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Toma spinge sui ministri per allentare le misure: “Situazione migliorata e pressione su ospedali scesa, pronti per la Zona Bianca”

Il governatore del Molise Donato Toma d'accordo col ministro Mariastella Gelmini che sta guidando in Italia il fronte delle aperture e che questa mattina ha incontrato da remoto i presidenti di Regione e il ministro alla Salute Speranza per fare il punto.

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“I tempi sono maturi per una revisione dei parametri di valutazione del rischio epidemiologico, soprattutto in considerazione dell’avvio della stagione turistica”. Il governatore del Molise Donato Toma allineato sulla posizione di Mariastella Gelmini, ministro degli Affari Regionali che sta guidando in Italia il fronte delle aperture e che questa mattina ha incontrato da remoto i presidenti di Regione per fare il punto.

Presente all’incontro anche il ministro Speranza che come noto ha una posizione più cauta. La maggior parte delle regioni italiane sono concordi sulla necessità di superare l’attuale limitazione nelle assegnazioni dei colori imposta dall’indice Rt (si legge erre con t), ovvero l’indice di trasmissibilità che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva e rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento della pandemia da covid-19.

Un indice che finora ha regolato le chiusure e condizionato le principali decisioni del Governo in relazione alla vita sociale, pubblica e lavorativa degli italiani. “Serve un nuovo modello di transizione” chiarisce il presidente della giunta regionale del Molise che ha sottolineato la riduzione dei contagi, la minore pressione sulle strutture ospedaliere e lo stato di avanzamento della campagna vaccinale, che in Molise si trova a un ottimo punto, e che negli ultimi giorni ha toccato punte da record con oltre 3100 somministrazioni giornaliere nonchè un utilizzo delle dosi che sfiora il 97% di quelle consegnate.

Le regioni italiane chiedono perciò il superamento dell’Rt, L’abolizione della divisione in zone e la messa a punto di nuovi criteri per la gestione della fase di passaggio. “Il Governo sembra disponibile a ristudiare l’impianto di misure, che fin qui ha prodotto esiti positivi sicuramente. Ma ora è arrivato il momento di rivedere gli indicatori” dichiara Toma a margine dell’incontro in videoconferenza di questa mattina, sottolineando che “la situazione è migliorata, ogni giorno il contesto di riferimento è in divenire e occorre che il Paese riparta. L’importante è ora porre in essere un nuovo modello di transizione che consenta di allargare gradualmente le maglie e, allo stesso tempo, continuare a monitorare la situazione lavorando sull’incidenza ma attenzionando l’Rt con regole diverse e valutando la pressione sugli ospedali”.

 

Intanto se i numeri del monitoraggio di venerdì lo consentiranno, già dalla prossima settimana il coprifuoco potrebbe slittare di un’ora (alle 23) segnando un passo in avanti verso una progressiva abolizione del divieto, sulla scorta di quanto sta accadendo in Francia e in Germania, dove la cancelliera Angela Merkel ha concesso un’ora di libertà in più. Questo anche perchè i numeri dei vaccini somministrati alla popolazione più anziana sono incoraggianti e il premier Mario Draghi – come ha ribadito più volte – ritiene fondamentale la messa in sicurezza dei cittadini che rischiano di più la vita nel momento in cui entrano a contatto con il virus. Probabile che il Governo, mentre scendono sia contagiati che decessi in Italia, riaprirà i centri commerciali nel prossimo weekend e che a breve possa essere indicata l’attesa data per la ripartenza delle feste di nozze delle altre cerimonie. Sicuramente i dati del monitoraggio di dopodomani saranno fondamentali per poter prendere le decisioni conseguenziali.

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