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Larino

Riabilitazione post covid, per ora 10 pazienti al Vietri. “Persone sotto i 50 anni che non riescono a fare una vita normale”

Da dieci giorni il reparto è operativo con 3 medici, 12 infermieri, 2 fisioterapisti e 8 Oss. "Presto attiveremo altri 10 posti letto, ma la capienza è di 25" fa sapere l'Asrem. I degenti sono persone guarite ma ancora con sintomi e difficoltà a tornare al lavoro o alla vita sociale

Ci sono persone per le quali il doppio tampone negativo non equivale alla fine dell’incubo chiamato covid-19. Difficoltà respiratorie e cardiocircolatorie, dolori, continua stanchezza. Sono alcuni dei sintomi che molti pazienti accusano anche a diverse settimane dalla negativizzazione. Malati non sono solo anziani ma che in molti casi hanno meno di 50 anni, anche se non mancano settantenni e sessantenni.

Proprio per loro dallo scorso 10 maggio è stato attivato ospedale Vietri di Larino un reparto di riabilitazione post covid, necessario per la riabilitazione di quelle persone che soffrono del cosiddetto Long Covid, cioè gli effetti duraturi provocati dall’infezione sull’organismo.

Il reparto è stato inaugurato nella giornata di oggi con una cerimonia sobria alla quale non è stato consentito l’accesso a microfoni e telecamere per motivi di privacy, considerando che ci sono già dei degenti. La presentazione è avvenuta invece nella sala conferenze al piano terra del Vietri alla presenza del presidente della Regione Donato Toma, del direttore generale dell’Azienda Sanitaria regionale del Molise Oreste Florenzano, del direttore del Distretto sanitario di base di Termoli-Larino, dottor Giovanni Giorgetta, e del personale che attualmente è al lavoro nel reparto.

medici camici ospedale vietri

Un reparto che sorge di fianco a dove sorgeva l’area Riabilitazione e che al momento lavora a meno della metà della propria capacità. Attualmente infatti ci sono 10 pazienti ricoverati con l’obiettivo di attivare quanto prima altri 10 posti letto, mentre la capienza totale è di 25.

Ci lavorano 3 medici, fra cui il direttore del reparto dottor Antonio Musto che è cardiologo e 2 fisiatri, oltre a 12 infermieri, 8 operatori socio-sanitari e 2 fisioterapisti. Si tratta di personale interno della Asrem, a eccezione dei 12 infermieri e degli 8 OSS che invece sono stati assunti di recente.

Presentazione reparto post covid

Ma chi sono questi pazienti? Si tratta di persone che arrivano da tutta la regione, sia malati appena usciti dal Cardarelli in seguito alla guarigione per covid, sia persone che sono già a casa e continuano ad avere difficoltà.

Così il dottor Musto. “Si tratta di pazienti particolari – ha detto il responsabile del reparto – ai quali non eravamo abituati. Sono guariti dal covid ma non autosufficienti e presentano patologie che necessitano di trattamenti. Sono persone un po’ disperse in tutta la regione e questo per loro è un punto di riferimento ottimale. Con il direttore del reparto di malattie infettive del Cardarelli c’è una ottima collaborazione e insieme valutiamo i degenti attualmente ricoverati lì per un eventuale trasferimento qui dopo il doppio tampone negativo”.

L’obiettivo è far riprendere loro una vita vera fatta di normalità. “Li assistiamo per farli tornare alla vita lavorativa e sociale. L’età media è infatti inferiore ai 50 anni, sono persone che potrebbero tornare al lavoro ma non ce la fanno”.

Il direttore del distretto sanitario Giovanni Giorgetta ha voluto sottolineare come “il Vietri non è una struttura vuota e questo nuovo reparto darà ulteriore lustro al territorio”.

florenzano ospedale medico

Il direttore della Asrem Oreste Florenzano ha ricordato ancora una volta come “il problema principale che ci siamo trovati ad affrontare è stato quello di reperire il personale. È un problema che esiste da anni, da ben prima che io arrivassi qui e la pandemia ha solo acuito questa difficoltà. Stiamo lavorando per risolvere tutti i problemi compreso quello della camera iperbarica” ha aggiunto Florenzano.

Il presidente Donato Toma ha tessuto le lodi del personale presente alla presentazione sia per il lavoro svolto durante i picchi di emergenza covid che attualmente nella campagna vaccinale. A questo proposito Toma ha rivelato di ritenere che “possiamo arrivare all’immunità di gregge due mesi prima di quanto dice il responsabile della nostra Unità di Crisi, il professor Ripabelli che ha indicato la data del 5 ottobre. Lui è uno scienziato molto prudente, io che faccio politica dico che abbiamo le capacità per incrementare il numero di vaccini e in questo senso c’è grande collaborazione sia con il commissario Figliuolo che con la commissaria Degrassi”.

toma mascherina intervista

Toma ha inoltre riferito di aver ricevuto la seconda dose di vaccino AstraZeneca due giorni fa. “Ieri non sono stato benissimo, oggi va già meglio e voglio dire a tutti che AstraZeneca è un ottimo vaccino e anch’io da presidente di Regione ho ricevuto quello”.

Il presidente, pur senza fare accuse precise, ha dichiarato di ritenere che “questo reparto si poteva aprire prima. Il Decreto del commissario ad acta sarebbe potuto arrivare ben prima, precedendo la seconda ondata”. Da rimarcare come alla presentazione di stamane non è stata invitata l’Amministrazione comunale né tantomeno il sindaco di Larino Giuseppe Puchetti.

Fuori dall’ospedale Vietri invece una piccola delegazione dei comitati per la sanità pubblica che ha esposto degli striscioni di contestazione dell’attuale gestione della sanità molisana.

protesta striscioni sanità vietri
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