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Operaio morto sul cantiere dell’A14, non si farà l’autopsia. Sindacati proclamano sciopero

Eseguita l'ispezione cadaverica, la salma restituita alla famiglia. Intanto dal mondo sindacale arrivano richieste di un incontro con la ditta per la quale lavorava il 55enne

È stata eseguita nella mattinata di oggi l’ispezione cadaverica sul corpo del 55enne Mario Tracinà, l’operaio precipitato da un’impalcatura alta 30 metri mentre lavorava su un pilastro della A14 in territorio di Campomarino nel pomeriggio di ieri 7 maggio.

In seguito a questo esame, svolto da esperti di medicina legale arrivati da Foggia, il magistrato di turno, la dottoressa Ilaria Toncini, ha deciso di non disporre l’autopsia e viceversa ha concesso il rilascio della salma a favore della famiglia dell’operaio marchigiano. Nella mattinata di domani il feretro verrà trasferito a Jesi, città delle Marche dove viveva l’operaio.

Al momento il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Larino non vede ipotesi di reato né tantomeno indagati. Mario Tracinà era sposato e aveva due figli. Lavorava per la ditta Eurobuilding della provincia di Fermo che aveva preso in subappalto da Società Autostrade SpA i lavori di consolidamento dei pilastri del viadotto.

La sua morte ha provocato le reazioni amareggiate soprattutto del mondo sindacale sia locale che nazionale. Il decesso avvenuto ieri si inserisce infatti in una lunga scia di vittime sul lavoro che stanno caratterizzando questo periodo. In seguito a quanto accaduto nelle ultime ore è giunta anche la comunicazione di uno sciopero proclamato da alcune sigle sindacali.

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil annunciano infatti che chiederanno un incontro urgente alla ditta Eurobuilding, la ditta dove lavorava il 55enne morto ieri sul cantiere a Campomarino, e si riuniranno in assemblea con i lavoratori per proclamare uno sciopero di 4 ore.

“Apprendiamo la notizia della morte di un uomo, non una morte bianca ma una morte dai mille colori, i colori dei cinquantacinque anni di vita di una persona e dei suoi cari.

Le categorie sindacali molisane della Filca Cisl, Fillea Cgil e la Feneal Uil esprimono il più profondo cordoglio per la perdita della vita sul posto di lavoro di un operaio marchigiano dipendente della Eurobuilding Spa che ha in subappalto i lavori di manutenzione stradale della A14 al km 478 nel cantiere di Campomarino. Oggi è un giorno triste per il settore dell’edilizia molisana che deve stringersi attorno alla necessità di sicurezza sui luoghi di lavoro.

In questi giorni si sono susseguite, con una tragica sequenza, gli eventi di morti nei luoghi di lavoro, donne e uomini di tutte le età, che senza distinzione alcuna sono state strappate a questa vita mentre compivano gesti quotidiani, che magari avevano ripetuto migliaia di volte con assoluta capacità e professionalità. Dal 1° gennaio al 31 marzo 2021 in Italia sono morte sul lavoro due persone al giorno. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel primo trimestre del 2021 sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 denunce registrate nel primo trimestre del 2020 (+11,4%).

Una strage che non può essere silenziosa, ma deve essere portata all’attenzione dell’opinione pubblica con forza, suscitando nell’animo delle persone lo sdegno per una sconfitta sociale. La sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere oggi la bandiera dietro la quale unire le forze dei vari gruppi che compongono il mondo del lavoro, per far sì che lavoro diventi sinonimo di sicurezza e viceversa. È necessario far sì che l’informazione, la formazione e l’adeguamento tecnologico delle attrezzature lavorative siano alla base dell’attività quotidiana svolta sui luoghi di lavoro così che tutte le madri, tutti i padri e tutti i figli possano dire ‘sono tornato’”.