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Covid, approvato il Programma operativo per la gestione dell’emergenza: sanità flessibile in vista di nuove ondate

Tra i primi atti della struttura commissariale guidata da Flori Degrassi c'è il piano per fronteggiare la pandemia da Sars-cov-2: nelle 76 pagine inviate al Ministero della Salute vengono definiti il ruolo degli ospedali, i posti letto e la funzione dei privati e introdotta l'assistenza 'proattiva' con 30 infermieri. "Ci sarà una continua revisione della rete ospedaliera in modo da fronteggiare al meglio il rischio di successive ondate".

Un sistema sanitario dinamico. In grado di rispondere con rapidità ai cambiamenti della curva epidemiologica determinata dal virus Sars-Cov-2, alle varie fasi dell’emergenza e ai bisogni di ospedalizzazione. Una riorganizzazione volta a garantire in sostanza i livelli essenziali di prevenzione e cura anche nelle fasi più critiche dell’epidemia. 

Il commissario alla sanità Flori Degrassi lo scrive con chiarezza nel documento di 76 pagine inviato al Ministero della Salute e sottoscritto dal suo vice Annamaria Tomasella e dal direttore della Salute per la Regione Molise Lolita Gallo. “L’esperienza e le conoscenze acquisite ad oggi sull’andamento epidemiologico dell’infezione determinano la consapevolezza che non si tratterà di agire in risposta ad un periodo limitato nel tempo e precedentemente definito”. La pandemia impone “la continua revisione della rete ospedaliera” in modo da “fronteggiare al meglio il rischio di successive ondate“.

Questa l’impronta data al Programma operativo per la gestione dell’emergenza covid inviato a Roma dopo l’approvazione avvenuta lo scorso 12 maggio.

(Qui il documento del Programma Operativo Gestione emergenza covid)

Il primo era stato rispedito al mittente: il Ministero della Salute aveva chiesto alla struttura commissariale regionale di formulare una nuova proposta del Programma operativo per la gestione dell’emergenza covid-19 alla luce di una serie di richieste ed indicazioni esplicitate in un parere fornito dallo stesso Ministero.

E’ uno dei primi atti del nuovo commissario ad acta per la sanità regionale per “assicurare e fronteggiare al meglio l’emergenza sanitaria e rendere strutturale la risposta all’aumento significativo della domanda di assistenza legata al prosieguo dell’attuazione epidemica covid-19 nonché a possibili accrescimenti improvvisi della curva epidemica”.

Per elaborare il piano la struttura commissariale ha preso in considerazione “lo studio della diffusione, della distribuzione nello spazio e dell’andamento della epidemia di Covid-19 nella regione Molise” ed è stata “realizzata un’analisi attenta delle caratteristiche dei pazienti deceduti e positivi a Sars-Cov-2 in Molise durante il periodo tra il 2 marzo 2020 e il 4 aprile 2021″. Il frutto è un programma operativo per la gestione dell’emergenza covid “in grado di adattarsi rapidamente alle mutate condizioni di contesto”.

C’è una novità: l’introduzione della cosiddetta assistenza proattiva infermieristica per rispondere al fabbisogno di “cure primarie” sia dei malati cronici che dei pazienti covid. E’ previsto per tale scopo l’impiego di “un pool infermieristico appositamente formato composto da un numero di unità pari al rapporto di un infermiere ogni 10.000 abitanti. Per il Molise – si legge nel piano – il fabbisogno per 296.547 abitanti (31/12/2020 – Istat) è pari a 30 unità infermieristiche da suddividere in base alla popolazione nei tre distretti dell’Asrem“. Ossia Campobasso, Termoli-Larino e Isernia.

Si occuperanno dell’assistenza da remoto (con telemonitoraggio e telenursing) e quella a domicilio.

Un pool suddiviso a sua volta in due ‘squadre’. Una di queste garantisce la continuità assistenziale territorio-ospedale/cure domiciliari, è operativa per 12 ore al giorno, sette giorni su sette, con reperibilità la domenica e nei giorni festivi.

Gli infermieri impiegati nell’assistenza proattiva, ad esempio, saranno impiegati per ricevere le richieste di attivazione di assistenza domiciliare, inviate attraverso le piattaforme informatiche dedicate, mail e pec; saranno in contatto continuo con le centrali operative ospedaliere.

Si occuperanno dei tamponi diagnostici e della sorveglianza di pazienti fragili, malati covid e i loro contatti stretti. Tra le funzioni l’assistenza diretta a domicilio, del monitoraggio e dell’intervento assistenziale nelle scuole, nelle strutture sanitarie e socioassistenziali. A loro è affidata anche la vaccinazione anti-Covid a domicilio o il prelievo ematico sempre a casa.

Assistenza proattiva programma emergenza covid

Nel programma operativo per l’emergenza covid, che offre un’ampia panoramica della pandemia in Molise, è presente anche una parte relativa ai costi sostenuti per fronteggiare la pandemia (14.086.486 euro fino al 31 dicembre 2020, 4.800.624 euro fino al 31 marzo 2021).

Un altro capitolo riguarda il personale: sono addetti al contact tracing (il tracciamento dei contatti, ndr) 14 medici di continuità assistenziale assegnati al Dipartimento di Prevenzione e 3 medici che hanno risposto al bando della Protezione Civile. E’ al tempo stesso confermato il ruolo centrale del laboratorio analisi dell’ospedale Cardarelli per l’esecuzione (prelievo e processo) dei test molecolari per la diagnosi del virus Sars-Cov-2.

E poi: le Usca. Le visite totali domiciliari svolte fino al 30 aprile sono state 7.624. 

“Asrem – si legge nel programma – ad oggi ha potenziato il servizio sanitario con 299 risorse umane che erogano il servizio come liberi professionisti, tra cui: 143 infermieri, 40 medici (2 specializzandi, 14 medici abilitati non specializzati, 4 medici collocati in quiescenza, 1 medico trattenuto in servizio ex art.12 DL18/2020; 19 incarichi professionali), 116 altre figure professionali (OSS, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia e ostetriche).

Una parte importante del piano è dedicato agli ospedali.

Confermata la centralità del Cardarelli di Campobasso come hub covid, “le strutture private accreditate ospedaliere (IRCCS Neuromed, Gemelli Molise, C.d.C. Villa Maria, Villa Esther, Gea Medica) dovranno rendersi disponibili, commisuratamente alla propria dotazione, secondo le singole dotazioni organizzative tecnologiche e strutturali e in linea con gli indirizzi operativi forniti dall’ASReM, all’utilizzo dei propri posti letto da dedicare ai pazienti Covid e non Covid”, scrive il commissario.

posti letti covid nelle strutture private Programma operativo commissario degrassi

Infine, il programma operativo di gestione dell’emergenza covid delinea “scenari con livello di rischio crescente” definiti sulla base dei nuovi casi positivi giornalieri e i posti letto negli ospedali. “Sono stati individuati 5 scenari di rischio sulla base dell’osservazione dei dati storici disponibili che definiscono l’evolvere della rete ospedaliera covid-19 al variare della velocità dell’epidemia”.

Del resto, non sappiamo se la campagna vaccinale ci consentirà di ‘scampare’ ad una nuova ondata o se il prossimo autunno vivremo un refrain di quanto accaduto dopo l’estate 2020.