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Parco del Matese, Molise e Campania a due velocità. Fanelli (Pd) denuncia ritardi del governo Toma

Cosa frena lo sviluppo dell'area naturalistica istituita nel 2018 dal Parlamento? Mentre la Campania ha trasmesso a Roma la sua proposta di perimetrazione, Micaela Fanelli denuncia: "Il Molise non ha ancora fatto pervenire al Ministero gli atti di propria competenza bloccando il completamento dell’istruttoria tecnica"

C’è un nuovo capitolo nella travagliata storia del Parco del Matese, un progetto che potrebbe favorire lo sviluppo economico della regione ma che continua a restare impantanato nelle inefficienze politiche e burocratiche. L’iter di costituzione dell’area naturalistica, diventata Parco nazionale come sancito con una legge approvata in Parlamento nel 2018,  si è bloccato perchè la Regione Molise non avrebbe inviato al Ministero gli atti di sua competenza.

E’ il capogruppo del Pd Micaela Fanelli a denunciarlo: “La nascita del Parco Nazionale del Matese non può più attendere e la Regione Molise, con urgenza, deve inviare al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di perimetrazione e zonizzazione, secondo le indicazioni decise dal Consiglio regionale del Molise”.

L’Aula si era espressa sull’argomento più di un anno fa.

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Cosa impedisce il decollo di questo progetto? Perchè non è stato completato il percorso relativo alla perimetrazione dell’area?

Del nuovo parco nazionale se ne è discusso sabato scorso nel corso dell’incontro promosso a San Potito Sannitico nella sede dell’Ente Parco del Matese, al quale Micaela Fanelli ha partecipato insieme al presidente del Parco Vincenzo Girfatti e all’europarlamentare Andrea Cozzolino.

L’iter di istituzione del Parco del Matese è iniziato nel 1993, con una legge regionale della Campania. Nel 2018, con legge di bilancio nazionale, è stata approvata dal Parlamento la norma che contempla la trasformazione in Parco Nazionale.

Le due regioni coinvolte nel progetto però stanno procedendo a velocità diverse.

“Lo scorso 28 gennaio 2021 – riferisce l’esponente del Pd  Molise- la Campania ha trasmesso al Ministero la sua proposta di perimetrazione, elaborata dalla VII Commissione Consiliare Ambiente ed Energia, sulla base delle richieste presentate dai comuni interessati e dalle province di Caserta e Benevento.

Il giorno successivo, la Regione Molise, dopo aver riferito di aver avviato il processo partecipativo con gli enti interessati, ha richiesto tempi istruttori supplementari, indicando la fine di febbraio 2021 per la presentazione della proposta di zonizzazione della parte molisana del Parco.

Nonostante le ulteriori sollecitazioni ministeriali – l’ultima in data 13 aprile 2021 – a tutt’oggi il Molise non ha ancora fatto pervenire al Ministero gli atti di propria competenza, di fatto, bloccando il completamento dell’istruttoria tecnica, la prima convocazione del Tavolo tecnico interistituzionale e il perfezionamento del procedimento amministrativo istitutivo del Parco del Matese”.

Il capogruppo dem in Consiglio regionale è tornata quindi a sollecitare sia il presidente Toma che il sottosegretario Di Baggio affinché “rifacendosi alle indicazioni del Consiglio regionale, trasmettano senza ulteriori ritardi la nostra proposta di zonizzazione e si raccordino con la Campania anche per intercettare l’enorme mole di fondi nazionali ed europei a breve disponibili. E per indirizzare puntualmente le programmazioni regionali con proposte pensate insieme fra istituzioni, associazioni, comitati e territori.

Non dimentichiamo, infatti, a solo titolo esemplificativo, che il recovery fund prevede ben 600 milioni di euro per i paesaggi rurali e, riuscire ad agganciare questa enorme opportunità, significherebbe partire con il massimo slancio utile a far decollare immediatamente il Parco del Matese.

A patto che la Regione Molise si svegli e decida di inviare a Roma tutti gli atti di sua competenza, che il Ministero aspetta ormai da troppo tempo”.

Il Molise quindi non può perdere questo ‘treno’ che consentirebbe di creare migliaia di posti di lavoro.

“La nascita del Parco del Matese è a portata di mano”, conclude la Fanelli. “Insieme a tutti i comuni ed i soggetti interessati, non sprechiamo questa ultima, fondamentale chance per i nostri territori più belli, ma anche più fragili, poveri ed in pericolo”.