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Offese sul web il presidente della Repubblica, indagato professore dell’Università del Molise

Il docente di Storia contemporanea Marco Gervasoni è tra le undici persone indagate nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma che questa mattina ha emesso due decreti di perquisizione eseguiti dai Carabinieri del Ros. Lo storico e saggista aveva già fatto parlare di sè per l'insulto sessista rivolto alla vice presidente dell'Emilia Romagna e per i commenti sulla nave Sea Watch: "Va affondata". Il rettore Brunese ha condannato i comportamenti del professore

C’è anche un docente dell’Università del Molise, il professore Marco Gervasoni, tra le undici persone indagate per aver offeso sul web il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La notizia è stata riportata questa mattina – 11 maggio – dalle principali testate nazionali che hanno riferito dei due decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma ed eseguiti dai carabinieri del Ros, con il supporto in fase esecutiva dei comandi Provinciali Carabinieri di Roma, Latina, Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania.

L’inchiesta giudiziaria riguarda undici persone, tra cui appunto Gervasoni, tutte indagate per i reati di offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica e istigazione a delinquere. Tra loro figurano anche un pensionato, un ottico, due giornalisti di testate online, l’impiegato amministrativo di un ospedale di Roma e uno studente. Le perquisizioni rientrano in un più ampio approfondimento che la Procura della Repubblica di Roma sta svolgendo da tempo con il Ros – Reparto Anticrimine della Capitale.

Il docente di Storia contemporanea dell’Unimol, che è anche storico, saggista, e titolare alla Luiss del corso di Storia comparata dei sistemi politici, aveva già fatto parlare di sè in passato. Lo scorso settembre aveva rivolto insulti sessisti alla vice presidente dell’Emilia Romagna  Elly Schlein (“Ma che è, n’omo?”, aveva scritto su Twitter). In quest’occasione l’insegnante ha anche rischiato un provvedimento del Senato accademico dell’Unimol per violazione del codice etoco dello stesso ateneo.

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Ancora prima Gervasoni era finito nella bufera perchè aveva appoggiato la proposta di Giorgia Meloni di affondare la Sea Watch, nave della ong tedesca battente bandiera olandese (“Ha ragione Giorgia Meloni, la Sea Watch va affondata. Quindi Sea watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso?”, le sue parole).

La notizia delle indagini per le offese al capo dello Stato hanno provocato imbarazzo e sconcerto all’Università del Molise. Il rettore Luca Brunese ha espresso in una nota stampa “i più alti sensi di stima e la più profonda solidarietà nei confronti del Presidente Mattarella – già ospite della nostra Università nel 2016 –, oltre che l’assoluta fiducia nell’operato della magistratura. Ribadisco la ferma condanna dell’Università rispetto a comportamenti o atteggiamenti che possano in qualunque modo ledere i valori e le istituzioni fondanti della Repubblica italiana e, seguendo gli sviluppi effettivi dell’inchiesta, è pronto a prendere, insieme agli organi accademici, ogni provvedimento necessario per tutelarli”.

Dalla parte di Gervasoni si è schierato per ora ‘solo’ il direttore di Libero Vittorio Feltri: “Giù le mani da Gervasoni che è un ottimo professore ed eccellente editorialista con l’unico vizio di non essere di sinistra”.