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Esportare i Misteri, il dialetto e l’artigianato fuori dai confini regionali: Campobasso è prima città a siglare accordo col Ministero

Ci avviciniamo alla seconda estate caratterizzata dal virus e si prevede un buon afflusso di visitatori anche nel capoluogo. Il protocollo firmato questa mattina tra l'amministrazione e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero dei Beni Culturali consentirà la valorizzazione e la conoscenza anche a livello internazionale di tradizioni artigianali, musica popolare, dialetto e infine dei famosi Misteri, la cui sfilata è stata cancellata anche quest'anno per le restrizioni anti-covid. Nè è in programma un'edizione invernale.

La Regione Marche ha fatto da apripista e all’inizio dell’anno ha avviato la collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero per i Beni culturali e il Turismo guidato dal direttore Leandro Ventura. Lo stesso che questa mattina (17 maggio) ha firmato in Municipio un accordo con l’amministrazione targata Gravina per la valorizzazione, la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e etnoantropologico del capoluogo.

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Campobasso, che si prepara alla seconda estate nel segno del covid, è la prima città molisana ad avviare un percorso di questo tipo.

Le tradizioni artigianali, la musica popolare, la danza, l’uso del dialetto (con le sue declinazioni letterarie), tradizioni enogastronomiche, l’artigianato artistico fino alla Settimana Santa, ai Misteri, la cui sfilata non si svolgerà nemmeno quest’anno per via delle restrizioni anti-covid (né l’amministrazione sta pensando ad una edizione ‘invernale’, ndr): ecco alcune delle espressioni culturali campobassane che rientrano nell’intesa. “L’Istituto centrale per il patrimonio immateriale offrirà le sue conoscenze e un supporto al Comune per progetti da elaborare per migliorare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio immateriale di Campobasso e più in generale della regione Molise, anche in un’ottica di promozione a livello nazionale e internazionale”, spiega il direttore Leandro Ventura contestualmente alla firma dell’intesa con il sindaco Roberto Gravina.

Comune Campobasso protocollo patrimonio immateriale Gravina Felice Ventura Vinciguerra

“Noi abbiamo esperienze simili in altri territori come le Marche”, riferisce ancora. “Tutte le comunità – dalle più piccole alle più grandi – si stanno rendendo conto dell’importanza del patrimonio immateriale soprattutto per le aree interne come strumento di valorizzazione del territorio”.

Il protocollo consentirà a Campobasso di migliorare le sue ‘perfomance’ dal punto di vista turistico in un’altra estate nella quale si prevede un altro boom di presenze nella nostra regione alla luce del miglioramento della situazione epidemiologica. E in quest’ottica l’amministrazione aprirà anche un apposito info-point al servizio dei visitatori. 

Infine Ventura ricorda il progetto di rete interregionale sui tratturi che “non sono solo un luogo parcellizzato di interesse per le piccole comunità, ma dei percorsi di turismo che riguardano più regioni. Bisogna ragionare partendo dai piccoli borghi e dalle città capoluogo per costruire reti di relazione perché solo così si può valorizzare il patrimonio culturale e immateriale”.

A rimarcare la differenza rispetto agli accordi sottoscritti nel passato è l’assessore alla Cultura Paola Felice: “Questo è un atto ufficiale che ci mette in relazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale che ci supporterà in una serie di progetti concreti per la promozione delle nostre tradizioni”. Tra le novità del protocollo c’è la “partecipazione dei cittadini alla gestione e alla fruizione del patrimonio storico-culturale ed ambientale del nostro territorio, promuovendo l’accezione del bene culturale materiale e immateriale come vero e proprio bene comune”.

Il consigliere nonché capogruppo M5S in Comune Antonio Vinciguerra, che ha lavorato assieme all’Assessorato alla Cultura per la firma dell’accordo con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immobiliare, ricorda che questo protocollo, “importante anche per la valorizzazione delle lavorazioni artigianali artistiche tipiche della nostra città”, è il secondo traguardo raggiunto dopo l’ingresso nella Rete italiana per le Feste di Sant’Antonio Abate. “Come Amministrazione – scandisce – stiamo lavorando molto sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio immateriale e la Rete Italiana Feste di Sant’Antonio Abate, nata anche sulla spinta del nostro Comune e che ci vede come referenti, ne è una dimostrazione chiara”.