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Campobasso

Ex Roxy, 16 anni di immobilismo sull’hotel vip: doveva diventare sede della Regione, è un luogo di degrado

Dopo l'ultimo intervento dello scorso ottobre per alzare la recinzione dello stabile, non è stato fatto più nulla per lo stabile pagato 7 milioni di soldi pubblici perchè doveva diventare la sede della Regione. Il consigliere regionale M5S Fabio De Chirico ha depositato un'interpellanza urgente per chiedere al governatore di chiarire se sono stati stanziati 2,5 milioni per la demolizione e se è concreto l'interesse di un gruppo di imprenditori ad acquistarlo.

Sarà abbattuto e ricostruito? E quando? Ci sono i 2,5 milioni annunciati dal presidente Toma per la demolizione dell’ex hotel Roxy di Campobasso? La Regione Molise ne cosa farà?  Esiste il progetto di realizzare in quel luogo la nuova sede regionale? Sono le domande che il Movimento 5 Stelle rivolge al governatore tramite un’interpellanza urgente firmata dal consigliere regionale Fabio De Chirico.

L’ultimo intervento sull’edificio è dello scorso 15 ottobre 2020, quando venne alzato il recinto che circonda la struttura, che negli anni Ottanta e Novanta era location di feste nonchè punto di ritrovo vip e hotel che ha ospitato le squadre che arrivavano nel capoluogo per giocare contro il glorioso Campobasso in serie B. Da anni l’edificio che si trova in piazza Falcone e Borsellino (ex piazza Savoia) è diventato un luogo degradato e rifugio per sbandati. Nel 2015 scoppiò anche un incendio al suo interno.

Le segnalazioni dei residenti dei palazzi vicini sono frequenti sulla sicurezza e sulle condizioni igienico-sanitarie dell’edificio di proprietaria della Regione Molise che anni fa, durante il governo Iorio, acquistò l’immobile per la ‘modica’ cifra di 7 milioni di euro.

L’ex hotel dei vip ‘sbarrato’: Regione e forze dell’ordine provvedono a bonifica e messa in sicurezza del Roxy

Quando era all’opposizione, l’attuale sindaco M5S di Campobasso Roberto Gravina ha più volte sollecitato Antonio Battista ad intervenire per abbattere lo stabile. E ora che guida Palazzo San Giorgio gli è toccato intervenire in prima persona per incalzare la Regione a prendere una decisione. Ora il primo cittadino trova una sponda nei colleghi in Consiglio regionale. 

“Ben due presidenti, prima di Toma (Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura, ndr), hanno manifestato l’intenzione di riqualificarla dando una sede alla Regione e al Consiglio regionale. E due anni fa, lo stesso Toma ha annunciato novità, ma ad oggi l’operazione resta avvolta da un velo di mistero. È allora il caso di fare chiarezza sulla vicenda”, esordisce Fabio De Chirico illustrando la sua interpellanza.

Il riferimento è all’intenzione di abbattere l’edificio (operazione che costerebbe circa 2 milioni di euro) e poi al gruppo di imprenditori che era interessato a rilevarlo. Interesse che Toma annunciò a Primonumero. Sono passati due anni e non è successo nulla.

Ex Roxy, gruppo di imprenditori si fa avanti per abbatterlo e costruire la nuova sede della Regione

 

L’ex Roxy doveva diventare sede della Regione Molise, come ricorda l’esponente dell’opposizione grillina riferendosi al Masterplan, ossia l’accordo del 2005 tra Regione e Comune di Campobasso  che “prevedeva un dettagliato programma di investimenti per acquisire e realizzare nell’area immobili da destinare anche agli uffici regionali. Nel 2008 fu bandito un ‘concorso internazionale di progettazione’ e nel 2010 la Regione acquistò l’immobile dell’ex hotel (da abbattere e ricostruire) per circa 7 milioni di euro. Seguirono un tortuoso iter amministrativo e i ricorsi presentati da associazioni ambientaliste, che contestavano la rilevante cementificazione prevista. Si giunse dunque ad un nuovo accordo tra Regione e Comune per ridimensionare il carico urbanistico e dopo qualche anno, nel 2014, alla revoca del vecchio concorso e alla pubblicazione di un nuovo bando denominato ‘Concorso di idee’. Furono così individuati e premiati i primi tre studi tecnici e i loro rispettivi progetti.
Il motivo di questo cambio di rotta era, a nostro avviso, condivisibile: la vecchia idea progettuale, stimata in più di 100 milioni, prevedeva una significativa cementificazione dell’area del campo sportivo. Cubature di cemento che si è deciso di ridurre e ciò ha abbassato la stima dei costi a 50 milioni di euro”.

A questi atti non sono seguite azioni concrete: “Non è stato approvato alcun progetto preliminare – insiste De Chirico – né si è ricorsi alla finanza di progetto per attuare la riqualificazione urbana programmata molti anni prima. Cinque anni più tardi, però, la palla degli annunci è passata a Toma che ha annunciato pubblicamente uno stanziamento di 2,5 milioni di euro per la demolizione del Roxy, immobile nel tempo divenuto strutturalmente precario, rifugio di animali randagi e tossicodipendenti. Ma c’è di più.
Sempre nel 2019, il presidente ha dichiarato di aver ricevuto una manifestazione di interesse da parte di un gruppo politecnico per un Project Financing. Per i non addetti ai lavori, questa è una procedura con cui un privato si fa carico della realizzazione di un’opera di interesse pubblico, a fronte degli incassi di eventuali proventi (ad esempio i ticket dei parcheggi e l’affitto di locali commerciali). Con la demolizione a carico del privato, secondo Toma, i 2,5 milioni stanziati sarebbero stati ‘dirottati sulle strade molisane’. Ma, ad oggi, non vi è alcun riscontro ufficiale di questo presunto interessamento”.

de chirico Fabio M5S

Per capire a che punto fosse questo iter il consigliere regionale ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti. Il riscontro? “Niente di quanto dichiarato dal presidente sembra essere stato mai protocollato. Inoltre, nelle scritture contabili regionali non vi è traccia dei 2,5 milioni destinati alla demolizione”.

Stigmatizzando anche l’esclusione del sindaco di Campobasso (anch’egli esponente M5S) su un progetto che “impatterebbe significativamente sulla vita nel capoluogo”, De Chirico annuncia di aver depositato un’interpellanza urgente in Consiglio regionale. “Il presidente Toma – argomenta – dovrà spiegare ai molisani se esiste davvero l’interesse di un privato sul progetto; dove sono i 2,5 milioni per la demolizione dell’ex hotel; se intende coinvolgere il Comune di Campobasso nella riqualificazione dell’area. Non da ultimo, Toma dovrà dirci chiaramente se la Regione intende davvero procedere con un progetto di cui si parla, ormai, da 16 anni. E, nello specifico, se intende procedere con l’idea progettuale che ha vinto l’ultimo concorso.
L’alone di mistero intorno a questa vasta area del centro cittadino è ingiustificata: la collettività ha il diritto di conoscere le idee della politica per il futuro della città. L’area è di proprietà pubblica, non è una questione privata tra Toma e i suoi presunti contatti”.

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