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Presunta aggressione a Toma e Tiberio, c’è un video “utile” ma non scioglie tutti i dubbi. Digos ascolta i testimoni

Per ora non ci sono indagati e la Digos sta procedendo a ricostruire l'episodio di venerdì scorso con l'aiuto di un filmato e il racconto di alcuni testimoni, fra cui lo stesso Governatore Donato Toma. Sia il consulente economico Maurizio Tiberio che il 22enne Antonio Grosso potrebbero decidere di fare querela per lesioni. Le indagini entrano nel vivo

C’è un filmato, girato da una delle telecamere di videosorveglianza all’angolo tra via De Attellis e via Roma, considerato “utile” dagli investigatori che stanno ricostruendo quanto accaduto lo scorso venerdì. Utile ma non risolutivo, non chiarificatore di tutti gli aspetti della vicenda che vede protagonisti soprattutto Maurizio Tiberio e Antonio Grosso. Il primo è l’uomo più fidato di Donato Toma, la sua “ombra”, il suo consulente economico e principale consigliere politico. L’altro è uno studente universitario di 22 anni. Entrambi sostengono di essere stati aggrediti dall’altro. Chi ha ragione? O meglio: chi mente?

C’è un filmato, per l’appunto, che aiuta a sciogliere alcuni dubbi, ma non tutti. La telecamera si trova fra via De Attellis, la strada dove venerdì poco dopo le ore 14 il presidente Toma e Tiberio erano a pranzo all’Osteria Ventotto, e via Roma, dove si è verificata la presunta aggressione. Cosa mostra quel video? La Digos, che sta svolgendo indagini accurate su disposizione della Procura della Repubblica, non si sbilancia. Qualcosa però “si vede”, è la sintesi che arriva dagli investigatori. Che si aspettano di poter rimettere a posto i tasselli anche grazie all’aiuto dei testimoni, che sono pochi vista l’ora: passanti, qualche avventore e un paio di carabinieri, arrivati subito dopo.

Sarà ascoltato la stesso Donato Toma, che in un primo momento, interpellato sulla vicenda, aveva rilasciato questa dichiarazione: “Io e Maurizio (Tiberio, ndr) eravamo a tavola quando sono passati due ragazzi e hanno iniziato ad insultarmi attirando l’attenzione di tutti gli avventori che erano seduti ai tavoli esterni al locale‘Sei un pezzo di merda’ e molto altro, tanto che Maurizio si è alzato dalla sedia andando incontro ai due per invitarli ad abbassare i toni. Nel farlo, si è preso una testata che ha trasformato la sua faccia in una maschera di sangue”.

Col trascorrere delle ore la vicenda si è arricchita di ulteriori dettagli e la presunta aggressione è stata circoscritta in via Roma, dove Toma non era presente e non può aver visto chi ha dato la testata e chi, invece, l’ha ricevuta.

Le versioni di Tiberio e Grosso cozzano: il primo, finito in ospedale e dimesso con una prognosi di 10 giorni, ha sostenuto di aver ricevuto una capocciata dal ragazzo solo per aver chiesto spiegazioni circa il linguaggio da turpiloquio usato dai due giovani alla vista di Toma. Il ragazzo, pure lui medicato e con una prognosi di 8 giorni, ha dichiarato invece di essere stato inseguito da Tiberio lungo via Roma mentre l’amico si dileguava (il filmato mostrerebbe proprio questo passaggio) e di averle prese: “Si è avvicinato con la testa alla mia, io ho fatto resistenza e ho cercato di allontanarlo ma lui ha iniziato a picchiarmi facendomi volare prima gli occhiali e poi dandomi calci sulla schiena. Dopo avermi percosso ha quindi chiamato la polizia scatenando tutto questo teatrino mediatico della aggressione ricevuta”.

Ricostruire con precisione i fatti è ora il compito della Digos e della Procura di Campobasso. Si stanno raccogliendo le testimonianze dei cittadini che erano presenti, e “altre attività di indagine sono in corso” fanno sapere dalla Digos, nell’attesa anche di vedere se sulla vicenda arriveranno querele. Per ora né Maurizio Tiberio né i due giovani campobassani hanno presentato esposti. Potrebbero farlo nei prossimi giorni, ma potrebbero anche decidere di volerla chiudere qua. L’indagine, in ogni caso, è partita d’ufficio ed è entrata nel vivo con l’acquisizione, tramite i Vigili Urbani di Campobasso, di filmati girati dalle telecamere della zona e con l’identificazione dei protagonisti. Per ora non ci sono indagati, né per lesioni né per altri reati che non è detto non potranno essere ravvisati.

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