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Valorizzare i centri storici? Sciulli: “Si può con programmi particolari in deroga ai piani regolatori”

Le modifiche al Dpr 380 della bozza del Dl Semplificazioni-bis, “incorporano” le indicazioni avanzate dalle Anci Regionali a tutela dei piccoli Comuni.

Con l’articolo18 della bozza di Dl Semplificazioni-bis (testo del 21 maggio) il governo interviene nuovamente sulle norme del 380 che inquadrano gli interventi di costruzione e demolizione nei centri storici già innovate dal primo Dl Semplificazioni del luglio 2020 (convertito dalla legge 120/2020).

“Il punto normativo più avanzato sulla trasformazione del tessuto urbano consolidato – spiega il presidente dell’Anci Sciulli –  resta la possibilità di derogare alle distanze di legge, mantenendo le distanze preesistenti ma modificando altezza e volumetria, a patto che l’intervento sia incluso in uno strumento di programmazione comunale. Mentre il testo vigente del Dpr 380 consente interventi di demolizione e ricostruzione esclusivamente nell’ambito dei piani urbanistici di recupero e di riqualificazione particolareggiati, di competenza comunale, il nuovo testo li permette nell’ambito di appositi piani urbanistici di recupero e di riqualificazione particolareggiati”.

Per Sciulli l’unica differenza che emerge è l’attributo «appositi» riferito a piani e programmi, che sembra suggerire all’ente locale un nuovo orientamento alla pianificazione/programmazione, dedicato e specifico, a valle delle semplificazioni introdotte. Ma la novità più forte sta nel fatto che nella nuova versione del comma, cade la condizione di rispettare le previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale, paesaggistica e urbanistica vigenti. Il testo che si legge nella bozza del Dl Semplificazioni impone solo “la disciplina di tutela cui siano eventualmente sottoposti gli immobili interessati dagli interventi”.