà il 90% dei contagi. 

Docet quanto successo in Gran Bretagna, che ha registrato un nuovo picco di contagi, oltre 16mila. Da sottolineare però come il fatto di avere il 60% della popolazione vaccinata ha permesso di limitare il numero di ricoveri e decessi. E anche l’Italia dovrà fare i conti con questa prospettiva, già in nuce. E mettere in campo le necessarie ‘armi’.