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Lutto cittadino per Giancarlo, oggi i funerali. Aperta indagine per omicidio stradale, ma sotto accusa è la Sp 40

Una giornata di lutto cittadino quella proclamata dall’Amministrazione comunale di San Martino in Pensilis per la giornata di oggi, 3 maggio. I carabinieri della Compagnia di Larino hanno ultimato i rilievi, stabilendo il punto di collisione fra la Citroen e il camion, il cui conducente è stato iscritto sul registro degli indagati ma più per la prassi che perché siano state ravvisate effettive responsabilità.

Ha perso la vita sul colpo: è stato sbalzato dal tettuccio della Citroen che stava guidando per andare al lavoro, presso le cantine di Tenimenti Greco di Portocannone. Alle 11 e 45 la vita di Giancarlo Graziaplena è cessata sulla Strada Provinciale 40 nel tragico schianto contro un camion che stava portando frutta e ortaggi in una azienda di san Martino in Pensilis, il suo comune, quello per il quale tanto si era attivato, instancabile promotore di eventi, appassionato di vita pubblica e di territorio, attento al miglioramento delle cose e mai rassegnato al peggio. Quel Comune che oggi, giorno dei funerali celebrati dal parroco don Nicola Mattia nella chiesta centrale alla presenza di una vasta comunità, ha proclamato il lutto cittadino. “Ti ricordiamo per la tua innata passione per la musica, per la tua creatura, il Joe’s Blues Festival, dedicato a un grande amico prematuramente scomparso, per la tua grande sensibilità, per la tua ostinata fiducia nel prossimo, perché tu c’eri, sempre, per tutti, e perché ….. già ci manchi, per davvero” ha dichiarato l’Amministrazione comunale di San Martino a margine della dedica, proprio a Giancarlo e ai cittadini morti nei mesi scorsi anche a causa del Covid, del concerto che si è svolto in paese il 1° maggio.

A ricordare Giancarlo è stato anche Vittorino Facciolla, amico di lungo corso, che in un toccante post sui sociale così si è espresso: “In questi ultimi giorni ci siamo sentiti spessissimo. Più volte del solito e più volte nella stessa giornata. Era ripartita la valanga di idee e progetti per il futuro. Era tornata la nostra corrispondenza di amorosi sensi. La stessa che ci fece scrivere a quattro mani un programma elettorale che nel 2012, guardava al 2030.  La stessa che si è inventata dal cuore di Lino, il joe’s blues festival, tra le più importanti rassegne di genere del centro/sud Italia. La stessa che fece esplodere la parte movimentista della nostra creatura ‘Unione per il Molise’; che ci faceva pensare che la nostra terra avrebbe dovuto volare alto e che noi, insieme, avremmo dovuto assumere l’onere dell’impresa perché eravamo gli interpreti più coraggiosi, visionari e folli.  Tu eri mio creditore, il più importante dei miei creditori.  Il credito nasceva dalla concessione incondizionata della tua intelligenza, quel confronto alla pari che non chiede e non vuole, ma si nutre di scoperta e di sogno. Oggi ti ho trovato riverso a terra, in una pozza di sangue ed ho pensato che non avrei potuto estinguere il mio debito con te. Ho pensato che quando non si fa in tempo a saldare il proprio debito, si resta perennemente debitori. Così non ti ho lasciato, neppure un attimo; ho sorvegliato il tuo corpo per poter raccontare a tutti di quanto fosse bello, ho atteso che la tua anima salisse in cielo, per poter godere la sua scia di accecante luce. Mi mancherai come pochissimi, ma sappi che ti inseguirò sino a raggiungerti e, quando accadrà, prima di saldare il debito, ti racconterò del calore delle mani di Marilena strette alle mie”.

 

Giancarlo Graziaplena, morto in un incidente alle porte del paese. Il dolore della comunità: “Una perdita inimmaginabile”

Marito, padre di due giovani donne, amante della musica, della natura, del territorio, della cultura. La morte di Giancarlo Graziaplena a 59 anni lascia un grande vuoto sociale, e non è una espressione di circostanza che si utilizza solo quando uno smette di esserci. Nel suo caso c’è una straordinaria unanimità di giudizio, di affetto, di dolore anche da parte di chilo lo ha conosciuto poco o superficialmente.

Mentre la comunità piange lo strazio della perdita, prosegue l’inchiesta aperta sull’incidente stradale. I carabinieri della compagnia di Larino hanno ultimato i rilievi, accertando il punto di collisione tra i due veicoli e ricostruendo una ipotetica dinamica ora al vaglio degli inquirenti della Procura di Larino, che hanno iscritto sul registro indagati il conducente del camion, un 49enne di Serracapriola. E’ un atto dovuto, che si muove nell’ambito della ipotesi di omicidio stradale, ma dai primi accertamenti non sembra che ci siano responsabilità concrete nell’uomo che guidava il mezzo della frutta, e che è stato ascoltato dai militari.

Da quanto si è capito studiando i segni sull’asfalto e la posizione dei veicoli dopo l’impatto (un frontale), la Citroen del 59enne non ha lasciato segni di frenata. Forse un malore, forse un attimo di distrazione: nessuno potrà mai saperlo, e non ci sono testimoni. Quello che si sa, anche perché è sotto gli occhi di tutti, è che la Strada Provinciale 40, che collega San Martino a Portocannone e prosegue poi per Ururi e Campomarino, è una strada pericolosa. Stretta, priva di barriere di sicurezza, senza nemmeno la linea di separazione tra le due carreggiate, tanto che anche solo stabilire qual è il punto di impatto diventa complesso, mancando a monte proprio la demarcazione. I lavori di segnaletica orizzontale erano stati appaltati solo nel tratto che va da Ururi a Campomarino. Quello in cui Giancarlo è morto ne era privo, e ancora una volta le criticità delle arterie molisane minacciano di fare la parte del leone in inchieste giudiziarie aperte in seguito a decessi.